Squinzano, lite con coltelli in piazza poche ore dai funerali di Lorena Isceri: coinvolti minorenni

Momenti di paura la sera del 9 settembre in piazza Vittoria a Squinzano, dove si è verificata una violenta lite tra più persone, durante la quale sarebbero stati utilizzati anche dei coltelli. La scena si è consumata davanti a numerose famiglie e bambini, a poche ore dai funerali di Lorena Isceri, la 45enne originaria del Salento uccisa a Firenze dall’ex compagno.

A rendere noto l’episodio è stato il sindaco di Squinzano, Mario Pede, attraverso un post sui social. Secondo le prime informazioni, nella colluttazione sarebbero coinvolti alcuni ragazzi del posto, di età compresa tra i 15 e i 17 anni.

Durante lo scontro sarebbero rimasti lievemente feriti anche alcuni dipendenti di una gastronomia della zona, intervenuti o coinvolti nella lite.

Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri, impegnati a ricostruire la dinamica e a identificare tutti i responsabili. Il sindaco ha inoltre rivolto un appello ai cittadini e ai testimoni affinché forniscano informazioni utili agli investigatori.

Uccisa dall’ex in autostrada, chiesa gremita a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena: “ll no va rispettato”

Chiesa e sagrato gremiti a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne uccisa nei giorni scorsi a Firenze dell’ex compagno. Nella chiesa Maria Regina sono appena iniziati i funerali della donna.

Le navate sono piene e anche il sagrato, dove è stato allestito un maxischermo, si è riempito di cittadini per partecipare alla celebrazione. In chiesa ci sono rappresentanti di molte istituzioni, tra cui il presidente della Provincia di Lecce e una quarantina di sindaci salentini con la fascia tricolore, a portare la vicinanza delle proprie comunità alla famiglia della vittima, raccolta attorno alla bara bianca posizionata davanti all’altare.

“Non sappiamo darci una risposta – le parole di don Vanni Bisconti durante l’omelia -. Tre pensieri. La prima cosa è esserci. Siamo qui, siamo in tanti, siamo qui anche perché vorremmo se possibile prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia. Vorremmo poter dire ‘Non siete soli’. Quello che è accaduto non è stato solo il gesto di un folle. Quale idea dell’amore stiamo infondendo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze? C’è una differenza abissale tra l’amore e il controllo. Il terzo pensiero è per Lorena. E’ difficile parlare di te al passato, siamo ancora increduli. Tutte queste foto ci parlano di te. Noi qui guardiamo questa bara e pensiamo a tutto ciò che avresti potuto vivere. Oggi la nostra fede è messa duramente alla prova. Essere cristiano non significa avere una risposta pronta a ogni evenienza, ma avere una speranza anche quando le risposte non le abbiamo. La nostra fede ci dice che non se scomparsa, non diventerai semplicemente un ricordo”. “La violenza può aver spezzato la tua vita terrena, ma non può avere l’ultima parola sulla tua vita”, ha poi aggiunto.

Uccisa dall’ex in autostrada, oggi l’ultimo saluto di Squinzano a Lorena: rumors sulla presenza della premier Meloni

Squinzano si prepara a dare l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne salentina uccisa dall’ex compagno, che l’avrebbe lanciata da un viadotto dell’autostrada A1, in provincia di Firenze. La salma arriverà in mattinata direttamente nella chiesa Maria Regina, dove alle 17 saranno celebrati i funerali. Attesa una grande partecipazione, con migliaia di persone pronte a raggiungere Squinzano anche dai comuni vicini.

Alla cerimonia saranno presenti sindaci, amministratori ed esponenti delle istituzioni locali. Nelle ultime ore è circolata anche l’ipotesi della presenza di rappresentanti del governo, compresa la premier Giorgia Meloni, ma al momento non ci sono conferme.

«Non mi risulta, non ho avuto informazioni al riguardo», ha dichiarato il sindaco Mario Pede. In Prefettura è stato organizzato un incontro per predisporre il piano di sicurezza e gestire l’afflusso dei partecipanti. Gli amici di Lorena hanno preparato due gigantografie con il volto della 45enne, che saranno collocate dentro e fuori dalla chiesa. Sul piazzale sarà installato un maxi schermo per consentire a tutta la cittadinanza di seguire le esequie.

