Truffa e calunnia, indagato il candidato regionale De Virgilis (Lega) in Puglia: la Procura chiede i domiciliari

Rischia gli arresti domiciliari l’avvocato Francesco Ferretti De Virgilis, 51 anni, di Manduria (Taranto), candidato della Lega alle prossime elezioni regionali in Puglia. Come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, la Procura di Taranto ha chiesto la misura cautelare nei suoi confronti per i reati di calunnia e danneggiamento fraudolento di beni assicurati.

L’inchiesta nasce da un incidente dell’8 dicembre 2023 sulla strada provinciale Manduria-San Pietro in Bevagna, in cui perse la vita un giovane di 26 anni. Il giorno successivo, Ferretti De Virgilis avrebbe contattato i familiari della vittima al cimitero, sostenendo di aver rintracciato tre testimoni oculari dell’incidente.

Ma le verifiche della Polizia locale e della Polstrada hanno rivelato che nessuno di loro era presente al momento dello schianto e che la dinamica dell’incidente (il giovane era alla guida di un’auto che impattò contro la recinzione di un’abitazione) era diversa da quella descritta.

Per la procura, il legale avrebbe poi presentato richiesta di risarcimento all’assicurazione senza attendere gli esiti ufficiali delle indagini. Già coinvolto, secondo quanto evidenziato dal quotidiano, in altre inchieste su presunti sinistri falsi e truffe alle compagnie, l’avvocato dovrà comparire lunedì davanti al gip Giovanni Caroli per l’interrogatorio di garanzia, al termine del quale sarà decisa l’eventuale misura cautelare. Il pm, a quanto si è appreso, ha chiesto i domiciliari anche per un’altra persona che avrebbe rilasciato una falsa testimonianza.

Bari, farmaci rubati dall’Oncologico e rivenduti ai pazienti: l’ex primario Vito Lorusso chiede i domiciliari

Vito Lorusso, l’ex primario dell’Oncologico di Bari che sta scontando in carcere una pena a 5 anni di reclusione per peculato e concussione, ha presentato la richiesta degli arresti domiciliari dopo 16 mesi di detenzione.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il 71enne si sarebbe appropriato di farmaci antitumorali appartenenti all’Istituto, rivendendoli ai pazienti in più occasioni.

Sulla richiesta presentata dai suoi avvocati, il tribunale di sorveglianza si è riservato la decisione in merito alla concessione dei domiciliari. Lorusso, lo ricordiamo, è coinvolto anche nell’inchiesta Codice Interno assieme alla figlia Maria moglie di Giacomo Olivieri per voto di scambio.

Appalti in cambio di voti a Molfetta, 13 consiglieri si dimettono: si chiude l’era Minervini

Tommaso Minervini non è più il sindaco di Molfetta. Sono 13 i consiglieri (Annamaria Gagliardi, Felice Spaccavento, Girolamo Lanza, Giovanni Infante, Domenico Gagliardi, Gabriella Azzollini, Alberto d’Amato, Pietro Mastropasqua, Mauro Binetti e Ippolita Germinario) che hanno firmato le dimissioni facendo cadere l’amministrazione.

Minervini è stato arrestato il 4 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta concessione di appalti in cambio di voti ed era stato sospeso dalla carica. Toccherà ora al prefetto di Bari nominare un commissario. 

 

Bari, Eugenio Palermiti jr ci riprova senza successo: respinta la richiesta dei domiciliari a Termoli. Resta in carcere

Eugenio Palermiti jr, 20enne nipote omonimo del boss del quartiere Japigia di Bari, ha chiesto nuovamente di lasciare il carcere. La richiesta presentata dalla sua difesa per gli arresti domiciliari è stata però nuovamente respinta dal pm antimafia Fabio Buquicchio e dalla gip Susanna De Felice.

Palermiti jr si tova in carcere per detenzione e porto d’armi nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Antonella Lopez, la giovane uccisa per errore al Bahia Beach di Molfetta.

Palermiti ha ammesso la detenzione di altre due pistole e ha cercato di convincere gli inquirenti, chiedendo di andare a vivere con la compagna a Termoli, in una casa messa a disposizione dalla sua madrina di battesimo, un’avvocatessa, estranea ad ambiente criminali. Senza successo.

Evasione dai domiciliari, furto d’auto e spaccio: 5 arresti a Bari. Controlli della Polizia anche a Corato e Bitonto

Nel corso dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal Questore di Bari, svolti tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre, la Polizia di Stato ha intensificato la presenza nelle aree urbane di Bari, Bitonto e Corato. L’obiettivo dei controlli è stato quello di prevenire e contrastare reati predatori, furti di autovetture e ogni altra forma di illegalità diffusa.

Nel capoluogo sono state controllate 572 persone, di cui 184 con segnalazioni di Polizia, e 188 veicoli. Effettuati 19 posti di controllo, con 4 contestazioni al Codice della Strada e 5 sequestri amministrativi di veicoli. Sono stati inoltre elevate 2 contestazioni al codice della Strada. 2 persone sono state accompagnate al CPR perché irregolari sul territorio nazionale; 2 persone sono state denunciate in stato di libertà per ricettazione, 5 gli arresti: 1 per evasione dai domiciliari, 1 per furto su auto, 1 per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale ed 1 per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel territorio di Bitonto sono state controllate 114 persone, di cui 28 con segnalazioni di Polizia, e 61 veicoli. Effettuati 6 posti di controllo, con 6 contestazioni al Codice della Strada; 2 sequestri amministrativi di veicoli, 1 fermo amministrativo e 1 sequestro di ciclomotore. Una persona è stata denunciata all’A.G. per violazioni al Codice della Strada.Inoltre, a seguito di ripetute violazioni riscontrate, il personale del Commissariato di Bitonto ha dato esecuzione ad un aggravamento della misura di sicurezza della libertà vigilata con assegnazione ad una casa di lavoro e ad una revoca dell’affidamento in prova con la detenzione in carcere; 2 le persone denunciate in stato di libertà: 1 per resistenza e oltraggio a P.U., 1 minore per aggressione ad agente di Polizia; 2 persone tratte in arresto: 1 straniero per interruzione di pubblico servizio, lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale ed 1 arresto per detenzione e spaccio di cocaina.

