Tragedia a Taranto, investito sulle strisce pedonali: 65enne muore in ospedale. Alla guida dell’auto un 93enne

Tragico incidente stradale questa mattina a Taranto, all’incrocio tra via Milo e via Magnaghi. Un uomo di 65 anni è stato investito mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali da una Hyundai.

Alla guida dell’auto, secondo le prime informazioni, c’era un uomo di 93 anni, che non avrebbe visto il pedone. Immediato l’intervento del 118 e della Polizia Locale.

Il 65enne è stato trasportato in codice rosso all’ospedale SS. Annunziata, dove è deceduto poco dopo. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Choc a Martano, bimbo di un anno con un dito incastrato nel filtro della doccia: pezzo rimosso in ospedale

Momenti di apprensione a Martano, in provincia di Lecce, dove un bambino di circa un anno è rimasto con un dito incastrato nel filtro della doccia. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i Vigili del Fuoco.

Dopo aver rimosso il filtro, rimasto bloccato al dito del piccolo, i soccorritori hanno lavorato con grande cautela per liberarlo, procedendo a smontare e rimuovere il pezzo poco alla volta.

Il bambino è stato successivamente accompagnato in ospedale per gli accertamenti del caso. Fortunatamente, l’intervento si è concluso senza conseguenze: il piccolo non ha riportato alcuna lesione.

Neonata americana di due mesi ricoverata all’ospedale Monopoli-Fasano: conto da 1662 euro per una notte

Una coppia di giovani turisti americani si è vista recapitare un conto da 1.662 euro per l’assistenza sanitaria prestata alla figlia di appena due mesi all’ospedale Monopoli-Fasano. La bambina era stata portata al Pronto soccorso il 10 agosto per qualche linea di febbre e, dopo gli esami del sangue e delle urine, era stata ricoverata per una notte in Pediatria. Il giorno successivo, una volta sfebbrata, era stata dimessa.

Secondo i genitori, la richiesta di pagamento è arrivata telefonicamente dopo il rientro in albergo, suscitando perplessità tanto da spingerli a chiedere la fattura via email. La vicenda ha provocato le proteste dei sindacati medici, che hanno sollevato dubbi sulla correttezza dell’importo.

La Cgil parla di possibili errori nell’inserimento dei dati sulla piattaforma regionale Edotto, che avrebbero determinato l’emissione di una fattura non corretta. Anche Anaao Assomed ha espresso perplessità sulla somma richiesta.

L’ospedale, invece, precisa di aver applicato le procedure previste per i pazienti stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale. La tariffa, spiegano dall’amministrazione, viene calcolata automaticamente dal sistema Edotto sulla base delle informazioni cliniche e delle prestazioni indicate nella scheda di dimissione.

Resta dunque aperto il nodo sulla correttezza della fattura, mentre i sindacati invitano la famiglia a contestare la richiesta. Al centro della polemica finiscono anche i sistemi informatici della sanità pugliese, sui quali i medici denunciano da tempo problemi di funzionamento e di comunicazione tra le diverse piattaforme.

Ospedale Miulli, 96enne con forti dolori per 5 ore al Pronto Soccorso. Poi l’amara sorpresa: “Lo specialista non c’è”

Oltre cinque ore di attesa al Pronto Soccorso, per poi scoprire che lo specialista necessario non era disponibile. È quanto denuncia una famiglia che nella giornata di ieri, 18 agosto, ha accompagnato una donna di 96 anni, affetta da Alzheimer e costretta a muoversi in carrozzella, al Pronto Soccorso dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti.

La donna, secondo quanto raccontato dai familiari, si è presentata intorno alle 18, a causa di forti dolori all’orecchio e lancinanti fitte alla testa. Dopo il triage le è stato assegnato un codice azzurro. Dopo circa due ore di attesa, alle 20.10, i familiari hanno chiesto informazioni al triage, ricevendo rassicurazioni sul fatto che la donna sarebbe stata la prima paziente con codice azzurro a essere visitata, una volta terminata la gestione dei pazienti con codice arancione.

L’attesa, però, è proseguita. Nel frattempo, raccontano i familiari, sarebbero stati chiamati anche alcuni pazienti con codice verde, mentre diversi pazienti con codice azzurro venivano progressivamente visitati. Alla fine, nella sala d’attesa sarebbero rimaste soltanto la 96enne e un’altra persona con lo stesso codice. La chiamata è arrivata soltanto alle 23.05, oltre cinque ore dopo l’ingresso.

Ma, secondo il racconto della famiglia, la sorpresa è arrivata proprio al momento della visita. Il medico avrebbe comunicato loro che l’otorino non era presente e che, per una valutazione specialistica, sarebbe stato necessario rivolgersi a un medico privato oppure a un’altra struttura. Una situazione che ha lasciato increduli i familiari, soprattutto per la lunga attesa affrontata dalla donna. La domanda, a quel punto, è stata inevitabile: perché nessuno aveva comunicato prima che l’otorino non fosse disponibile?

I familiari sono quindi tornati al triage chiedendo spiegazioni. Secondo quanto riferito loro, ci sarebbe stato un cambio turno e non sarebbe stato chiaro perché nessuno avesse comunicato l’assenza dello specialista. Sarebbe stato inoltre riferito che l’otorino è presente nella struttura soltanto durante le ore mattutine.

“Abbiamo spiegato più volte la situazione di nostra madre: 96 anni, Alzheimer, in carrozzella e con dolori fortissimi. Nessuno ci ha detto che lo specialista che serviva non era disponibile”, raccontano i familiari.

La famiglia precisa di comprendere perfettamente il funzionamento dei codici di priorità e di non pretendere una visita immediata. Il punto contestato, però, è un altro: l’assenza di una comunicazione che avrebbe potuto consentire ai familiari di rivolgersi prima a un’altra struttura, evitando alla donna anziana e fragile oltre cinque ore di attesa.

