Bisceglie, la 12enne Alicia travolta e uccisa da un albero: a cinque mesi dalla tragedia il pino è ancora per strada

A cinque mesi dalla tragedia che costò la vita alla dodicenne Alicia Amoruso, via Gaetano Veneziano resta transennata e chiusa al traffico. Il grosso pino crollato lo scorso 13 aprile a Bisceglie, travolgendo e uccidendo la bambina, è ancora sulla carreggiata, mentre l’area non è percorribile né a piedi né con i mezzi.

La situazione preoccupa anche in vista della riapertura delle scuole: mercoledì 16 settembre torneranno in classe gli studenti della «Riccardo Monterisi», tra cui i compagni di Alicia, mentre il giorno successivo toccherà agli alunni dell’istituto «Giacinto Dell’Olio».

I familiari della bambina, attraverso il comitato «Alicia vive», chiedono che la strada venga messa in sicurezza prima dell’inizio delle lezioni. Secondo quanto denunciato dai genitori, Claudio e Margaret, le transenne non sarebbero sufficienti a impedire l’accesso all’area e mancherebbero adeguate segnalazioni di pericolo.

La vicenda è al centro di un’inchiesta della Procura di Trani. Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati per l’ipotesi di concorso in omicidio colposo: quattro dipendenti comunali e il legale rappresentante dell’impresa incaricata della manutenzione del verde pubblico.

La famiglia di Alicia torna quindi a chiedere un intervento immediato e controlli sulla fila di pini presenti lungo via Veneziano, affinché una tragedia simile non possa ripetersi. «Pretendiamo sicurezza per tutti i ragazzi», è il loro appello alla comunità e all’amministrazione.

Travolta da un treno a 17 anni, l’ultimo saluto a Benedetta Daniele. Il fidanzatino sui social: “Per sempre con me”

Voleva incontrare gli amici e soprattutto fare una sorpresa al fidanzato, un ragazzo conosciuto da poco. Per questo, venerdì sera, Benedetta Daniele, studentessa leccese di appena 17 anni, aveva deciso di prendere il treno da Lecce a Squinzano. Un viaggio breve, che avrebbe dovuto concludersi con un incontro e una serata insieme alle persone a cui voleva bene. Invece si è trasformato in una tragedia.

Arrivata alla stazione di Squinzano, Benedetta è scesa dal treno. Invece di utilizzare il sottopasso, avrebbe deciso di attraversare i binari. Una scelta che potrebbe essere stata dettata dalla fretta di raggiungere gli amici, oppure dalla convinzione di poter attraversare in sicurezza. Pochi istanti dopo, però, è sopraggiunto l’Intercity diretto a Milano, partito da Lecce alle 20.10.

Il macchinista ha azionato più volte i segnali acustici e ha tentato la frenata d’emergenza, ma il convoglio non ha potuto evitare l’impatto. Benedetta è stata travolta sotto gli occhi di alcune persone presenti in stazione. I soccorsi sono arrivati immediatamente, ma per la ragazza non c’era ormai più nulla da fare.

Benedetta avrebbe compiuto 18 anni a dicembre. La notizia della sua morte ha sconvolto la famiglia e l’intera comunità leccese. Il corpo della giovane è stato trasferito all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove per tutta la giornata familiari, amici e conoscenti si sono stretti attorno ai genitori e al fratello minore.

Il padre, tra le lacrime, ha raccontato quanto appreso sulla dinamica di quella sera, riferendo che la figlia potrebbe essere stata al telefono poco prima di attraversare i binari. “Una leggerezza che le è costata la vita”, ha detto, sottolineando quanto una distrazione possa trasformarsi in una tragedia.

Benedetta aveva frequentato il liceo Siciliani di Lecce, ma da qualche tempo aveva interrotto gli studi per intraprendere un nuovo percorso. Il suo sogno, racconta un’amica d’infanzia, era quello di diventare estetista.

Particolarmente toccante il messaggio pubblicato sui social dal fidanzato Alessio. Il ragazzo ha ricordato Benedetta come una persona «speciale, dolce», capace di regalare sorrisi e lasciare un segno profondo nella vita di chi l’aveva conosciuta. «È difficile accettare che tu non sia più qui”, ha scritto, promettendole che sarebbe rimasta per sempre nei suoi pensieri e nel suo cuore.

