L’autista tira dritto, Carmela blocca il bus. Interviene la Polizia: “Non è giusto ero arrabbiata”

Ha fatto il giro del web e dei social il video in cui una donna blocca un autobus della linea 21 di Amtab a Bari, nei pressi di via Salvemini, dopo che l’autista si rifiuta di farla salire in un punto privo di fermata. È accaduto due giorni fa. La donna si è posizionata davanti al mezzo, ha iniziato a urlare e a colpire il parabrezza con le mani, impedendo la ripartenza e provocando disagi ai passeggeri e rallentamenti al traffico.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia, che sono riusciti a riportare la calma e ad allontanare la donna, mentre alcuni presenti hanno cercato di stemperare la tensione. L’Amtab ha ribadito che il comportamento dell’autista è stato corretto e conforme alle norme di sicurezza, poiché non è consentita la salita dei passeggeri al di fuori delle fermate autorizzate, anche se il bus è fermo al semaforo rosso.

Abbiamo incontrato la donna protagonista della vicenda. Ebbene sì, è Carmela che abbiamo intervistato nei giorni scorsi per denunciare la situazione all’interno della sua casa popolare a Ceglie.

Tubi marci nella casa popolare, l’Arca mette in ginocchio Carmela: “Riparateli o allago il palazzo”

Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari. Questa volta vi raccontiamo la storia di Carmela, 57enne costretta a piegarsi ogni giorno e a lavare le stoviglie nella vasca da bagno perché costretta a tenere chiuso il rubinetto della cucina a causa dei tubi marci. Nel video allegato il sopralluogo nell’abitazione  situata a Ceglie e la denuncia di Carmela.

Ostuni, 36enne travolta e uccisa di notte sulla provinciale. Una testimone: “Era lucida poi è tornata in clinica”

“Povera Carmela. Noi (io e il mio amico) l’abbiamo incontrata intorno alle 23 sulla strada per entrare ad Ostuni. Le avevano dato farmaci la mattina, pomeriggio e sera. Così ci aveva detto. Con noi era lucida, parlava, tranquilla. Mangiato (le abbiamo offerto una pizza) , bevuto, mi ha offerto una sigaretta. Voleva regalarmi un vestito. Ha conversato con la gente. Mi ha dato il numero del marito per una telefonata, non aveva nemmeno il cellulare. Marito che stava a 3 ore di distanza e non poteva passare su Ostuni”.

Inizia così il racconto sui social di una delle ultime persone che ha visto Carmela, la 36enne investita da un’auto e morta lungo la strada provinciale Ostuni-Villanova, nel Brindisino. La vittima era in cura in una struttura a pochi metri da dove si è verificato l’incidente, camminava a piedi al centro della carreggiata ed è stata travolta da un’auto guidata da un giovane che si è subito fermato a prestare soccorso.

“Il marito ha chiesto di chiamare la polizia in quanto in una clinica precedente era stata aggredita dal personale, tra l’altro lei era scappata dalla clinica per colluttazione (aveva un segno sul volto riconducibile) e aveva paura, non voleva farmaci – si legge nel post -. Aveva asserito che i farmaci peggioravano la sua situazione e voleva solo tornare dal marito e dalla figlia (marito che ha raccontato telefonicamente di aver alzato la voce con dei medici e di essere stato minacciato) e smetterla con ricovero e sostanze.

“La polizia (e lei era tranquilla) l’ha portata in clinica – conclude -. È morta quando è riscappata. Secondo il marito è stata bombata di farmaci nuovamente. E quindi era in stato confusionale. Carmela voleva vivere”.

Gli abusivi si prendono la sua casa popolare, donati 100 euro a Carmela: “Sindaco voglio rispetto”

Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari e della storia di Carmela, dopo l’intervista al sindaco di Casamassima. Ricordiamo che la casa popolare a lei regolarmente assegnata è stata occupata abusivamente e non può ancora entrare.

Siamo andati a trovarla nell’abitazione in cui ora vive in affitto. Alberto ha voluto donare 100 euro nonostante non abbiamo avanzata alcuna proposta. Nel video allegato gli sviluppi della vicenda.

Gli abusivi si prendono la casa popolare di Carmela, blitz al Comune. Il Sindaco Nitti: “Scandaloso”

“Una situazione scandalosa, noi sindaci siamo tutti i giorni in guerra senza armi”. Il primo cittadino di Casamassima, l’avvocato Giuseppe Nitti, affronta la questione delle case popolari occupate abusivamente. Il caso di Carmela è emblematico di un sistema incapace di assicurare il rispetto di alcuni diritti sacrosanti.

La donna, lo ricordiamo, mamma tra l’altro di due figli disabili, il 12 novembre scorso aveva ricevuto l’assegnazione di un immobile in via Adelfia 26, ma tre giorni dopo, il giorno della consegna delle chiavi, s’era accorta che era già stato occupato abusivamente.

Abbiamo colto l’occasione per andare insieme a Carmela in cerca di altre case occupate o vuote. Il risultato della ricerca, come avete visto nel primo video della nostra inchiesta, è stato sorprendente, al netto delle pesanti minacce ricevute da alcuni abusivi in via Botticelli. Ancora sgomenti per ciò che abbiamo scoperto, siamo andati dal Sindaco a chiedere spiegazioni.

Gli abbiamo domandato anche se fosse vero, come riferitoci dalla donna che si è ficcata a casa di Carmela, che le avesse consigliato di fare i bravi qualora fosse arrivato Loconte per evitare di essere cacciati. Il Sindaco Nitti ha risposto alle nostre domande ponendo anche all’attenzione del Governo alcune considerazioni di particolare interesse. Intanto Carmela aspetta ancora che lo Stato riconosca il suo diritto all’assegnazione della casa e faccia in modo di rispettarlo.