Vigilante pugliese morto per il freddo nel cantiere delle Olimpiadi invernali: affidata l’autopsia. C’è un indagato

“La morte di Pietro è il risultato dei tanti ricatti di cui il mondo del lavoro è ormai pieno, portati avanti in modo criminale dai datori di lavoro. Spesso con il silenzio che equivale ad una collaborazione di chi all’interno dei luoghi di lavoro dovrebbe sostenere l’applicazione delle leggi, salvo poi successivamente piangere lacrime di coccodrillo in caso di incidenti”.

A dichiararlo è il sindacato Cobas annunciando per venerdì 16 gennaio a Brindisi un sit-in per la morte di Pietro Zantonini, il vigilante brindisino di 55 anni, deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina D’Ampezzo, mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni.

“L’iniziativa del 16 a Brindisi, in Piazza Santa Teresa, serve a «denunciare che la morte di Pietro Zantonini, come tante altre, non è un fatto casuale”, evidenzia il sindacato. Il 55enne di Brindisi, secondo la denuncia presentata dalla famiglia, sarebbe deceduto la notte dello scorso 8 gennaio in seguito a un malore dovuto al grande freddo e allo stress per una lunga serie di turni notturni nell’arco di due settimane.

Le indagini vanno avanti. Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Belluno, Claudio Fabris, ha affidato al medico legale Andrea Porzionato, l’incarico di eseguire l’autopsia sulla salma della vittima. Al momento risulta indagato il legale rappresentante della società a cui era stato appaltato il servizio di sorveglianza del cantiere, presso la quale Zantonini aveva un contratto a tempo determinato e si era recentemente trasferito dalla Puglia al Bellunese.

Peculato, false attestazioni, tuffa e minacce a consigliere comunale: indagato dipendente di Brindisi Multiservizi

Un responsabile di settore della società in house del Comune di Brindisi, Brindisi Multiservizi Srl, è indagato con l’accusa di peculato, false attestazioni e certificazioni, truffa aggravata ai danni del Comune e minaccia aggravata nei confronti di un consigliere comunale.

La Polizia di Stato gli ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Tutto è nato da una seduta consiliare del 23 settembre 2024 quando un consigliere comunale denunciò pubblicamente di aver subito pressioni e intimidazioni, con riferimenti a presunti comportamenti illeciti e all’uso improprio dei mezzi aziendali della società. Tra le attività contestate il trasporto di parenti e conoscenti a circoli sportivi, scuole e supermercati.

 

Registra di nascosto video intimo della fidanzata 14enne e lo diffonde tra gli amici: indagato 15enne nel Brindisino

Realizzato un video con la sua ragazza di 14 anni a sua insaputa e poi lo diffonde tra i suoi amici. Un minorenne è indagato nel Brindisino con l’accusa di diffusione illecita di video sessualmente esplicito con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di una persona a cui era legato da una relazione affettiva

È stata la stessa vittima a dare il via all’indagine denunciando in Questura dopo aver saputo dell’esistenza del filmato, comparso in alcune chat pochi giorni dopo il rapporto intimo avuto con il giovane.

Secondo le indagini, il ragazzino avrebbe anche minacciato la 14enne, intimandole di non sporgere denuncia. I fatti risalgono all’estate 2024. Sulla vicenda indaga la Procura per i minorenni di Lecce.

Voto di scambio a Modugno, indagato a piede libero il sindaco Bonasia: “Mai ceduti a pressioni o compromessi”

“Ho sempre creduto che il rispetto della legalità sia il primo dovere di chi sceglie di servire la cosa pubblica. È su questo principio che ho fondato ogni mia scelta, ogni atto, ogni battaglia politica e personale. Chi mi conosce sa che non ho mai ceduto a pressioni o compromessi e che ho sempre anteposto l’interesse della comunità a qualsiasi altro”.

Inizia così il post pubblicato sui social dal sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, indagato a piede libero nell’ambito di una inchiesta della direzione distrettuale antimafia su un presunto scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle elezioni comunali del 2020 a Modugno.

