Borsa di studio al Policlinico, la Regione blocca il contratto di Maria Lorusso. La difesa: “Ha detto di essere imputata”

La Regione Puglia ha bloccato l’assunzione al Policlinico di Bari di Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale coinvolta nell’inchiesta “Codice Interno” sul presunto scambio elettorale politico-mafioso, ma attraverso il suo legale, l’avvocato Luca Castellaneta, Lorusso precisa di aver dichiarato nella domanda di partecipazione al bando i procedimenti penali pendenti a suo carico, smentendo di aver omesso la propria posizione giudiziaria.

La vicenda riguarda un incarico annuale da 25mila euro lordi per un progetto scientifico del reparto di Oncologia del Policlinico, finanziato dal Ministero della Salute. Dopo la notizia dell’assunzione, il presidente della Regione Antonio Decaro ha disposto un’ispezione del Nirs sulla procedura concorsuale e chiesto la sospensione dell’assunzione, contestando possibili violazioni delle norme che escludono candidati con procedimenti penali incompatibili con la pubblica amministrazione.

Secondo quanto emerso, il nodo non sarebbe la mancata comunicazione da parte di Lorusso, ma l’assenza di verifiche approfondite da parte della commissione esaminatrice del Policlinico. Lorusso è imputata nell’inchiesta della Dda di Bari che ipotizza il sostegno elettorale dei clan Parisi, Strisciuglio e Montani alle Comunali del 2019.

Nella stessa indagine risultano coinvolti anche il marito, Giacomo Olivieri, recentemente condannato a nove anni in abbreviato, e il padre Vito Lorusso, ex direttore di Oncologia medica dell’Istituto Giovanni Paolo II, già condannato in passato per peculato e concussione.

Altamura, maggioranza in crisi. Presidente zittisce tutti: rissa dopo il Consiglio Comunale

Ieri per l’ennesima volta è andato in scena un altro teatrino politico ad Altamura. Dopo i consigli comunali saltati di cui vi abbiamo parlato, si votava per l’elezione dell’organo più importante con la nomina del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti.

La maggioranza non è riuscita anche a questo giro a compattarsi, votando divisa due diversi professionisti, con 10 e 8 voti. Sei le schede bianche. Il consigliere Onofrio Gallo (Forza Italia, minoranza) chiede di poter prendere parola, ma il presidente Luigi Lorusso gliela nega. A quel punto chiede di intervenire anche Michele Denora (Azione Civica, ex opposizione poi passato alla maggioranza dopo il mancato voto a Gallo all’Area Metripolitana). Anche in questo caso Lorusso nega l’intervento e chiude il Consiglio Comunale.

Ma non finisce qui. Il suocero di Denora, Francesco Petronella, rincorre Lorusso tra i corridoi chiedendo conto della decisione presa in aula, pare avendo una colluttazione con quest’ultimo. Lo stesso Denora interviene in soccorso del suocero. La tensione sale. Lorusso si barrica nella stanza del Gabinetto del Sindaco, mentre Denora cerca di entrare.

Risultato? Il vetro della porta si rompe (come testimoniato dalla foto). Intanto sul posto intervengono carabinieri e 118 per prestare soccorso soprattutto a Petronella, nel frattempo fatto stendere sulle sedie per un malore. L’altro Petronella, il Sindaco, dovrebbe prendere atto di non avere più una maggioranza e rassegnare le dimissioni. Peccato per Altamura e i suoi molteplici problemi da risolvere.

Bari, farmaci rubati dall’Oncologico: l’ex primario Vito Lorusso patteggia a 4mila euro

Ha patteggiato il pagamento di 4.240 euro, per i farmaci presi dai locali dell’istituto Oncologico ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, l’ex primario di Oncologia medica Vito Lorusso, già in carcere per peculato e concussione per aver chiesto soldi a pazienti per visite, ricoveri e per velocizzare pratiche burocratiche (per questa vicenda patteggiò una pena di cinque anni).

Il patteggiamento, già proposto in udienza preliminare ma respinto, è arrivato oggi in dibattimento, Lorusso è assistito dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta e dovrà anche pagare le spese legali sostenute dalla parte civile costituita, l’Oncologico, già risarcito.

Nell’ambito dell’inchiesta sui farmaci rubati dalla struttura già sette tra infermieri e operatori sanitari avevano patteggiato pene da un anno e quattro mesi a due anni di reclusione.

Lorusso è attualmente a processo a dibattimento nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Bari ‘Codice Interno’, sui legami tra mafia, politica e imprenditoria. Per l’accusa, avrebbe avuto un ruolo nella raccolta di voti dalla criminalità organizzata in favore della figlia, Maria Carmen, per le elezioni amministrative di Bari del 2019.

Maria Carmen Lorusso, anche lei a processo a dibattimento, fu poi eletta in una lista di centrodestra. Un ruolo di primo piano l’avrebbe avuto Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale e marito di Maria Carmen Lorusso, che per la stessa vicenda è a processo con rito abbreviato e risponde di scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Per lui la Dda di Bari ha chiesto la condanna a dieci anni di reclusione, la sentenza del gup Giuseppe De Salvatore è prevista per domani.