Ai funerali, una bara chiara, tanti fiori bianchi e un orsacchiotto rosso con un cuore hanno accompagnato l’ultimo saluto alla 17enne. La chiesa era gremita di parenti, amici e conoscenti, tutti stretti attorno alla famiglia in un momento di dolore straziante. Durante l’omelia, il parroco Sandro Quarta ha provato a dare voce allo sgomento di una comunità ancora incredula: «Se adesso ci vogliamo chiedere perché, nessuno di noi avrà mai una risposta».

Inconsolabili i genitori, i nonni, il fratello e il fidanzato. Benedetta quella sera aveva preso un treno con un pensiero semplice: arrivare a Squinzano e sorprendere Alessio. Una sorpresa che non è mai riuscita a fare.

Travolta dal treno a 17 anni: Benedetta era arrivata a Squinzano per fare una sorpresa al fidanzato. Aveva le cuffie

Squinzano sotto choc per la tragica morte di Benedetta Daniele, 17 anni, travolta dall’Intercity Notte 752 Lecce-Milano poco dopo essere scesa dal treno alla stazione del paese.

La giovane, arrivata da Lecce per fare una sorpresa al fidanzato, avrebbe scelto di attraversare i binari invece di utilizzare il sottopasso. Era sola e, secondo una testimonianza ancora al vaglio degli investigatori, potrebbe aver avuto le cuffie. Una circostanza che dovrà essere verificata attraverso le testimonianze e le immagini delle telecamere.

I soccorritori del 118 hanno tentato inutilmente di rianimarla. La circolazione ferroviaria è rimasta sospesa per consentire i rilievi, causando ritardi e modifiche alla circolazione di diversi convogli.

Gli accertamenti avrebbero escluso l’ipotesi di un gesto volontario. La salma è stata restituita alla famiglia su disposizione della Procura, mentre gli investigatori attendono di completare la raccolta delle testimonianze e delle immagini di videosorveglianza per ricostruire con precisione gli ultimi istanti prima dell’investimento.

Bisceglie, travolta da scooter guidato da un minorenne: 46enne muore dopo tre giorni in ospedale. Aperta inchiesta

Non ce l’ha fatta la 46enne rimasta gravemente ferita nell’incidente stradale avvenuto giovedì scorso in via Bovio, a Bisceglie. Ricoverata in condizioni critiche all’ospedale di Andria dopo un grave trauma cranico, è deceduta nelle scorse ore a causa delle lesioni riportate.

Secondo una prima ricostruzione, la donna sarebbe caduta sull’asfalto dopo l’impatto con uno scooter guidato da un minorenne. Il giovane si sarebbe fermato immediatamente a prestare soccorso, mentre i sanitari del 118 hanno disposto il trasferimento d’urgenza in ospedale.

La vittima lascia il marito e due figli piccoli. La sua morte ha suscitato profonda commozione nella comunità biscegliese, che si è stretta attorno alla famiglia che ha deciso di donare fegato, reni e cornee. Le operazioni di espianto sono state dirette Nicola Di Venosa, direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia intensiva, e coordinate dal responsabile dei trapianti per la Asl Bat, Giuseppe Vitobello. Il fegato è stato prelevato dai chirurghi del Policlinico di Bari, i reni da una équipe chirurgica del Policlinico di Foggia mentre le cornee sono state prelevate dagli oculisti di Andria e trasferite alla Banca degli occhi di Mestre.

“Il nostro pensiero va ai suoi figli e alla sua famiglia perché possano trovare nella forza della vita che continua una strada per gestire e lenire il dolore immenso della perdita”, dichiara in una nota Alessandro Di Bello, direttore generale della Asl Bat che così esprime così la sua vicinanza ai familiari della 46enne. “Ringrazio la famiglia che in un momento difficile si è espressa a favore della vita che continua – aggiunge Vitobello – e un ringraziamento particolare va a tutto il personale dell’ospedale Bonomo che, con grande professionalità, ha fatto in modo che l’intero processo di questa settima donazione si concludesse con successo”. “L’abbraccio di tutti noi va ai due figli piccoli della donna”, conclude.

