Femminicidio in A1, gli ultimi messaggi del killer alla madre di Lorena Isceri: “Ti odio, sei perfida”. Poi: “È morta”

Emergono nuovi dettagli sugli ultimi momenti prima dell’omicidio di Lorena Isceri, uccisa dall’ex compagno Federico Vella il 3 settembre. Poco prima della tragedia, l’uomo avrebbe contattato più volte la madre della giovane, Antonietta, nel tentativo di convincerla a fare da intermediaria e favorire una riconciliazione con la figlia.

Già nei giorni precedenti Vella aveva chiesto alla donna di aiutarlo a riconquistare Lorena, arrivando a proporre anche una terapia di coppia. La madre, però, avrebbe rifiutato di intervenire, spiegando che la figlia era ormai adulta e doveva decidere autonomamente.

Il 3 settembre, poche ore prima del delitto, Vella avrebbe nuovamente scritto ad Antonietta, accusandola di ostacolare il suo rapporto con Lorena e rivolgendole parole minacciose e offensive. Alle 14.53 sarebbe arrivato un messaggio dai toni inquietanti: “Se non mi avessi trattato male non sarebbe successo. Ti odio. Sei perfida”.

Poco dopo, l’ultimo, agghiacciante messaggio: “ morta”. Una comunicazione che avrebbe anticipato la tragedia e che ora rappresenta uno degli elementi al centro degli accertamenti.

La famiglia di Lorena, profondamente provata, sta affrontando il lutto. L’avvocato Mino Miccoli ha riferito che la madre della giovane ha avuto un forte crollo emotivo dopo giorni particolarmente difficili.

Uccisa dall’ex in autostrada, chiesa gremita a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena: “ll no va rispettato”

Chiesa e sagrato gremiti a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne uccisa nei giorni scorsi a Firenze dell’ex compagno. Nella chiesa Maria Regina sono appena iniziati i funerali della donna.

Le navate sono piene e anche il sagrato, dove è stato allestito un maxischermo, si è riempito di cittadini per partecipare alla celebrazione. In chiesa ci sono rappresentanti di molte istituzioni, tra cui il presidente della Provincia di Lecce e una quarantina di sindaci salentini con la fascia tricolore, a portare la vicinanza delle proprie comunità alla famiglia della vittima, raccolta attorno alla bara bianca posizionata davanti all’altare.

“Non sappiamo darci una risposta – le parole di don Vanni Bisconti durante l’omelia -. Tre pensieri. La prima cosa è esserci. Siamo qui, siamo in tanti, siamo qui anche perché vorremmo se possibile prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia. Vorremmo poter dire ‘Non siete soli’. Quello che è accaduto non è stato solo il gesto di un folle. Quale idea dell’amore stiamo infondendo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze? C’è una differenza abissale tra l’amore e il controllo. Il terzo pensiero è per Lorena. E’ difficile parlare di te al passato, siamo ancora increduli. Tutte queste foto ci parlano di te. Noi qui guardiamo questa bara e pensiamo a tutto ciò che avresti potuto vivere. Oggi la nostra fede è messa duramente alla prova. Essere cristiano non significa avere una risposta pronta a ogni evenienza, ma avere una speranza anche quando le risposte non le abbiamo. La nostra fede ci dice che non se scomparsa, non diventerai semplicemente un ricordo”. “La violenza può aver spezzato la tua vita terrena, ma non può avere l’ultima parola sulla tua vita”, ha poi aggiunto.

Uccisa dall’ex in autostrada, oggi l’ultimo saluto di Squinzano a Lorena: rumors sulla presenza della premier Meloni

Squinzano si prepara a dare l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne salentina uccisa dall’ex compagno, che l’avrebbe lanciata da un viadotto dell’autostrada A1, in provincia di Firenze. La salma arriverà in mattinata direttamente nella chiesa Maria Regina, dove alle 17 saranno celebrati i funerali. Attesa una grande partecipazione, con migliaia di persone pronte a raggiungere Squinzano anche dai comuni vicini.

Alla cerimonia saranno presenti sindaci, amministratori ed esponenti delle istituzioni locali. Nelle ultime ore è circolata anche l’ipotesi della presenza di rappresentanti del governo, compresa la premier Giorgia Meloni, ma al momento non ci sono conferme.

«Non mi risulta, non ho avuto informazioni al riguardo», ha dichiarato il sindaco Mario Pede. In Prefettura è stato organizzato un incontro per predisporre il piano di sicurezza e gestire l’afflusso dei partecipanti. Gli amici di Lorena hanno preparato due gigantografie con il volto della 45enne, che saranno collocate dentro e fuori dalla chiesa. Sul piazzale sarà installato un maxi schermo per consentire a tutta la cittadinanza di seguire le esequie.

Squinzano si vestirà inoltre di rosso: fiocchi e teli sono comparsi su porte e balconi, mentre il Comune osserverà un minuto di raccoglimento. Durante i funerali, le attività commerciali e produttive sospenderanno le proprie attività in segno di rispetto. Il ricordo di Lorena proseguirà anche nei prossimi giorni. Venerdì sera, alle 20, è prevista una fiaccolata che partirà dalla sua abitazione di via De Pietro e arriverà alla panchina rossa di piazza Vittoria, simbolo della lotta contro la violenza di genere.

