Vacanza a Bari si trasforma in incubo, ladri nel b&b di una coppia tedesca: rubata la fede nuziale. Appello sui social

Prima vacanza in Italia trasformata in un incubo per i coniugi Brodmann, una coppia tedesca che soggiornava in un b&b di corso Vittorio Emanuele, nel centro di Bari. Nell’ultima sera del viaggio, ignoti si sono introdotti nell’appartamento portando via diversi oggetti, tra cui la fede nuziale del marito Jan, alla quale la coppia è particolarmente legata.

La signora Mila Brodmann ha lanciato un appello sui social, chiedendo aiuto per ritrovare l’anello, inciso con la scritta “Mila&Jan 24.08.02”, e alcuni orecchini anch’essi rubati. Tra gli oggetti sottratti anche numerosi souvenir acquistati durante il soggiorno in Puglia.

I due coniugi hanno promesso una ricompensa a chi contribuirà alla restituzione dei preziosi e sperano che la solidarietà delle persone conosciute durante la loro permanenza possa aiutarli a recuperare quanto perso, dopo una vacanza segnata dall’amarezza per il furto subito.

Finge di essere costretto in carrozzina ma sui social cammina senza aiuti: denunciato per truffa da 200mila euro

Per quasi vent’anni avrebbe percepito pensione di invalidità civile e indennità di accompagnamento dichiarandosi totalmente incapace di camminare. Un uomo di Trinitapoli è stato denunciato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato per un importo stimato di circa 200mila euro.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Foggia, è scattata dopo la scoperta di un video pubblicato sui social network nel quale l’uomo, riconosciuto invalido totale dal 2007, appariva in piedi e in grado di muoversi autonomamente.

I successivi accertamenti, tra pedinamenti, appostamenti e riprese video, hanno confermato che l’indagato si spostava senza alcun ausilio, contraddicendo la condizione sanitaria che gli aveva consentito di ottenere i benefici economici.

Oltre alla denuncia penale, sono state avviate le procedure per la sospensione immediata delle prestazioni assistenziali. La vicenda è stata inoltre segnalata alla Corte dei Conti per il recupero delle somme indebitamente percepite dal 2007 a oggi.

Offese agli influencer, Giuseppe: “Del Campo vuole 2.500 euro. Offende i disabili non se ne parla”

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo.

Dopo aver incastrato il pranker e avervi mostrato la sua reaction, dopo la chiacchierata con il suo videomaker, il “Sergente” Lorusso e avervi fatto ascoltare la chiamata che incastra Del Campo, è arrivato il momento delle prime testimonianze. Ecco il racconto di Giuseppe.

Vip offesi sui social, richieste di risarcimento a tappeto. Del Campo show: svelato il raggiro (2)

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo. Ed è stato lo stesso Del Campo a svelarci il raggiro.

Offese agli influencer sui social, richieste di risarcimento a tappeto: Del Campo in trappola (1)

Giù la maschera, Quinto Potere esce allo scoperto. È arrivato il momento di parlarvi della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer. A svelarci come funziona è stato Matteo Del Campo, il pranker finito nella nostra trappola. Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere.

Avetrana, 18enne si toglie la vita dopo insulti sui social. Scatta l’inchiesta: l’ombra del bullismo e del body shaming

Potrebbero esserci episodi di body shaming dietro il suicidio di Samuela, la studentessa di 18 anni morta ad Avetrana dopo essersi lanciata dal balcone di casa. È una delle ipotesi al vaglio della Procura di Taranto, che indaga per chiarire le cause del gesto estremo della giovane, iscritta all’ultimo anno del liceo classico di Manduria.

Su disposizione del pm Francesco Sansobrino, i carabinieri hanno sequestrato l’iPhone della ragazza. Il cellulare sarà analizzato per verificare eventuali messaggi, chat o contenuti social che possano far emergere episodi di bullismo o vessazioni legate al suo aspetto fisico.

A chiedere piena luce sulla vicenda sono i genitori della diciottenne, che tramite l’avvocato Cosimo Micera hanno lanciato un appello: “Chi sa qualcosa parli, ci dica cosa è successo alla nostra Samu”. Intanto la comunità di Avetrana si prepara a ricordare la giovane con una messa nella chiesa madre e una successiva veglia di preghiera.