Squinzano si vestirà inoltre di rosso: fiocchi e teli sono comparsi su porte e balconi, mentre il Comune osserverà un minuto di raccoglimento. Durante i funerali, le attività commerciali e produttive sospenderanno le proprie attività in segno di rispetto. Il ricordo di Lorena proseguirà anche nei prossimi giorni. Venerdì sera, alle 20, è prevista una fiaccolata che partirà dalla sua abitazione di via De Pietro e arriverà alla panchina rossa di piazza Vittoria, simbolo della lotta contro la violenza di genere.

Per tutto settembre, infine, la facciata del Palazzo dell’Orologio, in piazza Plebiscito, sarà illuminata di rosso. Un omaggio a Lorena e un messaggio forte della comunità contro la violenza sulle donne.

Gettata dall’ex dal cavalcavia dell’autostrada: domani l’ultimo saluto di Squinzano a Lorena Isceri

Saranno celebrati nel pomeriggio di 9 settembre, nella chiesa Maria Regina di Squinzano, i funerali di Lorena Isceri, la 45enne salentina uccisa a Barberino del Mugello dall’ex compagno Federico Vella, 36enne fiorentino, che dopo averla rapita e sequestrata l’avrebbe poi lanciata dal cavalcavia dell’autostrada A1.

Dopo il nulla osta della Procura di Firenze, la salma partirà dall’ospedale Careggi per raggiungere Squinzano in tarda mattinata, dove sarà attesa da familiari e amici.

Nei giorni scorsi, la comunità si è stretta attorno al padre Franco. Nella serata del 7 settembre, davanti alla sua abitazione di Casalabate, si è svolta una fiaccolata in memoria di Lorena, tra preghiere, fiori e momenti di commozione. Domani l’ultimo saluto a una donna la cui morte ha profondamente scosso il Salento.

Femminicidio in A1, Lorena era viva quando l’ex l’ha gettata dal viadotto. Momento di preghiera a Squinzano

Lorena Isceri, 45 anni, era ancora viva quando l’ex compagno Federico Vella la gettò dal viadotto dell’A1 a Barberino del Mugello. È quanto emerge dagli accertamenti medico-legali effettuati sulla salma della donna, uccisa il 4 settembre scorso.

Dall’esame esterno e dalla Tac è emerso che la morte è stata provocata dalla caduta e dall’impatto al suolo dopo il volo da decine di metri. L’autopsia dovrà ora chiarire ulteriormente la dinamica e stabilire se le lesioni riscontrate sul corpo siano state provocate dalla caduta o siano precedenti al momento in cui Lorena sarebbe stata rinchiusa nel bagagliaio dell’auto.

Sono in corso accertamenti anche sul corpo di Vella, che dopo aver aggredito e gettato dal cavalcavia la sua ex si è tolto la vita. Gli investigatori attendono inoltre gli esiti degli esami tossicologici per verificare l’eventuale assunzione di stupefacenti o psicofarmaci.

La Procura di Firenze ha disposto anche la copia forense dei tre telefoni sequestrati, per ricostruire attraverso chiamate e messaggi quanto accaduto nelle settimane precedenti al femminicidio.

Intanto, il padre di Lorena, Franco Isceri, ha lanciato un nuovo appello alle donne: «La prima cosa da fare è denunciare». L’uomo ha ricordato di aver più volte invitato la figlia a denunciare l’ex compagno e ha chiesto alle istituzioni una maggiore protezione per le donne vittime di violenza.

Ieri pomeriggio in tanti hanno partecipato ad un momento di ricordo e preghiera in via Lizza Glauca, a Casalabate, marina di Squinzano, davanti alla casa dove vivono i genitori di Lorena Isceri. A Casalabate Lorena aveva trascorso i suoi ultimi giorni di vacanza prima di rientrare a Firenze. Davanti la casa è stata posizionata una grande foto che ritrae il volto sorridente di Lorena, portata dagli amici. Ognuno ha indossato qualcosa di rosso o ha impugnato una candela o una rosa rossa.

