Omicidio Rafaschieri a Bari, non impugna sentenza di primo grado: sconto di pena per il boss Mineccia

Ulteriore sconto di pena per il boss barese Filippo Mineccia, reo confesso dell’agguato mafioso del 24 settembre 2018, in cui fu ucciso Walter Rafaschieri e ferito suo fratello Alessandro. Per Mineccia i giudici hanno stabilito una condanna a 15 anni di reclusione.

In primo grado il boss 42enne, genero del capo clan di Japigia Eugenio Palermiti, era stato condannato a 20 anni di reclusione. Il coimputato Giovanni Palermiti, figlio del boss Eugenio, era stato condannato all’ergastolo. Mineccia non aveva impugnato la sentenza, mentre Palermiti sì, chiedendo l’esclusione dell’aggravante della premeditazione. I giudici dell’appello, accogliendo il motivo di ricorso, avevano ridotto le condanne ad entrambi, 20 anni per Palermiti e 18 per Mineccia.

Sulla responsabilità, il giudizio è ormai irrevocabile da tempo ma sulla quantificazione della pena inflitta a Mineccia, la Corte di Assise di Appello di Bari, dopo un primo rigetto e una successiva pronuncia della Cassazione, ha ora accolto la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Nicola Quaranta, della ulteriore riduzione di un sesto, come previsto dalla riforma Cartabia, per non aver impugnato la sentenza di primo grado.

Bari, spara all’amante della madre: Filippo Mineccia condannato a 15 anni per tentato omicidio

Filippo Mineccia, esponente del clan Palermiti di Bari, è stato condannato a 15 anni di reclusione perché ritenuto responsabile di tentato omicidio. I fatti risalgono al febbraio 2016, l’imputato sparò all’uomo con il quale la madre aveva avuto una breve relazione.

Accusa aggravata da futili motivi, premeditazione e metodo mafioso. La Dda aveva invocato una condanna a 17 anni e 6 mesi di carcere. Mineccia ha ammesso le proprie responsabilità, negando però l’intenzione di uccidere l’ex compagno della madre. La vittima fu colpita all’addome.