Per tutto settembre, infine, la facciata del Palazzo dell’Orologio, in piazza Plebiscito, sarà illuminata di rosso. Un omaggio a Lorena e un messaggio forte della comunità contro la violenza sulle donne.

Lorena uccisa dall’ex in autostrada: non è certo che fosse viva prima della caduta. Lutto cittadino a Squinzano

Non è ancora possibile stabilire se Lorena Isceri fosse viva al momento della caduta dal cavalcavia. A precisarlo è stato l’avvocato Cosimo Miccoli, legale della famiglia della 45enne di Squinzano, dopo l’autopsia eseguita ieri dai medici legali Elisa Ferri e Beatrice Defraia.

La consulente della famiglia, ha spiegato il legale, non avrebbe mai affermato che Lorena fosse viva quando è stata lanciata nel vuoto. Gli accertamenti proseguiranno: i consulenti hanno infatti 90 giorni di tempo per depositare la relazione alla Procura di Firenze e chiarire la dinamica e le cause della morte.

A carico dell’ex fidanzato Federico Vella, che si è suicidato dopo l’omicidio, la Procura contesta femminicidio premeditato e sequestro di persona. Lorena sarebbe stata legata con fascette da elettricista e rinchiusa nel bagagliaio di un Suv, riuscendo successivamente a liberarsi.

Intanto Squinzano si prepara a dare l’ultimo saluto alla 45enne. I funerali si terranno domani pomeriggio nella città salentina, dove il sindaco Mario Pede ha annunciato il lutto cittadino. Venerdì sera è invece prevista una fiaccolata per le vie di Squinzano in memoria di Lorena e in solidarietà alla sua famiglia.

Gettata dall’ex dal cavalcavia dell’autostrada: domani l’ultimo saluto di Squinzano a Lorena Isceri

Saranno celebrati nel pomeriggio di 9 settembre, nella chiesa Maria Regina di Squinzano, i funerali di Lorena Isceri, la 45enne salentina uccisa a Barberino del Mugello dall’ex compagno Federico Vella, 36enne fiorentino, che dopo averla rapita e sequestrata l’avrebbe poi lanciata dal cavalcavia dell’autostrada A1.

Dopo il nulla osta della Procura di Firenze, la salma partirà dall’ospedale Careggi per raggiungere Squinzano in tarda mattinata, dove sarà attesa da familiari e amici.

Nei giorni scorsi, la comunità si è stretta attorno al padre Franco. Nella serata del 7 settembre, davanti alla sua abitazione di Casalabate, si è svolta una fiaccolata in memoria di Lorena, tra preghiere, fiori e momenti di commozione. Domani l’ultimo saluto a una donna la cui morte ha profondamente scosso il Salento.

Femminicidio in A1, Lorena era viva quando l’ex l’ha gettata dal viadotto. Momento di preghiera a Squinzano

Lorena Isceri, 45 anni, era ancora viva quando l’ex compagno Federico Vella la gettò dal viadotto dell’A1 a Barberino del Mugello. È quanto emerge dagli accertamenti medico-legali effettuati sulla salma della donna, uccisa il 4 settembre scorso.

Dall’esame esterno e dalla Tac è emerso che la morte è stata provocata dalla caduta e dall’impatto al suolo dopo il volo da decine di metri. L’autopsia dovrà ora chiarire ulteriormente la dinamica e stabilire se le lesioni riscontrate sul corpo siano state provocate dalla caduta o siano precedenti al momento in cui Lorena sarebbe stata rinchiusa nel bagagliaio dell’auto.

Sono in corso accertamenti anche sul corpo di Vella, che dopo aver aggredito e gettato dal cavalcavia la sua ex si è tolto la vita. Gli investigatori attendono inoltre gli esiti degli esami tossicologici per verificare l’eventuale assunzione di stupefacenti o psicofarmaci.

La Procura di Firenze ha disposto anche la copia forense dei tre telefoni sequestrati, per ricostruire attraverso chiamate e messaggi quanto accaduto nelle settimane precedenti al femminicidio.

Intanto, il padre di Lorena, Franco Isceri, ha lanciato un nuovo appello alle donne: «La prima cosa da fare è denunciare». L’uomo ha ricordato di aver più volte invitato la figlia a denunciare l’ex compagno e ha chiesto alle istituzioni una maggiore protezione per le donne vittime di violenza.

Ieri pomeriggio in tanti hanno partecipato ad un momento di ricordo e preghiera in via Lizza Glauca, a Casalabate, marina di Squinzano, davanti alla casa dove vivono i genitori di Lorena Isceri. A Casalabate Lorena aveva trascorso i suoi ultimi giorni di vacanza prima di rientrare a Firenze. Davanti la casa è stata posizionata una grande foto che ritrae il volto sorridente di Lorena, portata dagli amici. Ognuno ha indossato qualcosa di rosso o ha impugnato una candela o una rosa rossa.

