Bari, flash mob del centrodestra sul lungomare contro l’aumento Irpef: “Emiliano e Decaro pagate voi”

Il centrodestra pugliese è sceso in piazza contro l’aumento dell’addizionale Irpef deciso dalla Regione per coprire il deficit della sanità. Davanti alla Presidenza della Regione, sul lungomare Nazario Sauro di Bari, si è svolto un flash-mob con striscioni e bandiere che ha provocato rallentamenti al traffico. La protesta rappresenta il primo passo di una raccolta firme che coinvolgerà tutti i Comuni pugliesi per chiedere il blocco dell’aumento dell’aliquota.

Nelle stesse ore il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, erano impegnati nel primo incontro ufficiale con i dieci manager delle aziende sanitarie pugliesi, sette dei quali nominati il 22 maggio scorso.

Duri gli interventi degli esponenti del centrodestra. Il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo ha criticato la gestione della sanità regionale sostenendo che “più mettono soldi più ne sprecano”. Anche il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Paride Mazzotta, ha definito l’aumento dell’Irpef “un’iniziativa autoritaria”, accusando la Regione di voler sanare anni di cattiva gestione «mettendo le mani nelle tasche dei cittadini».

Sulla stessa linea il coordinatore regionale della Lega, Roberto Marti, che ha replicato alle dichiarazioni di Decaro sui deficit sanitari presenti anche in altre regioni italiane: “Gli altri governatori non si sono comportati così”, ha affermato, aggiungendo che il governatore avrebbe dovuto annunciare l’aumento già durante la campagna elettorale.

“Chiediamo il ritiro del piano di aumenti fiscali. Blocco turn over, blocco spese non obbligatorie e efficientamento spesa farmaceutica. Accordi con sanità privata accreditata per non sforare costi. Sono alcune delle misure che possono essere messe in campo al posto dell’ esplosione delle tasse annunciata da Decaro – le parole del consigliere comunale Carrieri -. Un salasso fiscale che comporterà per chi ha imponibile di 30mila euro (2500 mensili) di pagare il 33%+3,2%+0,8%= il 37% di irpef e di poter contare quindi solo su 19mila euro per sostenere la propria famiglia. Per costoro e per tanti altri, stamane abbiamo protestato duramente a Bari in strada”.

Bari, il Comune aderisce al flash mob per ricordare le vittime palestinesi della Striscia di Gaza

Il Comune di Bari aderisce a “50.000 sudari per Gaza”, il flash mob silenzioso promosso nella giornata di domani, sabato 24 maggio, per ricordare le vittime palestinesi della Striscia di Gaza.

L’iniziativa, lanciata con l’hashtag #ultimogiornodigaza, invita istituzioni, cittadini, gruppi e associazioni a esporre lenzuoli bianchi da finestre, balconi, piazze ed edifici pubblici e privati, trasformando oggetti quotidiani in simboli di lutto e memoria.

L’idea è quella di ricoprire idealmente le città italiane con 50.000 teli bianchi, tanti quanti sono i morti stimati nei quasi 600 giorni di conflitto e assedio a Gaza. Un gesto visibile e corale, che richiama il sudario come estrema forma di pietas: un modo per restituire dignità ai corpi spesso ignorati, ai nomi mai pronunciati, alle vite spezzate.

“L’orrore che si sta consumando a Gaza è sotto gli occhi di tutti, è un genocidio – dichiara il sindaco Vito Leccese -, ed è inaccettabile. È arrivato il momento di prendere posizione affinché il sistematico massacro dei civili abbia fine e vengano rispettate le norme del diritto internazionale. Gaza oggi è l’emblema della morte di ogni principio di umanità. Dalla città di Bari, ancora una volta, vogliamo lanciare un appello alla pace e al rispetto dei diritti umani sistematicamente violati in troppi luoghi del mondo”.

Caso Ghali, presidio pro Palestina e flash mob davanti a sede Rai di Bari: “No alla censura”

Flash mob ieri pomeriggio davanti alla sede Rai di Bari, in via Dalmazia, di oltre un centinaio di attivisti pro Palestina per una contestazione “contro l’atteggiamento di censura della Rai – hanno dichiarato i promotori – sul genocidio in corso a Gaza” e sugli episodi legati alle dichiarazioni di Ghali al festival di Sanremo e al comunicato fatto leggere a Mara Venier durante Domenica In. I manifestanti, che hanno srotolato una enorme bandiera della Palestina e bloccato la strada, difendono “la libertà d’espressione” e scandiscono slogan per la Palestina libera contestando l’informazione della tv di Stato. Gli attivisti si sono rivolti anche ai giornalisti della Rai chiedendo loro di scendere per strada e unirsi alla protesta, in tal modo dissociandosi da un comportamento che giudicano “fascista”. La zona è stata presidiata dalla polizia e dai carabinieri. I manifestanti, con urla strazianti, hanno voluto porre in evidenza il dramma della popolazione civile coinvolta nel conflitto.

Morti sul lavoro nel Barese, flash mob dei sindacati in piazza Prefettura: “Basta parole servono fatti”

Protesta organizzata da Cgil, Cisl e Uil dopo la tripla tragedia che si è consumata sul lavoro nel Barese: a Capurso l’operaio 58enne Pasquale Pipino è rimasto folgorato in una cabina elettrica a torre, a Monopoli in un cantiere hanno perso la vita tragicamente Vito Germano e Cosimo Lomele, i due operai di 64 e 62 anni di Conversano. 

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Caro affitti, continua la protesta degli studenti a Bari: il flash-mob si trasforma in un Monopoly a cielo aperto

“Via Giulio Petroni, 350 euro”. “Via De Rossi, 420 euro”. “Imprevisto: non funziona la caldaia. Paghi 100 euro”. Il flash-mob dell’associazione studentesca Link a Bari si è trasformato in un Monopoly a cielo aperto: gli universitari, dopo la protesta delle tende dei giorni scorsi, hanno manifestato nella piazza su cui si affacciano l’Ateneo e altri palazzi dell’UniBa contro il caro affitti, chiedendo più tutele sul diritto allo studio e la revisione del canone concordato. ”

Protestiamo contro la lesione del nostro diritto allo studio e all’abitare. Abbiamo bisogno che si investa in residenzialità universitaria, che le politiche cittadine siano rivolte a garantire a tutti, studenti e lavoratori, un alloggio dignitoso a prezzi accessibili”, raccontano i ragazzi del collettivo Link. “Oggi moltissimi studenti si ritrovano senza un alloggio perché il mercato è saturo. Colpa anche della conversione di moltissimi degli immobili di Bari a residenzialità turistica. Secondo i dati Cerco Alloggio, nel 2022 sono stati caricati 450 annunci in meno rispetto al 2019”.

“Vogliamo – continuano – che si delinei un’idea chiara di sviluppo della città di Bari, una città universitaria che possa accogliere tutti gli studenti”. “Come associazione premiamo affinché le istituzioni mettano in campo progetti per ampliare i servizi abitativi offerti dall’Adisu”: quest’anno, raccontano, a Bari 700 studenti risultano idonei non assegnatari di posto alloggio. L’aumento di quest’ultimi, tuttavia “è solo un passaggio per rimediare al problema”. La richiesta degli studenti è di “regolamentare anche la residenzialità privata, attraverso tetti massimi agli affitti”. La situazione, denunciano, è peggiorata dopo la pandemia: “Oggi non si trovano prezzi inferiori ai 300 euro”.