Bari, medico non concede ricovero a 24enne e viene picchiato dal fidanzato: lui chiede scusa ma resta ai domiciliari

Il gip di Bari Antonietta Guerra ha convalidato il fermo e disposto gli arresti domiciliari per Nicola Moschetti, 35enne barese incensurato accusato di aver aggredito un neurologo del Policlinico di Bari. L’episodio è avvenuto sabato sera nella clinica di Neurologia ospedaliera, dopo il rifiuto del medico di ricoverare la fidanzata dell’uomo, una 24enne che, secondo quanto riferito, sarebbe stata colpita da un attacco epilettico.

Secondo la ricostruzione, Moschetti avrebbe inizialmente minacciato lo specialista insistendo per il ricovero immediato della giovane. Il medico, però, avrebbe spiegato la necessità di passare prima dal Pronto soccorso, procedura obbligatoria per il ricovero. A quel punto il 35enne avrebbe colpito il neurologo al volto, provocandogli ferite giudicate guaribili in sette giorni.

L’uomo era stato fermato dalla Polizia nella notte tra sabato e domenica su richiesta del pm di turno Lanfranco Marazia. Durante l’udienza di convalida, assistito dall’avvocato Andrea Melpignano, Moschetti ha chiesto scusa dichiarandosi pentito. Ha inoltre sostenuto che il medico curante della ragazza avrebbe consigliato loro di recarsi direttamente in reparto.

Il processo per direttissima inizierà il prossimo 9 giugno. Intanto il ministro della Salute Orazio Schillaci ha contattato il direttore generale del Policlinico di Bari Antonio Sanguedolce, esprimendo solidarietà ai medici coinvolti e condannando fermamente l’aggressione. Nell’episodio sarebbe stata minacciata anche un’altra dottoressa dai parenti della giovane, intervenuti dopo i fatti.

Antonio contro il branco, uno solo ha gli attributi: “Chiedo scusa le ho mancato di rispetto”

Ieri ci siamo lasciati sul più bello, prima dell’incontro con uno del branco che ci ha preso di mira durante la registrazione di un servizio, lanciandoci un cartone e riempendoci di insulti. Angelo, questo il suo nome di battesimo, è stato l’unico a metterci la faccia e a mostrare gli attributi.

È stato proprio lui uno dei più decisi quel giorno ad affrontarci, ma ha voluto fare un passo indietro, riconoscendo il proprio errore e chiedendoci scusa. Un gesto che noi apprezziamo in un incontro distensivo che pone fine, speriamo, all’intera vicenda, con la speranza che possa servire come insegnamento per tanti.

Antonio contro il branco, le minacce: “Togli il video o ti spacco”. L’altro bullo: “Voglio scusarmi”

Dopo la messa in onda del servizio sul faccia a faccia con il branco di idioti, siamo stati contattati da alcuni protagonisti della vicenda e da alcuni loro genitori. C’è chi ha fatto anche reclamo su YouTube.

Ci siamo confrontati e abbiamo riflettuto anche sulla possibilità di assecondare le loro richieste ed eliminare la traccia dell’idiozia di questi ragazzi che poco dopo sono tornati alla carica, chiamandoci, minacciandoci, riempendoci di insulti. Uno di loro ha avuto almeno la decenza di chiedere scusa. Vi mostriamo quanto accaduto.

Processo Codice Interno, Olivieri ascoltato a Bari. L’ex consigliere chiede scusa alla città: “Ho sbagliato”

“Chiedo scusa alla città, ho sbagliato”. Lo ha detto in aula a Bari Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale in carcere dallo scorso 26 febbraio per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione, nel corso del suo interrogatorio tuttora in corso davanti al gup Giuseppe De Salvatore dove si celebra il processo a lui e ad altri 107 imputati con rito abbreviato.

Olivieri, secondo quanto emerso finora (l’udienza è a porte chiuse) avrebbe ammesso di aver sbagliato ad aver dato soldi in cambio di voti, ha confermato – come già fatto durante il primo interrogatorio – di non conoscere i legami con i clan delle persone con cui ha fatto la campagna elettorale del 2019 (in particolare di Tommaso Lovreglio, nipote del boss del quartiere Japigia ‘Savinuccio’) e ha anche sostenuto di aver rinunciato allo stipendio e all’autista una volta diventato presidente della Multiservizi, la municipalizzata barese che si occupa del verde.

Olivieri sta ricostruendo gli accordi presi durante i mesi precedenti alle comunali di quell’anno e ha anche ammesso di aver regalato buoni pasto e buoni benzina, oltre che una moto, per l’organizzazione della campagna elettorale.

L’ex consigliere fu arrestato con altri 130 nell’ambito dell’inchiesta ‘Codice interno’ di Dda e squadra mobile di Bari, che ha svelato presunti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria in città. Olivieri, per l’accusa, nel 2019 avrebbe raccolto e pagato i voti dei clan Parisi, Striusciuglio e Montani di Bari per favorire l’elezione al consiglio comunale di Bari della moglie Maria Carmen Lorusso, anche lei imputata.

Ora è in corso l’esame da parte dei suoi difensori Gaetano e Luca Castellaneta, l’interrogatorio potrebbe durare fino al pomeriggio. Olivieri è arrivato questa mattina a Bari dal carcere di Lanciano, dove è detenuto in regime di Alta sicurezza.