All’iniziativa organizzata dagli amici della vittima, in collaborazione con l’amministrazione comunale e le parrocchie del territorio, hanno partecipato conoscenti, amici e familiari, oltre al sindaco Mario Pede con la fascia tricolore, il parroco di Squinzano don Alessandro Scevola. “Dobbiamo combattere tutti insieme questa battaglia – ha detto il sindaco Pede – perché solo se si agisce con un percorso socio culturale condiviso che miri all’educazione affettiva dell’amore sano, si può debellare questa piaga”.

Uccisa dall’ex in autostrada, Firenze ricorda Lorena: candele e messaggi davanti casa. Oggi tocca a Squinzano

Centinaia di persone si sono riunite domenica sera in via Panciatichi, a Firenze, per rendere omaggio a Lorena Isceri, la 45enne originaria di Squinzano morta dopo essere stata lanciata giovedì pomeriggio dal cavalcavia dell’autostrada A1 dall’ex compagno Federico Vella.

Insieme alla sindaca, cittadini e amici hanno acceso candele e lasciato biglietti e messaggi davanti al palazzo in cui la donna viveva, manifestando anche la propria vicinanza alla madre e al fratello, arrivati a Firenze per riportare la salma in Salento.

Prima del trasferimento, sarà necessario attendere l’autopsia, che verrà eseguita dopo l’udienza fissata per il conferimento dell’incarico al medico legale.

Anche Squinzano si prepara a ricordare Lorena. Nel tardo pomeriggio di lunedì amici e cittadini si riuniranno davanti alla casa al mare dei genitori, a Casalabate, per un momento di raccoglimento e vicinanza alla famiglia.

Uccisa dall’ex, il papà di Lorena Isceri in lacrime: “Nessun’altra come lei. Fate qualcosa perché non accada mai più”

“Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all’unanimità, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri anti violenza e gli strumenti normativi affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane”.

É il video appello che tra le lacrime ha diffuso Franco Isceri, il padre di Lorena, la donna di Squinzano uccisa dall’ex che l’ha lanciata da un cavalcavia sulla A1. L’appello è rivolto al presidente della Repubblica, alla premier e a tutti i politici.

“Sono Franco Isceri il papà di Lorena, un padre distrutto – dice l’uomo parlando lentamente – Prendete provvedimenti affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più”.

Lorena, aggiunge, “era educata, studiosa, dedita allo studio e al lavoro, aveva tanti sogni, ma ora non li ha più”. E con lei in quel cavalcavia, conclude l’uomo, “è sepolta anche la voglia di vivere di una famiglia distrutta”.

Sequestrata dall’ex, chiusa nel bagagliaio e lanciata dal viadotto sull’A1: Lorena Isceri era originaria di Squinzano

Aveva lasciato Firenze per tornare nella sua terra d’origine, il Salento, alla ricerca di quella serenità che negli ultimi mesi sembrava aver perso. Lorena Isceri, 46 anni, manager originaria di Squinzano, aveva percorso oltre 800 chilometri in auto, da sola, per raggiungere la Puglia e trascorrere qualche giorno con la famiglia. Aveva paura e, secondo quanto raccontato in paese, era preoccupata per le tensioni e i problemi che avevano segnato la relazione con l’ex compagno.

A cavallo di Ferragosto Lorena era rientrata a Squinzano, dove non viveva più dai tempi dell’Università. Aveva cercato rifugio nella sua terra, tra la famiglia, il mare di Casalabate e qualche serata a Lecce. Era stata vista più volte in un lido della marina, apparentemente alla ricerca di normalità dopo un periodo difficile.

Poi, il 28 agosto, il ritorno a Firenze. Ancora una volta in macchina, da sola, con le valigie e le preoccupazioni. Pochi giorni dopo la tragedia: secondo la ricostruzione degli investigatori, l’ex compagno l’avrebbe rapita, rinchiusa e legata nel bagagliaio dell’auto. Lorena sarebbe riuscita a telefonare chiedendo aiuto, prima di essere uccisa e scaraventata dal viadotto Lora, sull’A1, nel territorio di Barberino del Mugello. L’uomo si è poi tolto la vita.

La notizia dell’omicidio-suicidio ha sconvolto anche Squinzano, dove la famiglia di Lorena è molto conosciuta. I genitori sono immediatamente partiti per la Toscana. Il padre è attivo nel commercio di arredi per uffici, mentre la madre è un’insegnante in pensione.

«Una brava famiglia, siamo tutti scossi», ha commentato il sindaco di Squinzano, Mario Pede, mentre in paese si moltiplicavano le testimonianze e i ricordi di chi conosceva Lorena. Una donna descritta come riservata, schiva, sorridente, lontana dai social e molto legata alla propria famiglia. Tra i concittadini restano anche le voci sulle difficoltà vissute dalla 46enne nella relazione con l’ex compagno. Nessuno, però, avrebbe potuto immaginare un epilogo tanto drammatico.