“Affronterò questa vicenda con serenità, garantendo la massima collaborazione all’Autorità Giudiziaria, certo che la verità ristabilirà l’ordine dei fatti. Oggi lo sconforto è grande e l’amarezza profonda. Oggi più che mai sento il bisogno del vostro sostegno, della vostra fiducia, della vostra vicinanza – ha aggiunto -. Continuerò a servire Modugno con la stessa determinazione, lo stesso senso del dovere e la stessa passione che mi hanno guidato finora. Ma solo da voi posso trovare la forza con cui andare avanti”.

Sesso con Zia Martina, da vittima all’accusa di revenge porn: indagato ragazzo barese. Diffusi video hard sui social

Un 19enne barese, all’epoca dei fatti 15enne, è indagato per revenge porn con l’accusa di aver divulgato i video dei rapporti sessuali avuti nel 2021 con la 40enne Daniela Casulli, nota a tutti come Zia Martina.

La docente era stata condannata dal Tribunale di Bari in primo grado a 7 anni e 3 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 75mila euro e al risarcimento delle parte civili, con l’accusa di produzione di materiale pedopornografico e di corruzione di minorenne. Poi è stata assolta in appello. Revocate anche le statuizioni civili e le pene accessorie.

La Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza disponendo l’assoluzione della donna perché “il fatto non costituisce reato”.  Nei suoi confronti era stata disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado o servizio in istituzioni e strutture pubbliche e private frequentate da minori, oltre alla misura di sicurezza del divieto di avvicinamento a luoghi frequentati da minori e di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con minorenni per la durata di un anno dopo l’espiazione della condanna.

Ad annunciarlo sui social è stata la stessa Daniela Casulli che nei mesi scorsi aveva deciso di rivolgersi ai microfoni di Quinto Potere. L’inchiesta è partita dopo la denuncia presentata da alcuni genitori per alcuni video a contenuto sessuale con ragazzini minorenni. Accolta la tesi della difesa che ha sostenuto come la donna fosse rimasta vittima della diffusione del video, in quanto non autrice della produzione.

Il giovane, che si era costituito parte civile nel processo a carica della docente, è accusato di aver condiviso immagini e video anche con altre ragazze adolescenti in gruppi creati sui social. La Procura di Bari indaga per revenge porn e il fascicolo è stato poi trasmesso alla Procura per i minori. Nel corso di una perquisizione effettuata nel 2024 è stato trovato un telefono con il display rotto. Tramite una perizia è stato trovato materiale pornografico riguardante Zia Martina e una ragazza minorenne.

 

Carabiniere ucciso a Francavilla, chiuse le indagini: Giannattasio è indagato per omicidio pluriaggravato

Indagini chiuse sull’omicidio di Carlo Legrottaglie, il brigadiere capo dei Carabinieri ucciso lo scorso 12 giugno a Francavilla Fontana durante uno scontro a fuoco con due rapinatori.

Al 57enne Camillo Giannattasio sono contestati i reati di omicidio pluriaggravato, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi clandestine e resistenza a pubblico ufficiale aggravato dall’uso di violenza.

L’uomo è l’unico indagato in vita. Il suo complice, Michele Mastropietro, è morto a seguito dell’ultimo scontro a fuoco avvenuto a Grottaglie dopo la fuga. Secondo l’accusa Giannattasio avrebbe anche “istigato Mastropietro a perseverare nella propria condotta violenta”, si legge nelle carte.

La ricostruzione dei fatti si fonda sul racconto del carabiniere Costanzo Garibaldi, in pattuglia con Legrottaglie. Durante l’inseguimento da parte della gazzella dei carabinieri, i due fuggitivi mostrarono gesti di sfida – tra cui il dito medio rivolto ai militari dal finestrino – e percorsero contromano vari tratti stradali, prima di schiantarsi contro un palo. Scesi dall’auto, Mastropietro aprì il fuoco contro Legrottaglie e poi contro altri agenti. Giannattasio, secondo il gip, non si limitò a guidare il complice armato, ma partecipò attivamente alla pianificazione e all’azione, mostrando una chiara volontà criminale.

