Lieto fine a Cellamare, ritrovata la carrozzina rubata a Rosa Grazia: lasciata davanti casa con pezzi mancanti

È stata ritrovata la carrozzina per disabili rubata a Cellamare dall’interno di un’autovettura e utilizzata da Rosa Grazia. Il dispositivo è stato lasciato proprio davanti all’abitazione della famiglia, ma non è stato restituito integro: alcuni pezzi, infatti, risultano mancanti.

La notizia arriva dopo l’appello lanciato dal sindaco di Cellamare, Gianluca Vurchio, che aveva definito il furto «ignobile, cattivo, indegno», sottolineando le pesanti conseguenze provocate alla famiglia. La carrozzina sarebbe servita a Rosa Grazia per una visita specialistica al Policlinico.

Nel frattempo, la vicenda aveva suscitato una forte mobilitazione nella community di Quinto Potere. Diverse persone si erano infatti fatte avanti per aiutare la famiglia: due cittadini erano pronti a mettere a disposizione una propria carrozzina, mentre un’altra persona si era offerta di acquistarne una nuova.

Alla fine, la carrozzina è tornata a casa, anche se con alcuni componenti mancanti. Un gesto che, almeno in parte, mette fine a una vicenda che aveva suscitato indignazione e solidarietà in tutta la comunità di Cellamare.

Cellamare, rubata carrozzina prima della visita specialistica a Bari. L’appello del sindaco: “Riportatela alla famiglia”

Un furto particolarmente grave e doloroso ha scosso la comunità di Cellamare. Nella notte, dall’interno di un’autovettura, è stata rubata una carrozzina per disabili, utilizzata quotidianamente da Rosa Grazia. A raccontare l’accaduto è stato il sindaco di Cellamare, Gianluca Vurchio, che ha affidato a un post sui social il proprio sconcerto e un appello rivolto a chi ha commesso il gesto.

«Non è un furto qualunque. Una carrozzina per disabili. Avete letto bene», ha scritto il primo cittadino, definendo il gesto «ignobile, cattivo, indegno» e sottolineando le conseguenze che il furto sta provocando alla famiglia.

La carrozzina, infatti, sarebbe servita proprio nella mattinata di oggi a Rosa Grazia, che aveva in programma una visita specialistica al Policlinico. L’impossibilità di utilizzare il dispositivo ha quindi costretto la famiglia a fare i conti con una situazione ancora più difficile.

Il sindaco ha lanciato un appello affinché la carrozzina venga restituita: «Voglio sperare che qualcuno, anche privatamente, possa scrivermi dicendomi che la carrozzina è stata “vista” o “trovata” e che possa essere riconsegnata alla famiglia». La richiesta è semplice: lasciare la carrozzina in Comune, renderla visibile per strada oppure contattare direttamente il sindaco o la famiglia.

Nel frattempo, però, la comunità si sta mobilitando per aiutare Rosa Grazia. L’obiettivo è trovare una carrozzina di fortuna che possa permetterle di uscire e, soprattutto, di riprogrammare la visita specialistica. «Perché, per fortuna, la gente per bene è molta di più di quella non per bene», conclude il sindaco, affidando alla solidarietà della comunità la speranza di restituire a Rosa Grazia un po’ di serenità.

Finge di essere costretto in carrozzina ma sui social cammina senza aiuti: denunciato per truffa da 200mila euro

Per quasi vent’anni avrebbe percepito pensione di invalidità civile e indennità di accompagnamento dichiarandosi totalmente incapace di camminare. Un uomo di Trinitapoli è stato denunciato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato per un importo stimato di circa 200mila euro.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Foggia, è scattata dopo la scoperta di un video pubblicato sui social network nel quale l’uomo, riconosciuto invalido totale dal 2007, appariva in piedi e in grado di muoversi autonomamente.

I successivi accertamenti, tra pedinamenti, appostamenti e riprese video, hanno confermato che l’indagato si spostava senza alcun ausilio, contraddicendo la condizione sanitaria che gli aveva consentito di ottenere i benefici economici.

Oltre alla denuncia penale, sono state avviate le procedure per la sospensione immediata delle prestazioni assistenziali. La vicenda è stata inoltre segnalata alla Corte dei Conti per il recupero delle somme indebitamente percepite dal 2007 a oggi.