Nelle aree a tutela rafforzata di Corato, sono state controllate 98 persone, di cui 4 sottoposte a ordine di allontanamento per reati contro la persona. Le attività, condotte in sinergia tra gli uffici della Questura, i Commissariati distaccati e il Reparto Prevenzione Crimine Puglia Centrale, proseguiranno nei prossimi giorni per garantire sicurezza e legalità sul territorio della provincia di Bari.

Bari, vuole trascorrere i domiciliari a casa della fidanzata. No del Tribunale: Palermiti jr resta in carcere

Eugenio Palermiti junior, nipote 21enne del boss omonimo del quartiere Japigia di Bari, resta in carcere. Nei giorni scorsi il Tribunale di Bari ha respinto la richiesta presentata dalla sua difesa per trascorrere i domiciliari a casa della fidanzata a Termoli.

Palermiti jr è stato arrestato lo scorso 17 gennaio per porto e detenzione abusiva di arma da fuoco, aggravato dal metodo e dall’agevolazione mafiosa, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Antonella Lopez, la ragazza uccisa per errore il 22 settembre 2024 al Bahia Beach di Molfetta dal 21enne reo confesso Michele Lavopa.

La giovane è stata uccisa per sbaglio in un regolamento di conti tra Lavopa, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, e Palermiti, rimasto ferito lievemente. Tra loro c’erano stati screzi in passato. In discoteca è nato un diverbio tra le due comitive, Lavopa ha estratto la pistola e ha fatto fuoco, uccidendo la 19enne.

Furti in casa nel Brindisino, fermata la banda: 7 arresti. Tra loro un evaso dai domiciliari

I Carabinieri hanno arrestato 7 persone di Castel Volturno per furti in abitazione e ricettazione. Lo scorso 29 maggio la banda ha messo a segno tre furti nelle zone di Fasano e Carovigno.

La base logistica era una villa in affitto a Castellaneta Marina. Sequestrati nel corso dell’operazione diversi arnesi di scasso, radiotrasmittenti, torce, telefoni cellulari, abbigliamento utile per il travisamento e un’autovettura con targhe contraffatte.

Uno degli arrestati deve anche rispondere del reato di evasione dagli arresti domiciliari: è stato sorpreso a partecipare ai furti nonostante fosse già gravato da misura cautelare.  

I componenti del gruppo sono stati individuati grazie alle analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle case delle vittime.

Giacomo Olivieri ai domiciliari a Parabita, chiesto il trasferimento a Bari da moglie e figli: no del giudice

No del giudice alla richiesta di Giacomo Olivieri, l’ex consigliere regionale arrestato il 26 febbraio 2024 per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione nell’ambito dell’inchiesta Codice Interno, di trascorrere i domiciliari nell’abitazione in centro a Bari dove c’è sua moglie, Maria Carmen Lorusso, coimputata nello stesso processo. Una richiesta avanzata anche per stare vicino ai figli.

Olivieri sta scontando i domiciliari a Parabita, nell’abitazione del fratello. Dopo il no del pm antimafia Minardi, è arrivato anche il no del giudice. Il processo, con il rito abbreviato, ripartirà il 10 settembre. La sentenza è attesa il 25. Maria Carmen Lorusso ha invece scelto il rito ordinario e il processo è in corso.

Corruzione a Sannicola, l’ex vicesindaco Piccione lascia il carcere: concessi i domiciliari

Cosimo Piccione, l’ex vicesindaco di Sannicola al centro di un’inchiesta della Finanza di Gallipoli su una presunta associazione per delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione., lascia il carcere e dopo una settimana va ai domiciliari. Il gip Laura Fedele ha infatti accolto la richiesta presentata dalla difesa.

Piccione si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, ma le sue dimissioni da ogni carica (vicesindaco, assessore e consigliere del Comune di Sannicola) hanno portato il giudice ad attenuare la misura cautelare.

Cambia anche la posizione di Cosimo Leo, 67 anni, altro indagato nell’inchiesta. Per lui il gip ha revocato gli arresti domiciliari, sostituendoli con l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria.

Aggredisce Antonio e vigilessa, Novira non ha più un tetto per i domiciliari: di giorno torna libero

Torniamo a parlare di Iheb Novira, il 25enne di nazionalità tunisina che ha aggredito verbalmente la nostra troupe e ferito una vigilessa in piazza Moro lo scorso 14 aprile.

Il giovane, processato con rito abbreviato, è stato condannato a 2 anni di reclusione, prima di essere scarcerato e posto ai domiciliari a casa della fidanzata.  Le accuse nei suoi confronti sono quelle di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Ci sono novità importanti, Novira si è lasciato con la ragazza e l’avvocato ha presentato un’istanza. Ora il 25enne non si trova più ai domiciliari e di giorno è libero.