All’iniziativa organizzata dagli amici della vittima, in collaborazione con l’amministrazione comunale e le parrocchie del territorio, hanno partecipato conoscenti, amici e familiari, oltre al sindaco Mario Pede con la fascia tricolore, il parroco di Squinzano don Alessandro Scevola. “Dobbiamo combattere tutti insieme questa battaglia – ha detto il sindaco Pede – perché solo se si agisce con un percorso socio culturale condiviso che miri all’educazione affettiva dell’amore sano, si può debellare questa piaga”.

Uccisa dall’ex in autostrada, Firenze ricorda Lorena: candele e messaggi davanti casa. Oggi tocca a Squinzano

Centinaia di persone si sono riunite domenica sera in via Panciatichi, a Firenze, per rendere omaggio a Lorena Isceri, la 45enne originaria di Squinzano morta dopo essere stata lanciata giovedì pomeriggio dal cavalcavia dell’autostrada A1 dall’ex compagno Federico Vella.

Insieme alla sindaca, cittadini e amici hanno acceso candele e lasciato biglietti e messaggi davanti al palazzo in cui la donna viveva, manifestando anche la propria vicinanza alla madre e al fratello, arrivati a Firenze per riportare la salma in Salento.

Prima del trasferimento, sarà necessario attendere l’autopsia, che verrà eseguita dopo l’udienza fissata per il conferimento dell’incarico al medico legale.

Anche Squinzano si prepara a ricordare Lorena. Nel tardo pomeriggio di lunedì amici e cittadini si riuniranno davanti alla casa al mare dei genitori, a Casalabate, per un momento di raccoglimento e vicinanza alla famiglia.

Travolta da un treno a 17 anni, l’ultimo saluto a Benedetta Daniele. Il fidanzatino sui social: “Per sempre con me”

Voleva incontrare gli amici e soprattutto fare una sorpresa al fidanzato, un ragazzo conosciuto da poco. Per questo, venerdì sera, Benedetta Daniele, studentessa leccese di appena 17 anni, aveva deciso di prendere il treno da Lecce a Squinzano. Un viaggio breve, che avrebbe dovuto concludersi con un incontro e una serata insieme alle persone a cui voleva bene. Invece si è trasformato in una tragedia.

Arrivata alla stazione di Squinzano, Benedetta è scesa dal treno. Invece di utilizzare il sottopasso, avrebbe deciso di attraversare i binari. Una scelta che potrebbe essere stata dettata dalla fretta di raggiungere gli amici, oppure dalla convinzione di poter attraversare in sicurezza. Pochi istanti dopo, però, è sopraggiunto l’Intercity diretto a Milano, partito da Lecce alle 20.10.

Il macchinista ha azionato più volte i segnali acustici e ha tentato la frenata d’emergenza, ma il convoglio non ha potuto evitare l’impatto. Benedetta è stata travolta sotto gli occhi di alcune persone presenti in stazione. I soccorsi sono arrivati immediatamente, ma per la ragazza non c’era ormai più nulla da fare.

Benedetta avrebbe compiuto 18 anni a dicembre. La notizia della sua morte ha sconvolto la famiglia e l’intera comunità leccese. Il corpo della giovane è stato trasferito all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove per tutta la giornata familiari, amici e conoscenti si sono stretti attorno ai genitori e al fratello minore.

Il padre, tra le lacrime, ha raccontato quanto appreso sulla dinamica di quella sera, riferendo che la figlia potrebbe essere stata al telefono poco prima di attraversare i binari. “Una leggerezza che le è costata la vita”, ha detto, sottolineando quanto una distrazione possa trasformarsi in una tragedia.

Benedetta aveva frequentato il liceo Siciliani di Lecce, ma da qualche tempo aveva interrotto gli studi per intraprendere un nuovo percorso. Il suo sogno, racconta un’amica d’infanzia, era quello di diventare estetista.

Particolarmente toccante il messaggio pubblicato sui social dal fidanzato Alessio. Il ragazzo ha ricordato Benedetta come una persona «speciale, dolce», capace di regalare sorrisi e lasciare un segno profondo nella vita di chi l’aveva conosciuta. «È difficile accettare che tu non sia più qui”, ha scritto, promettendole che sarebbe rimasta per sempre nei suoi pensieri e nel suo cuore.