Bakari Sako ucciso perché “inferiore”, la baby gang tra armi e razzismo sui social: “Con voi nulla in comune”

Shock e sgomento a Taranto dopo l’omicidio di Bakari Sako, il bracciante maliano ucciso in piazza Fontana da un gruppo composto da due 15enni, due 16enni e un 20enne. Ma è caccia anche al sesto componente della baby gang.

Secondo gli investigatori, il branco avrebbe agito senza un reale movente, spinto da una volontà di sopraffazione nei confronti delle persone più vulnerabili. Prima dell’aggressione mortale, alcuni dei giovani avrebbero mimato il gesto di sparare contro la vittima, mentre poche ore prima il 15enne accusato di aver sferrato i fendenti mortale era stato ripreso dalle telecamere di una sala slot mentre impugnava due pistole.

Le indagini hanno ricostruito gli ultimi momenti prima del delitto: dopo aver importunato un altro uomo africano in bicicletta, il gruppo avrebbe accerchiato Bakari Sako, colpendolo brutalmente e accoltellandolo tre volte tra torace e addome. Il 15enne, dopo aver confessato, ha poi indicato agli investigatori il luogo dove era stato nascosto il coltello a serramanico usato nell’aggressione.

Intanto continuano gli accertamenti sul possibile sfondo razziale dell’omicidio, anche se al momento la procura non parla di movente xenofobo. Gli inquirenti evidenziano però un clima di violenza e ostentazione sui social, tra selfie, frasi di appartenenza e post dai contenuti inquietanti pubblicati dai ragazzi nei giorni precedenti e successivi al delitto. Tra questi un post dove è ritratto un ragazzo straniero ritratto a bordo di uno scooter con una scritta: “Non sono superiore ma con voi non ho nulla in comune”.

La procuratrice del tribunale dei minorenni, Daniela Putignano, ha spiegato che i giovani coinvolti, tutti incensurati, provengono da “contesti difficili” già noti ai servizi sociali. Intanto emergono interrogativi anche sul comportamento del titolare di un bar dove Bakari Sako aveva cercato rifugio poco prima di morire: secondo la procura, l’uomo lo avrebbe invitato a uscire senza chiamare le forze dell’ordine. In città cresce la rabbia e il dolore. Per domani le associazioni locali hanno organizzato una manifestazione pubblica in memoria della vittima e contro la violenza giovanile.

Il McDonald’s arriva a Castellana Grotte: l’annuncio del sindaco sui social tra entusiasmo e polemiche

A Castellana Grotte aprirà un nuovo ristorante McDonald’s. Ad annunciarlo è stato il sindaco Domi Ciliberti con un video pubblicato sui social, nel quale ha spiegato che il nuovo punto vendita sorgerà vicino al centro commerciale cittadino.

Il primo cittadino ha definito l’arrivo della multinazionale “una grande notizia”, sottolineando come la scelta rappresenti un riconoscimento del potenziale economico e turistico della città. «Significa che Castellana Grotte ha tutti i requisiti di profilazione e flussi turistici per l’apertura», ha dichiarato, aggiungendo ironicamente che famiglie e bambini non dovranno più percorrere decine di chilometri per raggiungere il fast food più vicino.

L’annuncio ha però acceso un acceso dibattito online. Sotto il post del sindaco sono comparsi numerosi commenti contrari all’apertura, soprattutto da parte di chi teme ripercussioni sulla gastronomia locale e sulle attività di ristorazione del territorio. Alcuni utenti hanno anche evidenziato la presenza di un altro ristorante McDonald’s a Monopoli, distante circa 15 chilometri.

Ciliberti ha replicato alle critiche spiegando che si tratta di un investimento privato e che il Comune non avrebbe favorito né penalizzato alcuna attività commerciale. «Se dopo un anno di ricerche di mercato hanno scelto Castellana rispetto ad altri paesi significa che i nostri indicatori economici e turistici sono risultati competitivi», ha affermato.

Nel dibattito non sono mancati i commenti favorevoli, soprattutto per le possibili opportunità occupazionali. Secondo alcuni cittadini, l’apertura potrebbe garantire nuovi posti di lavoro, formazione per i giovani e un’alternativa concreta al lavoro nero, trasformando il confronto con una multinazionale in uno stimolo per la crescita del territorio.