Finge di essere costretto in carrozzina ma sui social cammina senza aiuti: denunciato per truffa da 200mila euro

Per quasi vent’anni avrebbe percepito pensione di invalidità civile e indennità di accompagnamento dichiarandosi totalmente incapace di camminare. Un uomo di Trinitapoli è stato denunciato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato per un importo stimato di circa 200mila euro.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Foggia, è scattata dopo la scoperta di un video pubblicato sui social network nel quale l’uomo, riconosciuto invalido totale dal 2007, appariva in piedi e in grado di muoversi autonomamente.

I successivi accertamenti, tra pedinamenti, appostamenti e riprese video, hanno confermato che l’indagato si spostava senza alcun ausilio, contraddicendo la condizione sanitaria che gli aveva consentito di ottenere i benefici economici.

Oltre alla denuncia penale, sono state avviate le procedure per la sospensione immediata delle prestazioni assistenziali. La vicenda è stata inoltre segnalata alla Corte dei Conti per il recupero delle somme indebitamente percepite dal 2007 a oggi.

Genchi: “Difendo gratis chi ha richiesta di risarcimento per i tre video concordati con Del Campo”

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere, anche se l’inchiesta si sta allargando sempre di più.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere.

Tra queste quella di Barbara che ha ricevuto una lettera dopo uno dei nostri video “concordati” con Del Campo prima di svelare la trappola. Abbiamo così messo in contatto Barbara e l’avvocato Genchi, protagonista della rubrica Il LEGALE, che si è offerto di difendere gratis chi ha ricevuto una richiesta di risarcimento dopo la messa in onda dei tre vide concordati tra Quinto Potere e Del Campo.

 

Nico “u uève” e Kekka di nuovo insieme. Antonio fa il regalo grande: “Il video di nozze gratis”

Nico e Kekka sono tornati insieme, per l’ennesima volta. I social e TikTok sono tappezzati di foto, video e dediche che hanno spazzato via i problemi dopo l’ennesima litigata. I due si erano lasciati e Kekka era stata sbattuta fuori di casa. L’avevamo anche sentita telefonicamente e c’eravamo anche offerti di aiutarla, in seguito a centinaia di segnalazioni, ma ad un certo punto la conversazione con lei si è interrotta.

Influencer e industria dei risarcimenti, Del Campo a ruota libera: “Video 80% ad hoc per fare soldi”

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo.

Dopo aver incastrato il pranker e avervi mostrato la sua reaction, dopo la chiacchierata con il suo videomaker, il “Sergente” Lorusso, questa volta è arrivato il momento tanto atteso della chiamata che incastra Del Campo.

Del Campo “Re” dei prank è nudo, finale epico: “Video costruiti per essere offesi e fare soldi” (4)

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo. È arrivato il momento tanto atteso della reaction del pranker al nostro piano diabolico.

Omicidio Sako a Taranto, video choc su TikTok dal carcere minorile di Lecce: “Ciò che non ti uccide ti fortifica”

Proseguono le indagini sull’omicidio di Bakari Sako, il bracciante 35enne originario del Mali ucciso a coltellate all’alba del 9 maggio nella Città vecchia di Taranto. Due dei minorenni accusati di far parte della gang responsabile dell’aggressione sono detenuti nell’istituto penale minorile di Lecce e sarebbero comparsi in un video pubblicato su TikTok, poi rimosso dopo diverse segnalazioni, tra cui quella della famiglia della vittima.

Nel filmato, accompagnato dalla scritta “Quello che non ti uccide, ti fortifica”, i due giovani vengono ripresi dietro le sbarre. Gli investigatori della Procura minorile di Lecce, guidata da Simona Filoni, stanno cercando di chiarire chi abbia realizzato e diffuso il video all’interno dell’istituto.

La vicenda ha suscitato indignazione nell’opinione pubblica anche per altri messaggi di solidarietà comparsi sui social nei confronti dei presunti aggressori. Secondo gli inquirenti, il gruppo era composto da sei giovani, quattro minorenni e due maggiorenni, accusati a vario titolo del pestaggio culminato con l’accoltellamento mortale di Sako. Uno dei sedicenni avrebbe ammesso di aver inferto le coltellate.

Le indagini della Procura di Taranto, coordinata dalla procuratrice Eugenia Pontassuglia, proseguono per accertare le responsabilità individuali e fare luce anche sul comportamento di altre persone coinvolte, tra cui il titolare di un bar della zona e una ragazza presente durante l’aggressione.

Omicidio a Foggia, spunta audio choc. Carta al killer: “Non ti disturbo più, ma che fai mi ammazzi?” – VIDEO

Nuovi e inquietanti dettagli emergono sull’omicidio di Annibale Carta, detto Dino, il 42enne ucciso nella serata di lunedì 13 aprile a Foggia. Le indagini, ancora in corso, si arricchiscono ora di un elemento chiave: una registrazione audio che documenterebbe i momenti immediatamente precedenti all’agguato.

