Antonio contro il branco, uno solo ha gli attributi: “Chiedo scusa le ho mancato di rispetto”

Ieri ci siamo lasciati sul più bello, prima dell’incontro con uno del branco che ci ha preso di mira durante la registrazione di un servizio, lanciandoci un cartone e riempendoci di insulti. Angelo, questo il suo nome di battesimo, è stato l’unico a metterci la faccia e a mostrare gli attributi.

È stato proprio lui uno dei più decisi quel giorno ad affrontarci, ma ha voluto fare un passo indietro, riconoscendo il proprio errore e chiedendoci scusa. Un gesto che noi apprezziamo in un incontro distensivo che pone fine, speriamo, all’intera vicenda, con la speranza che possa servire come insegnamento per tanti.

Antonio contro il branco, le minacce: “Togli il video o ti spacco”. L’altro bullo: “Voglio scusarmi”

Dopo la messa in onda del servizio sul faccia a faccia con il branco di idioti, siamo stati contattati da alcuni protagonisti della vicenda e da alcuni loro genitori. C’è chi ha fatto anche reclamo su YouTube.

Ci siamo confrontati e abbiamo riflettuto anche sulla possibilità di assecondare le loro richieste ed eliminare la traccia dell’idiozia di questi ragazzi che poco dopo sono tornati alla carica, chiamandoci, minacciandoci, riempendoci di insulti. Uno di loro ha avuto almeno la decenza di chiedere scusa. Vi mostriamo quanto accaduto.

Urla e lancio di cartoni durante l’intervista. Antonio affronta il branco: “Idioti senza valori”

Durante la registrazione dell’ultima puntata della rubrica Il Legale, un branco di idioti in motorino ha deciso di importunarci lanciando cartoni e urlando. Abbiamo deciso così di affrontare questi gangster da due spiccioli che non hanno saputo ovviamente giustificare il loro essere idioti se non facendosi forza tra loro. La deriva della gioventù di oggi è rinchiusa in questi 5 minuti.

Maglie, 21enne minacciato di morte e picchiato dal branco: “Sei una spia dei Carabinieri”. Aperta inchiesta

Un 21enne è stato aggredito a Maglie (Lecce) da un gruppo di nove giovani, tra cui cinque maggiorenni e quattro minorenni, perché sospettato di essere un confidente dei carabinieri. Il branco lo ha picchiato e minacciato di pagare 1.000 euro per una presunta “spiata”, intimandogli di non denunciare.

Ferito al volto, il giovane inizialmente ha rifiutato di sporgere denuncia per paura di ritorsioni, ma il giorno dopo ha raccontato l’accaduto a un brigadiere.

Dopo mesi di indagini, i carabinieri hanno identificato il gruppo, ritenuto coinvolto anche in piccoli furti e spaccio di droga. I maggiorenni sono accusati di lesioni aggravate, violenza privata e tentata estorsione.

Massafra, a 23 anni viene violentata dal branco: condanna confermata per i tre mostri di Palagiano

La Corte d’Appello di Taranto ha confermato la condanna a 6 anni di reclusione per i tre uomini di Palagiano accusati di violenza sessuale di gruppo su una 23enne, nella campagne di Massafra, nella notte tra il 30 ed il 31 agosto del 2024. I tre furono arrestati poche ore dopo dai carabinieri.

Secondo la versione fornita agli inquirenti, la ragazza stava tornando a casa in compagnia di due amici, un uomo e una donna, con i quali aveva trascorso la serata in una discoteca di Palagiano. Durante il tragitto sarebbero stati avvicinati da un’auto con a bordo i tre imputati che avrebbero offerto loro un passaggio. L’invito sarebbe stato accettato perché il gruppetto conosceva uno dei ragazzi nell’auto.

Gli amici della 23enne sarebbero stati lasciati a Massafra, nei pressi della villa, mentre la giovane, rimasta sola in auto, sarebbe stata condotta in una zona di periferia e poi violentata.

La ragazza, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe implorato invano il branco di smettere temendo anche per la sua stessa vita. La 23enne si confidò con il fratello e con lui raggiunse l’ospedale dove i medici riscontrarono la violenza sessuale e una contusione al braccio e attivarono il protocollo previsto in questi casi, contattando le forze dell’ordine.

Lite nel locale degenera a Conversano, 20enne accoltellato all’addome: l’aggressore e il branco in fuga

Un 20enne è stato accoltellato nella notte da un coetaneo a Conversano al termine di una lite. L’episodio è avvenuto in via San Giacomo, in un locale situato nella zona del palazzetto dello Sport.

I gestori dell’attività hanno allertato il 118, la vittima è stata colpita all’addome e fortunatamente ha riportato solo una lieve ferita. Sul posto anche le Forze dell’Ordine che si è messa sulle tracce dell’aggressore e della sua comitiva.

 

Massafra, a 23 anni viene violentata dal branco: tre uomini di Palagiano condannati a 6 anni – I NOMI

Il gup del tribunale di Taranto Giovanni Caroli ha condannato ieri con il rito abbreviato a 6 anni di reclusione ciascuno tre uomini, tutti residenti a Palagiano, accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza di 23 anni.

Si tratta di Osvaldo Antonio Russo, di 23 anni; Cosimo Marinò, di 28; e Vito Latagliata, di 34 anni. I fatti risalgono alla notte fra il 30 e il 31 agosto del 2024. I tre imputati furono arrestati poche ore dopo dai carabinieri.

Il giudice ha disposto per loro l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e il pagamento di una provvisionale di 20mila euro nei confronti della parte civile.
Secondo la versione fornita agli inquirenti, la ragazza stava tornando a casa in compagnia di due amici, un uomo e una donna, con i quali aveva trascorso la serata in una discoteca di Palagiano.

Durante il tragitto sarebbero stati avvicinati da un’auto con a bordo i tre imputati che avrebbero offerto loro un passaggio. L’invito sarebbe stato accettato perché il gruppetto conosceva uno dei ragazzi nell’auto.

Gli amici della 23enne sarebbero stati lasciati a Massafra, nei pressi della villa, mentre la giovane, rimasta sola in auto, sarebbe stata condotta in una zona di periferia e poi violentata.

La ragazza, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe implorato invano il branco di smettere temendo anche per la sua stessa vita. La 23enne si confidò con il fratello e con lui raggiunse l’ospedale dove i medici riscontrarono la violenza sessuale e una contusione al braccio e attivarono il protocollo previsto in questi casi, contattando le forze dell’ordine.

Il pubblico ministero Salvatore Colella aveva chiesto per i tre imputati (difesi dagli avvocati Marcello Ferramosca, Gianluca Sebastio, Fabrizio Lamanna e Michele Parisi) la condanna a 8 anni di reclusione.