Proseguono intanto gli accertamenti della polizia locale per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. La Procura aprirà un fascicolo per omicidio stradale, atto dovuto per consentire tutti gli approfondimenti investigativi.

 

Schiacciata e uccisa da un albero, corteo a Bisceglie nel ricordo della 12enne Alicia: “Ogni vita merita tutela”

“Alicia vittima di ciò che non è stato fatto”. E, ancora, “Ogni vita merita tutela”, “la nostra sicurezza non è un optional”. Sono alcune delle frasi scritte
sugli striscioni che spiegano il motivo della marcia silenziosa
organizzata dagli studenti e dalle studentesse dell’istituto
Dell’Olio-Cosmai e del liceo Leonardo da Vinci di Bisceglie, nel
nord Barese.

Alunne e alunni hanno deciso così di ricordare
Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa lo scorso 13 aprile,
da un pino sradicato dal forte vento. Il corteo è partito dalla
scuola Monterisi, la stessa frequentata dalla ragazzina. “Noi
siamo fortunati a essere qui oggi”, ha detto uno dei
manifestanti in maglia bianca, il dress code richiesto dagli
organizzatori.

Li dove è morta Alicia – ha continuato – venti
minuti prima della tragedia, è passata mia sorella che ha dieci
anni. Tanti ragazzi hanno percorso quella strada. È assurdo”.
Sulla morte della 12enne sono in corso accertamenti da parte
della Procura di Trani che ha aperto un’inchiesta per concorso
in omicidio colposo.

Gli indagati sono cinque, si tratta del
dirigente e dei funzionari tecnici e istruttori della Ripartizione pianificazione, programmi ed Infrastrutture del Comune di Bisceglie e dello sportello Patrimonio demanio e attività manutentive.

Bari, investita da monopattino sulle strisce pedonali in via Capruzzi: 60enne in ospedale

Una donna di 60 anni è stata travolta sulle strisce pedonali questa mattina in via Capruzzi a Bari mentre stava attraversando la strada. Pare che la vittima sia stata travolta da un monopattino guidata da un ragazzo.

Due militari dell’Esercito hanno soccorso la 60enne. Sul posto sono intervenuti poi il 118 e la Polizia Locale.  La donna è stata trasportata al Policlinico di Bari. Non si conoscono al momento le sue condizioni.

Tragedia a Palombaio, la 79enne Anna Terrameo travolta e uccisa: “Auto arrivata a tutta velocità come un missile”

Si è svolta lunedì 10 novembre 2025, nella chiesa parrocchiale di Palombaio, frazione di Bitonto, la cerimonia funebre di Anna Terrameo, 79 anni, la donna travolta e uccisa mentre attraversava la strada principale del paese, e ieri, mercoledì 12 novembre, si è tenuta la cremazione.

Un addio partecipatissimo: l’intera comunità, circa duemila abitanti, si è stretta attorno ai familiari per una tragedia che ha profondamente scosso il paese, sia per la brutalità dell’incidente sia per quanto accaduto subito dopo.

“L’incidente è avvenuto sabato 8 novembre, intorno alle 20, lungo la via principale del centro abitato, Corso Vittorio Emanuele 102, dove il limite di velocità è di 30 km/h. La signora Terrameo, di ritorno dalla messa, stava attraversando la carreggiata, quando è stata investita da una Mercedes GLA che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe sopraggiunta “a tutta velocità, come un missile”, come hanno riferito alcuni testimoni. Non ci sarebbero segni di frenata sull’asfalto, e il corpo della vittima è stato ritrovato a oltre quaranta metri dal punto d’urto”, si legge nella nota dello Studio 3A-Valore S.p.A.