+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Il materiale, diffuso in esclusiva durante la trasmissione Ore 14 su Raidue, proviene da una telecamera di sorveglianza installata in un condominio a circa trenta metri dal luogo del delitto, in via Caracciolo. Nell’audio si percepisce chiaramente un acceso diverbio tra la vittima e il suo aggressore, seguito da quattro colpi di pistola.

Le parole captate potrebbero offrire indicazioni sul movente. Carta, poco prima di essere ucciso, avrebbe pronunciato frasi concilianti, lasciando intendere un tentativo di evitare lo scontro. Il litigio sembrerebbe legato, almeno in parte, al cane che l’uomo stava portando a spasso, anche se gli investigatori non escludono che dietro il gesto possano esserci tensioni pregresse o rancori mai sopiti.

+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Dalla registrazione emerge un clima di crescente tensione, culminato nella minaccia dell’aggressore e nella reazione incredula della vittima, pochi istanti prima degli spari. “Non ti vengo a disturbare mai più, te lo giuro. Ma che fai? Mi spari?”, subito dopo si sentono chiaramente i quattro colpi di pistola.

Le indagini si starebbero concentrando – a quanto è dato sapere – sulla figura di un uomo, con il capo coperto da un cappuccio, che in sella ad una bicicletta si allontana dal luogo del delitto. C’è massimo riserbo da parte di Procura ed investigatori, che non lasciano trapelare alcun particolare. Nell’ambito delle indagini sono già stati ascoltati amici, familiari e conoscenti della vittima.

Il maleducato non molla: “Noi bullizzati a causa del video”. Branco fa impazzire famiglia a Terlizzi

La storia del branco che ci ha preso di mira in via Amendola qualche giorno fa non si è chiusa con il chiarimento faccia a faccia avuto con Angelo, gesto tra l’altro apprezzato da gran parte della nostra community. Un suo alter ego è tornato alla carica, con modi maleducati e rivendicando la cancellazione del video. Presto vi racconteremo la storia di una famiglia presa di mira da un altro branco a Terlizzi.

Prima la lite virale sul volo Ryanair, poi le minacce agli agenti per il video hot: condannata 36enne barese

Si era presentata alla Polizia Postale per denunciare la diffusione online di alcuni video sessualmente espliciti che la ritraevano, ma la situazione è rapidamente degenerata in insulti e minacce contro gli agenti. Per questo una donna di 36 anni, originaria di Bari e residente a Grumo Appula, è stata condannata a un anno e tre mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale.

I fatti risalgono al 27 maggio 2021, il giorno successivo a un altro episodio che l’aveva già resa nota alle cronache: una lite a bordo di un volo Ryanair da Ibiza a Orio al Serio, scoppiata per il rifiuto di indossare la mascherina, durante la quale la donna aveva insultato e aggredito alcuni passeggeri.

Presentatasi negli uffici della Polizia Postale in evidente stato di agitazione, la 36enne chiedeva la rimozione immediata dei video che la ritraevano nuda su una spiaggia di Ibiza.

Invitata dagli agenti a calmarsi, indossare correttamente la mascherina e fornire dettagli utili alla denuncia, la donna avrebbe invece reagito con offese e minacce nei confronti del personale, arrivando a insultare ripetutamente un poliziotto. A distanza di cinque anni, il tribunale ha emesso la sentenza: oltre alla pena detentiva, la donna dovrà risarcire il poliziotto con 1.700 euro. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno.

Dalle indagini è inoltre emerso che la 36enne era già stata segnalata per altri episodi, tra cui un tentato furto a Modugno e la violazione delle restrizioni durante il lockdown.

Pestano 19enne sul treno Foggia-Bari e pubblicano i video sui social: identificati 14 minorenni. Vittima lasciata sola

Un ragazzo di 19 anni è stato brutalmente aggredito la sera del 28 febbraio su un treno regionale Foggia-Bari da un gruppo di circa 15 giovani. Dopo essere stato circondato e picchiato sul treno, è stato inseguito e colpito anche sulla banchina della stazione di Bisceglie.

Il ragazzo non ha reagito e ha cercato solo di difendersi. Nonostante la presenza del personale di bordo, nessuno è intervenuto.  Dopo l’aggressione, durante la quale gli è stato rubato il cellulare, è riuscito a contattare la polizia grazie al telefono di un altro passeggero.

Curato al Policlinico di Bari, ha poi denunciato l’accaduto alla Polfer. Grazie alle telecamere e ai video pubblicati sui social sono stati identificati 14 dei presunti aggressori, tutti minorenni, mentre l’ultimo è ancora da identificare.