Le perquisizioni eseguite in seguito portarono alla scoperta di un arsenale clandestino tra la casa e il negozio di ferramenta di Giannattasio. Ritrovati pistole prive di matricola, fucili, munizioni, coltelli, passamontagna.

Aesthetic Franco, Antonio indagato anche in Campania: “Lui diffamato? Devastati decine di pazienti”

Antonio indagato anche in Campania per diffamazione nei confronti di Aesthetic Franco, mentre il pm che indaga a Bari ha richiesto l’archiviazione nei suoi confronti.

Una situazione paradossale che coinvolge Antonio, il primo a livello nazionale a dare voce alle vittime di Aesthetic Franco. Noi saremmo ben felici di conoscere l’esito delle indagini delle quattro Procure sul “chirurgo” tornato alla carica in Romania, soprattutto perché le sue vittime meritano giustizia. Come sempre vi aggiorneremo su tutto. 

Schianto sulla ss16 a Bari, muore la 33enne incinta Sara Turzo: autista del van indagato per omicidio stradale

L’autista barese di 59 anni alla guida del van che la notte del 27 luglio si è schiantato contro un’auto sulla ss16 in direzione sud all’altezza dello svincolo per Mola, causando la morte della 33 abruzzese Sara Turzo, al sesto mese di gravidanza, è risultato negativo all’alcoltest.

Le indagini vanno avanti. Dopo il sequestro dei due mezzi, la Fiat Punto su cui viaggiava la vittima e il van Mercedes che trasportava una famiglia di turisti ucraini (tra cui un bimbo di 9 anni), nella giornata di ieri è stato sequestrato anche il cellulare del 59enne per tutti gli accertamenti del caso. Si proverà a stabilire se fosse in uso al momento dell’impatto.

Secondo le prime ricostruzioni, la Fiat Punto si era immessa sulla ss16 ed è stata travolta dal van. L’impatto è stato violentissimo e ha provocato il ribaltamento del mezzo, fino allo schianto sul new jersey. Il 59enne è indagato per omicidio stradale. Da valutare anche la presenza di impianti di videosorveglianza nella zona che potrebbero aver immortalato il momento del tragico impatto.

Ostuni, 36enne travolta e uccisa di notte sulla provinciale: 18enne indagato per omicidio stradale

È indagato, come atto dovuto, per omicidio stradale il 18enne che nella notte tra il 27 ed il 28 giugno scorso ha investito e ucciso una 36enne che camminava al centro della provinciale Ostuni- Villanova, nel Brindisino.

Nelle scorse ore il pubblico ministero titolare del fascicolo, Luca Miceli, ha conferito l’incarico per l’autopsia, eseguita dal medico legale Domenico Urso.

Serviranno ulteriori approfondimenti per conoscere le cause della morte della 36enne, che si trovava in cura in una struttura a pochi metri dalla provinciale Prima di essere investita, altre tre volte la donna era riuscita ad allontanarsi dalla Rsa.

Tutte le volte veniva riaccompagnata dalla polizia in struttura. Al quarto tentativo, mentre vagava sulla provinciale, è stata travolta dal 18enne che si è fermato subito a prestare soccorso. Vano però è stato ogni tentativo di rianimare la donna.

Corruzione e frode di finanziamenti pubblici a Lecce: 3 arresti. Nessuna misura per l’ex assessore Delli Noci – NOMI

L’imprenditore Alfredo Barone finisce in carcere, ai domiciliari il collega Marino Congedo e l’ingegnere Maurizio Laforgia (figlio del presidente di Acquedotto pugliese, ex dirigente del dipartimento regionale Sviluppo economico ed ex rettore di UniSalento, Domenico).

Nessun provvedimento per Alessandro Delli Noci, ex assessore regionale allo Sviluppo Economico della Puglia. Per gli altri indagati (in totale sono 11) sono state disposte quattro misure interdittive.

Sono queste le decisioni del gip di Lecce, Angelo Zizzari, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e frode di finanziamenti pubblici erogati tramite i Pia, i Programmi integrati di agevolazione.

Delli Noci, indagato, si era dimesso. La decisione del gip arriva un mese dopo gli interrogatori preventivi, la Procura di Lecce aveva chiesto i domiciliari per l’ex assessore.