Bari, l’ex giornalista Nicola Pepe a processo per fuga di notizie: Emiliano sarà ascoltato come testimone

L’ex presidente della Regione Puglia Michele Emiliano sarà ascoltato come testimone il prossimo 19 giugno nel processo davanti al Tribunale di Bari che vede imputato l’ex giornalista Nicola Pepe, accusato di favoreggiamento personale.

Secondo l’accusa, Pepe – all’epoca dipendente della Gazzetta del Mezzogiorno – avrebbe informato Emiliano dell’imminente perquisizione della Guardia di Finanza negli uffici della presidenza regionale e nella sua abitazione.

I fatti risalgono al 9 aprile 2019, quando Emiliano era indagato per finanziamento illecito e abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulle primarie del Pd, procedimento dal quale è stato successivamente assolto dal Tribunale di Torino.

La Procura sostiene che Pepe si recò negli uffici della presidenza regionale dopo aver appreso la notizia in redazione dal collega Massimiliano Scagliarini, inizialmente coindagato ma poi archiviato. Scagliarini, costituitosi parte civile, è stato ascoltato nell’udienza odierna. Lo stesso Emiliano, nel giorno in cui avrebbe ricevuto la segnalazione, denunciò l’accaduto alla magistratura.

Bari, fuga di notizie su Emiliano: l’ex giornalista Nicola Pepe finisce a processo per favoreggiamento

Il giudice del Tribunale di Bari Valentina Tripaldi ha disposto la prosecuzione del giudizio per l’ex giornalista Nicola Pepe, accusato di favoreggiamento personale nei confronti del governatore uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Il processo partirà il 3 aprile 2026.

Pepe, all’epoca dei fatti dipendente della Gazzetta del Mezzogiorno, è accusato di aver parlato al presidente Emiliano di una imminente perquisizione domiciliare e negli uffici della presidenza regionale, con sequestro ed acquisizione di documenti, da parte della Guardia di Finanza.

Emiliano all’epoca dei fatti era indagato per finanziamento illecito ed abuso d’ufficio in relazione alla campagna elettorale per le primarie del Pd, accuse dalle quali è stato poi assolto dal Tribunale di Torino.

Secondo l’accusa il 9 aprile 2019 il giornalista si recò negli uffici della presidenza e riferì al governatore uscente della Regione Puglia quanto aveva appreso poco prima nella redazione della Gazzetta, in qualità di redattore della redazione web. Quel giorno lo stesso Emiliano denunciò i fatti alla magistratura.

Pepe è accusato così di aver provocato “un grave nocumento all’attività investigativa”, consistita nel rinvio delle perquisizioni e nella conoscenza da parte degli indagati dell’inchiesta a loro carico e dei provvedimenti da eseguirsi. Le indagini hanno accertato che Pepe aveva appreso la circostanza nella redazione del quotidiano dal collega Massimiliano Scagliarini (costituito parte civile), inizialmente co-indagato e la cui posizione è stata poi archiviata.

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