“Il conducente dell’auto, invece di fermarsi e prestare soccorso, si è dato alla fuga, per poi costituirsi dopo circa due ore, accompagnato dal suo legale, dichiarando di non essersi accorto dell’impatto e di aver successivamente dato alle fiamme il proprio veicolo – si legge ancora -. La famiglia della vittima, profondamente colpita, ha deciso di affidarsi a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, tramite l’Area Manager per la Puglia e il Molise, Sabino De Benedictis. Il legale scelto dalla famiglia per la parte penale, sarà l’avvocato Antonello Busti, del Foro di Bari, e per gli aspetti tecnici Studio3A ha già attivato l’ingegner Pietro Pallotti, esperto in ricostruzioni cinematiche, che ha già effettuato un primo sopralluogo sul luogo della tragedia, la cui nomina – in caso di richiesta di accertamenti tecnici irripetibili – sarà poi depositata in Procura dall’Avv. Busti”.

“L’obiettivo delle indagini della Procura è sicuramente fare piena luce su ogni dettaglio dell’accaduto e accertare tutte le responsabilità del sinistro, ma soprattutto dare alla famiglia di Anna Terrameo le risposte che merita. Dopo un episodio così grave e inaccettabile, i congiunti si aspettano una risposta esemplare dalla giustizia penale, perché simili condotte non restino impunite e perché la memoria di Anna non sia dimenticata”, conclude lo studio.

Ostuni, 36enne travolta e uccisa di notte sulla provinciale: 18enne indagato per omicidio stradale

È indagato, come atto dovuto, per omicidio stradale il 18enne che nella notte tra il 27 ed il 28 giugno scorso ha investito e ucciso una 36enne che camminava al centro della provinciale Ostuni- Villanova, nel Brindisino.

Nelle scorse ore il pubblico ministero titolare del fascicolo, Luca Miceli, ha conferito l’incarico per l’autopsia, eseguita dal medico legale Domenico Urso.

Serviranno ulteriori approfondimenti per conoscere le cause della morte della 36enne, che si trovava in cura in una struttura a pochi metri dalla provinciale Prima di essere investita, altre tre volte la donna era riuscita ad allontanarsi dalla Rsa.

Tutte le volte veniva riaccompagnata dalla polizia in struttura. Al quarto tentativo, mentre vagava sulla provinciale, è stata travolta dal 18enne che si è fermato subito a prestare soccorso. Vano però è stato ogni tentativo di rianimare la donna.

Ostuni, 36enne travolta e uccisa di notte sulla provinciale. Una testimone: “Era lucida poi è tornata in clinica”

“Povera Carmela. Noi (io e il mio amico) l’abbiamo incontrata intorno alle 23 sulla strada per entrare ad Ostuni. Le avevano dato farmaci la mattina, pomeriggio e sera. Così ci aveva detto. Con noi era lucida, parlava, tranquilla. Mangiato (le abbiamo offerto una pizza) , bevuto, mi ha offerto una sigaretta. Voleva regalarmi un vestito. Ha conversato con la gente. Mi ha dato il numero del marito per una telefonata, non aveva nemmeno il cellulare. Marito che stava a 3 ore di distanza e non poteva passare su Ostuni”.

Inizia così il racconto sui social di una delle ultime persone che ha visto Carmela, la 36enne investita da un’auto e morta lungo la strada provinciale Ostuni-Villanova, nel Brindisino. La vittima era in cura in una struttura a pochi metri da dove si è verificato l’incidente, camminava a piedi al centro della carreggiata ed è stata travolta da un’auto guidata da un giovane che si è subito fermato a prestare soccorso.

“Il marito ha chiesto di chiamare la polizia in quanto in una clinica precedente era stata aggredita dal personale, tra l’altro lei era scappata dalla clinica per colluttazione (aveva un segno sul volto riconducibile) e aveva paura, non voleva farmaci – si legge nel post -. Aveva asserito che i farmaci peggioravano la sua situazione e voleva solo tornare dal marito e dalla figlia (marito che ha raccontato telefonicamente di aver alzato la voce con dei medici e di essere stato minacciato) e smetterla con ricovero e sostanze.

“La polizia (e lei era tranquilla) l’ha portata in clinica – conclude -. È morta quando è riscappata. Secondo il marito è stata bombata di farmaci nuovamente. E quindi era in stato confusionale. Carmela voleva vivere”.