Ai funerali, una bara chiara, tanti fiori bianchi e un orsacchiotto rosso con un cuore hanno accompagnato l’ultimo saluto alla 17enne. La chiesa era gremita di parenti, amici e conoscenti, tutti stretti attorno alla famiglia in un momento di dolore straziante. Durante l’omelia, il parroco Sandro Quarta ha provato a dare voce allo sgomento di una comunità ancora incredula: «Se adesso ci vogliamo chiedere perché, nessuno di noi avrà mai una risposta».

Inconsolabili i genitori, i nonni, il fratello e il fidanzato. Benedetta quella sera aveva preso un treno con un pensiero semplice: arrivare a Squinzano e sorprendere Alessio. Una sorpresa che non è mai riuscita a fare.

Travolta dal treno a 17 anni: Benedetta era arrivata a Squinzano per fare una sorpresa al fidanzato. Aveva le cuffie

Squinzano sotto choc per la tragica morte di Benedetta Daniele, 17 anni, travolta dall’Intercity Notte 752 Lecce-Milano poco dopo essere scesa dal treno alla stazione del paese.

La giovane, arrivata da Lecce per fare una sorpresa al fidanzato, avrebbe scelto di attraversare i binari invece di utilizzare il sottopasso. Era sola e, secondo una testimonianza ancora al vaglio degli investigatori, potrebbe aver avuto le cuffie. Una circostanza che dovrà essere verificata attraverso le testimonianze e le immagini delle telecamere.

I soccorritori del 118 hanno tentato inutilmente di rianimarla. La circolazione ferroviaria è rimasta sospesa per consentire i rilievi, causando ritardi e modifiche alla circolazione di diversi convogli.

Gli accertamenti avrebbero escluso l’ipotesi di un gesto volontario. La salma è stata restituita alla famiglia su disposizione della Procura, mentre gli investigatori attendono di completare la raccolta delle testimonianze e delle immagini di videosorveglianza per ricostruire con precisione gli ultimi istanti prima dell’investimento.

Tragedia a Squinzano, ragazza di 17 anni travolta da un treno: accertamenti sulla dinamica

Tragedia ieri nei pressi della stazione ferroviaria di Squinzano, nel Salento, dove una ragazza di 17 anni, originaria di Lecce, è morta dopo essere stata investita da un treno Intercity diretto a Brindisi.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Ferroviaria e i Carabinieri, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella di un attraversamento azzardato dei binari.

Secondo le prime testimonianze, la giovane potrebbe aver corso per raggiungere un gruppo di amici che si trovava poco distante, forse nel tentativo di prendere insieme il treno. Una possibile caduta o una distrazione potrebbe poi aver avuto conseguenze fatali. Gli accertamenti dovranno chiarire cosa sia realmente accaduto nei momenti precedenti all’investimento.

Coppa Italia Promozione, scontri tra tifosi in Squinzano-Trani: 18enne colpito alla testa da una pietra

Momenti di tensione nel pomeriggio di ieri allo stadio comunale di Squinzano, dove si è disputata la gara d’andata della finale di Coppa Italia Promozione tra la squadra locale e il Soccer Trani, terminata con la vittoria degli ospiti per 1-0.

Gli scontri tra le due tifoserie sono scoppiati nei minuti finali dell’incontro, quando sono stati lanciati pietre e oggetti contundenti. Nel corso dei disordini, un tifoso squinzanese di 18 anni è stato colpito alla testa da una pietra.

Il giovane è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato in ospedale: ha riportato una ferita lacero-contusa e un trauma cranico, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.

Durante i momenti più concitati, alcune persone hanno tentato di scavalcare la rete divisoria tra i settori, ma l’intervento dei carabinieri ha evitato il contatto diretto tra le tifoserie. Registrati anche danni ai bagni dell’impianto sportivo.

La situazione è tornata alla normalità nel giro di poco tempo. Gli scontri hanno sorpreso, anche alla luce del gemellaggio esistente tra le due tifoserie, che lasciava presagire un clima disteso.