“Non cerchiamo polemiche – spiegano – vogliamo capire cosa sia successo e soprattutto evitare che possa accadere nuovamente ad altri anziani e ad altre famiglie”.

Per questo motivo i familiari hanno deciso di rendere pubblico l’accaduto, chiedendo chiarimenti sulla gestione della vicenda e auspicando che venga fatta luce sulle ragioni della lunga attesa e, soprattutto, sulla mancata comunicazione relativa all’assenza dello specialista.

Tragedia a Taranto, schianto auto-moto: 66enne muore in ospedale dopo due giorni

È morto in ospedale il motociclista di 66 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto venerdì scorso alla rotatoria del quartiere Paolo VI, a Taranto. L’uomo era alla guida del suo ciclomotore quando, per cause ancora da accertare, si è scontrato con un’automobile.

L’impatto è stato molto violento e il 66enne ha riportato lesioni gravissime. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato al Santissima Annunziata di Taranto, dove le sue condizioni sono apparse subito critiche. Nonostante le cure ricevute, il quadro clinico si è aggravato fino al decesso, avvenuto ieri.

Sul luogo dell’incidente erano intervenuti gli agenti dell’Infortunistica stradale della Polizia locale di Taranto, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dello scontro e accertare eventuali responsabilità.

Fratture a femore e gomito, donna di 103 anni operata con successo nel Foggiano: “L’età non è un limite”

Una donna di 103 anni, residente a Torremaggiore, è stata sottoposta con successo a un delicato intervento chirurgico per una frattura del femore sinistro all’ospedale di San Severo.

L’operazione, eseguita dall’équipe della Struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia, si è conclusa senza complicazioni e, dopo un regolare decorso post-operatorio, la paziente è stata trasferita in un reparto di riabilitazione intensiva.

L’anziana era arrivata al pronto soccorso con un quadro clinico particolarmente complesso, caratterizzato da una frattura del femore e da una del gomito. Dopo gli accertamenti diagnostici e una valutazione multidisciplinare, i medici hanno deciso di procedere con l’intervento. «L’età anagrafica non può e non deve rappresentare un limite», ha dichiarato Giuseppe Ricciardi, direttore della Struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia.

«Ogni decisione clinica deve basarsi sulle condizioni complessive del paziente, sulle possibilità di recupero e sul rapporto tra benefici e rischi. Intervenire tempestivamente significa offrire concrete possibilità di recuperare autonomia, ridurre il dolore, prevenire le complicanze dell’allettamento e preservare la migliore qualità di vita possibile».

Muore a tre anni per un mal di gola dopo 17 giorni in ospedale: indagati 14 medici per il caso della piccola Vittoria

La Procura di Taranto ha iscritto nel registro degli indagati 14 medici nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Vittoria, la bambina di tre anni di Ginosa Marina deceduta il 12 febbraio 2025 dopo 17 giorni di ricovero all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto.

Contestualmente è stata disposta una nuova perizia per chiarire le cause del decesso, dopo due consulenze di parte con esiti contrastanti. La piccola era stata ricoverata il 27 gennaio, dopo un primo accesso all’ospedale di Castellaneta per un forte mal di gola, e trasferita successivamente a Taranto, dove le era stato diagnosticato un ascesso faringeo.

Durante la degenza era stata sottoposta a diversi accertamenti diagnostici e trattata con antibiotici e cortisone. Dopo un iniziale miglioramento, le sue condizioni si erano aggravate fino al decesso per arresto cardiaco.

I genitori, sostenendo che la figlia non soffrisse di patologie pregresse né di problemi cardiaci, avevano presentato denuncia. L’incidente probatorio è stato fissato per il 28 luglio davanti al gip di Taranto, che dovrà acquisire i nuovi accertamenti tecnici nell’ambito dell’indagine per omicidio colposo.

Sottrae materiale sanitario dall’ospedale, in casa trovati bisturi e connettori per cateteri: indagata infermiera

Un’infermiera dell’ospedale Cardinale Panico di Tricase è indagata dalla Guardia di Finanza di Otranto con l’accusa di essersi appropriata di materiale sanitario prelevato dalla struttura in cui lavora.

Secondo gli investigatori, la donna avrebbe portato via nel tempo diversi articoli medicali, per un valore ritenuto significativo ma ancora da quantificare.

Durante gli accertamenti sarebbero stati trovati nella sua abitazione bisturi sterili monouso, regolatori di flusso, connettori per cateteri, guanti chirurgici e altro materiale sanitario.

L’ospedale ha avviato verifiche interne per chiarire la vicenda e non si esclude l’adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dell’infermiera.

Aggredisce la compagna, scappa dai Carabinieri e si lancia dal secondo piano dell’ospedale: ferito 28enne

Momenti di tensione all’ospedale Perrino di Brindisi, dove un 28enne agli arresti domiciliari si è lanciato dal secondo piano della struttura, riportando ferite non gravi. Il giovane non è in pericolo di vita.

L’uomo, dopo aver accusato un malore nella sua abitazione di Latiano, aveva aggredito verbalmente i sanitari del 118 intervenuti su richiesta della compagna. Sul posto sono quindi arrivati i carabinieri che, a causa del comportamento particolarmente aggressivo del 28enne e d’intesa con il personale medico, hanno utilizzato il taser per immobilizzarlo.

Trasportato in ospedale per la rimozione dei dardi del dispositivo, il giovane ha chiesto di andare in bagno. Una volta all’interno, avrebbe divelto una finestra per poi lanciarsi nel vuoto. È stato immediatamente soccorso e ricoverato: le sue condizioni non destano preoccupazione.