Pnrr, completate 35 opere su 53. L’annuncio di Leccese: “Finiremo entro fine anno. E il Brt partirà nel 2027”

La Città metropolitana di Bari è la quinta in Italia per numero di progetti e risorse del Pnrr, con circa 4 miliardi di euro impegnati. Nel Comune di Bari, invece, dei 53 interventi previsti, per un valore complessivo di 700 milioni di euro tra Pnrr e Piano nazionale complementare, 35 sono già stati completati mentre i restanti 18 sono in fase di ultimazione.

A fare il punto sullo stato di avanzamento delle opere è stato il sindaco Vito Leccese, che ha incontrato a Palazzo di Città il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

Leccese ha spiegato che tutti gli interventi sono stati messi in sicurezza e che il cronoprogramma resta rispettabile, anche grazie alle proroghe concesse dal Governo secondo le regole europee.

Tra le opere più rilevanti c’è il Bus Rapid Transit (Brt): l’infrastruttura sarà completata entro il 31 luglio, mentre nei mesi successivi saranno realizzati gli interventi di digitalizzazione e le fasi di collaudo. L’entrata in esercizio del nuovo sistema di trasporto è prevista nel corso del 2027.

Precari Pnrr della Giustizia, presidio davanti alla Prefettura di Bari: “In Puglia sono 600 siano stabilizzati”

In Puglia sono 600 i precari Pnrr della giustizia, sono 12mila in tutta Italia. La metà di loro rischia di rimanere senza lavoro a giugno 2026, dopo l’accordo relativo alla stabilizzazione del 50%.

Per questo, nella giornata dello sciopero nazionale indetto dalla Fp Cgil, è stato organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Bari. “Il Paese rischia di perdere 600 addetti che lavorano per garantire il diritto delle persone ad avere giustizia – spiega Dario Capozzi Orsini, segretario regionale della Fp Cgil Puglia -. Al Paese mancano 35mila unità in quel ministero. La Puglia avrà 600 funzionari di meno per far funzionare una macchina che già oggi ha difficoltà. La regione perderà certezze sulla giustizia”.

Una piccola parte dei lavoratori è costituita da funzionari tecnici, la maggior parte sono funzionari dell’ufficio per il processo.  “Grazie a loro – prosegue il segretario – siamo riusciti ad abbattere l’arretrato e a velocizzare il lavoro”. “La nostra battaglia – prosegue – è chiedere la stabilizzazione di tutti. Anche perché non sappiamo se i lavoratori pugliesi potranno restare qui o se finiranno in qualche tribunale del nord”. Nel corso della mattinata una delegazione incontrerà il prefetto, Francesco Russo.

Il concorso ordinario Pnrr per docenti di laboratorio è da rifare in 5 regioni: tra queste anche la Puglia

Da rifare il concorso ordinario Pnrr per docenti di laboratorio nelle scuole secondarie delle regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Puglia e Umbria. Lo ha stabilito il Tar di Ancona, accogliendo il ricorso proposto da un gruppo di concorrenti difesi dall’avvocato Gaetano Liberoti.

Il Tribunale amministrativo ha infatti rilevato la violazione dell’anonimato nell’espletamento della prova pratica, in quanto ai candidati era stato richiesto di apporre il proprio nome e cognome sui fogli utilizzati per la soluzione dei quesiti.

Il concorso, bandito a livello nazionale per immettere in ruolo circa 20mila docenti, è stato strutturato a livello interregionale e le relative procedure sono state gestite, nel caso di specie, dall’Ufficio scolastico regionale delle Marche, che ha nominato la commissione addetta alla valutazione dei candidati.

Nell’elaborare le tipologie di prove, la commissione ha deciso di far svolgere la prova pratica agli aspiranti docenti della classe B022 (Laboratori di tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali) in modalità scritta, nel qual caso, ha rilevato il Tar, non c’era ragione per discostarsi dal rispetto del principio di anonimato.

“Quando una prova pratica viene strutturata in forma scritta – commenta l’avvocato Liperoti – occorre rispettare la regola generale del suo svolgimento in forma anonima, non essendoci alcun valido motivo per cui chi corregge la prova debba conoscere il nome del suo autore, così da mettere a rischio la credibilità e la trasparenza del concorso”.

Il Tar ha applicato questo principio giurisprudenziale, rilevando che, nella specie, si trattava di una prova pratica da espletarsi nell’ambito di un tempo massimo di otto ore e consistente nella redazione di una dimostrazione tecnica rivolta a studenti di una classe di un istituto tecnico o professionale, “sicché non è ipotizzabile che l’espletamento della stessa nell’arco delle otto ore concesse potesse avvenire alla presenza della commissione”.

In esecuzione della sentenza, il Ministero dell’Istruzione dovrà ora far ripetere la prova pratica a tutti i candidati e, successivamente, ripetere le prove orali e approvare una nuova graduatoria di vincitori, che avrà effetto a partire dal prossimo anno scolastico. Il concorso si svolto nello scorso mese di maggio a Porto Sant’Elpidio.

Fedez a Taranto con il Codacons: “Sconcertante scegliere tra lavoro e salute. Utilizzare fondi Pnrr per l’ex Ilva”

“È sconcertante che nel 2024, in un Paese come l’Italia, ci siano degli scenari in cui si debba scegliere tra il diritto al lavoro e la propria salute. Sarebbe interessante generare una discussione, anche comprendere se una parte dei fondi del Pnrr possa essere destinata a una riqualificazione degna di tale nome dell’ex Ilva perchè ad oggi secondo me non sono stati fatti gli investimenti necessari. Mi parlavano anche di cumuli di amianto ancora lì, è uno scenario distopico”. Lo ha detto a Taranto il rapper Fedez presentando una iniziativa congiunta con il presidente del Codacons Carlo Rienzi a favore della comunità di Taranto, alle prese – è stato detto – con l’emergenza sanitaria e ambientale causata negli anni dalle emissioni dello stabilimento siderurgico.

Dopo anni di battaglie legali e botta e risposta sui social, “io e il Codacons – ha spiegato l’artista – banalmente ci siamo seduti a un tavolo decisi di finire questo contenzioso che avrebbe portato fondamentalmente a nulla e di suggellare questa pace cercando di accendere un riflettore rispetto a questa problematica che ha bisogno di essere diramata e di avere eco. La nostra idea è di cercare di utilizzare come veicolo l’onda mediatica del nostro incontro facendo una battaglia comune. A latere c’è anche una mia donazione al reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Taranto, ma non fa parte della progettualità. Vita natural durante cercheremo di portare il tema più in alto possibile per far sì che ne parli”.

Alla conferenza ha partecipato anche Valerio Cecinati, direttore del reparto di Oncoematologia pediatrica intitolato a Nadia Toffa, l’inviata del programma Le Iene che si attivò per supportare l’iniziativa del mini bar del rione Tamburi della vendita delle magliette ‘Ie Jesche Pacce Pe Te’ con cui furono raccolti 500mila euro per l’attivazione dello stesso reparto. Il presidente del Codacons Rienzi ha confermato che i legali dell’associazione hanno presentato alla Corte d’Assise d’appello di Taranto una istanza per ottenere il raddoppio (da cinquemila a diecimila euro) della provvisionale provvisoria riconosciuta nella sentenza di primo grado del processo Ambiente svenduto alle parti civili rappresentate in giudizio dall’associazione.