Termoli, giro in scooter fatale: muore Latifa Jdid. Disposta l’autopsia sulla 27enne cresciuta a Corato

La procura di Larino ha disposto l’autopsia su Latifa Jdid, 27enne nata da genitori marocchini e cresciuta a Corato, deceduta nella serata di domenica scorsa nello schianto di uno scooter contro il guardrail sulla ss 87, alla periferia di Termoli.

Gli inquirenti frentani hanno, inoltre, disposto una consulenza tecnica sulla dinamica dell’incidente. La polizia stradale, intanto, prosegue negli accertamenti per predisporre una relazione dettagliata dell’accaduto.

Termoli, giro in scooter fatale: Corato piange la 27enne Latifa Jdid. Salvo l’amico 48enne alla guida

Tragedia nella serata di ieri sulla statale 87, all’ingresso di Termoli, in Molise, dove ha perso la vita Latifa Jdid, 27enne originaria del Marocco ma cresciuta a Corato, nel Barese. La giovane viaggiava come passeggera su uno scooter di grossa cilindrata guidato da un amico di 48 anni quando, per cause ancora in fase di accertamento, i due sono stati sbalzati dal mezzo.

Secondo i primi rilievi di carabinieri e polizia stradale, nell’incidente non sarebbero coinvolti altri veicoli. Inutili i soccorsi per la 27enne, morta sul colpo a causa del violento impatto sull’asfalto. Il conducente è stato invece trasportato all’ospedale San Timoteo di Termoli con fratture e politraumi: le sue condizioni non sarebbero gravi. L’uomo è stato sottoposto anche agli accertamenti tossicologici e alcolemici di rito.

Latifa viveva da tempo a Termoli, dove lavorava in un bar, ma aveva mantenuto forti legami con Corato, città in cui risiedono i genitori. Chi la conosceva la ricorda come una ragazza solare, educata e sempre sorridente. Numerosi i messaggi di cordoglio apparsi sui social nelle ultime ore.

Paura sull’A14, tir distrugge colonnina GPL: fuoriuscita di gas nella stazione di servizio. Area messa in sicurezza

Momenti di tensione questa mattina lungo l’autostrada A14, nel tratto tra Poggio Imperiale e Termoli in direzione nord, dove un mezzo pesante ha distrutto una colonnina di erogazione di GPL all’interno di un’area di servizio.

L’impatto ha provocato una fuoriuscita di gas, subito ritenuta potenzialmente pericolosa, facendo scattare l’allarme sicurezza. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza e bonifica dell’area.

Presenti anche i sanitari del 118, mentre sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e chiarire le cause che hanno portato il tir a colpire l’impianto. Le operazioni risultano ancora in corso.

Bari, Eugenio Palermiti jr ci riprova senza successo: respinta la richiesta dei domiciliari a Termoli. Resta in carcere

Eugenio Palermiti jr, 20enne nipote omonimo del boss del quartiere Japigia di Bari, ha chiesto nuovamente di lasciare il carcere. La richiesta presentata dalla sua difesa per gli arresti domiciliari è stata però nuovamente respinta dal pm antimafia Fabio Buquicchio e dalla gip Susanna De Felice.

Palermiti jr si tova in carcere per detenzione e porto d’armi nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Antonella Lopez, la giovane uccisa per errore al Bahia Beach di Molfetta.

Palermiti ha ammesso la detenzione di altre due pistole e ha cercato di convincere gli inquirenti, chiedendo di andare a vivere con la compagna a Termoli, in una casa messa a disposizione dalla sua madrina di battesimo, un’avvocatessa, estranea ad ambiente criminali. Senza successo.

Colpito da infarto blocca il treno prima di morire: così il macchinista Antonio D’Acci ha salvato 87 passeggeri

Viene colto da un malore mentre è alla guida del treno regionale 4193 Pescara-Sulmona, riesce a fermare il convoglio tirando il freno e a mettere in salvo gli 87 passeggeri, prima di morire. L’eroe è il macchinista 61enne Antonio D’Acci, originario di Foggia e residente a Termoli. L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio. Il capotreno è stato il primo ad intervenire in suo soccorso, prima dell’arrivo del 118. I tentativi di rianimarlo però non sono andati a buon fine. L’uomo lascia la moglie, i due figli e i nipoti.