Molfetta sotto choc per la morte del 16enne Davide Farinola: indagato 19enne per omicidio stradale

Nelle prossime ore si stabilirà se dovrà essere effettuata l’autopsia sulla salma di Davide Farinola, il 16enne tragicamente scomparso venerdì sera in un incidente stradale avvenuto a Molfetta.

La giovane vittima era in sella ad uno scooter, guidato da un suo coetaneo (ancora grave), che si è schiantato contro una Peugeot 206 guidata da un 19enne, iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale. Su di lui sono stati effettuati anche gli esami tossicologici e alcolemici.

Da segnalare che lo stesso ragazzo, neopatentato, si è fermato per prestare subito soccorso ai due giovanissimi ed è stato lui a chiamare il 118. Il corpo del 16enne si trova presso l’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari in attesa della decisione del magistrato se procedere o meno con l’esame medico legale. La salma sarà poi restituita alla famiglia per i funerali.

Non si placano le polemiche sulla pericolosità del tratto stradale in cui è avvenuto il tragico incidente, ovvero un’intersezione molto trafficata per chi vuole raggiungere il centro città o per chi viaggia in direzione periferia o verso Terlizzi.

Inquinamento ambientale, sequestrato stabilimento industriale a Monopoli di 10mila metri quadri: c’è un indagato

La Guardia costiera di Bari ha sequestrato uno stabilimento industriale “insalubre”, di circa 10mila metri quadri, nella periferia di Monopoli. La struttura era adibita principalmente a trattamenti e finiture di alluminio e semilavorati. Una persona è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di inquinamento ambientale, le condutture infatti compromettono la qualità dell’acqua e dell’aria della zona, ma anche di esercizio non autorizzato e dunque abusivo relativo allo scarico di acque reflue industriali, abbandono e gestione illecita di rifiuti, oltre all’emissione di sostanze pericolose.

Tutte condizioni che avrebbero consentito un oggettivo vantaggio economico per l’attività dello stabilimento. Le indagini sono state avviate nel 2021, quando molti residenti della zona hanno manifestato malesseri per il cattivo odore.

Schianto moto-furgone, muore l’allenatore delle giovanili del Lecce Women Antonio Camastra: 36enne indagato

Un 36enne di San Cesario è indagato con l’accusa di omicidio stradale nell’inchiesta aperta dopo l’incidente del 19 dicembre scorso in cui ha perso la vita, a 63 anni, Antonio Camastra, l’allenatore delle formazioni giovanili del Lecce Women e sottoufficiale dell’Aeronautica in pensione. La tragedia si è consumata sulla bretella Merine-Cavalleria, alla periferia di Lecce. La vittima è deceduta in seguito allo schianto tra il suo Piaggio Beverly e un furgone.

L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto, la Procura ha disposto accertamenti sul telefonino dell’indagato per accertare se si trovasse al cellulare al momento della tragedia. Negativi invece i test alcolemici e tossicologici a cui è stato sottoposto l’automobilista. Sposato e con due figli, poche settimane prima della tragedia, Camastra era diventato nonno.

Incidente mortale a Bari, muore Francesco Damiani: domani i funerali al San Paolo. Indagato il 18enne alla guida

Sono rimasti feriti altri 4 ragazzi, tutti tra 18 e 19 anni. In due, tra cui l’indagato, sono ricoverati nella Rianimazione del Policlinico di Bari e sono in coma farmacologico. Gli altri due non sono in pericolo di vita. Disposti l’alcol e il drug test su tutti e cinque, sequestrati due telefonini.

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Tentato omicidio di un finanziere a Napoli, arrestato Ciro Caliendo: è indagato per la morte della moglie a San Severo

Ciro Caliendo è l’imprenditore di San Severo indagato per l’omicidio volontario della moglie, Lucia Salcone, la 47enne morta carbonizzata il 27 settembre sulla provinciale 13. Insieme ad altre 45 persone è coinvolto nel tentato omicidio di un ufficiale della Guardia di Finanza, avvenuto il 21 marzo 2023 a Bacoli. Caliendo avrebbe realizzato l’ordigno e fornito il telecomando.

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Tragedia sulla Potenza-Melfi, morti tre giovani tifosi foggiani. Indagato l’autista: è il papà di una delle vittime

Con l’accusa di omicidio stradale colposo, la Procura della Repubblica di Potenza ha iscritto nel registro degli indagati l’uomo che era alla guida dell’auto nella quale, ieri sera, viaggiavano i tre tifosi del Foggia (di 13, 17 e 21 anni) morti a causa delle ferite riportate in un incidente stradale avvenuto sulla statale Potenza-Melfi, a pochi chilometri del capoluogo lucano.

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Mistero a San Severo, muore carbonizzata nell’incidente stradale: il marito indagato per omicidio volontario

È stata disposta l’autopsia sul corpo di Lucia Salcone, la 47enne di San Severo (Foggia) morta in un incidente stradale avvenuto la notte tra il 27 e il 28 settembre scorsi sulla provinciale 13 che unisce San Severo a Castelnuovo della Daunia.

La donna era a bordo di una Fiat 500 condotta dal marito che, per cause in corso di accertamento, è uscita fuori strada schiantandosi contro un albero. L’impatto è stato talmente violento che il veicolo ha preso fuoco. La donna è stata poi ritrovata carbonizzata.

Nell’incidente ha riportato ustioni invece il coniuge, Ciro Caliendo, che, stando a quanto si apprende, è stato raggiunto da un avviso di garanzia con l’imputazione provvisoria di omicidio volontario. Un atto dovuto per permettere all’indagato di nominare un consulente di parte durante l’esame autoptico. Al vaglio degli investigatori la dinamica del sinistro e le dichiarazioni dell’uomo.

Bari, blitz armato al San Paolo. Indagato Eugenio Palermiti: “Ha estratto la pistola davanti a persone sedute al bar”

Lo scorso 9 settembre Eugenio Palermiti, 20enne nipote omonimo del capoclan del quartiere Japigia di Bari, dopo essere arrivato a bordo di una moto Tmax guidata da un amico, avrebbe estratto una pistola davanti alle persone sedute ai tavolini del bar di un benzinaio in viale Europa, nel quartiere San Paolo, “tentando di esplodere colpi d’arma da fuoco” e causando “la fuga dei presenti”. Per questo è indagato per minaccia aggravata del metodo mafioso.

L’episodio emerge dall’ordinanza con cui il gip Francesco Vittorio Rinaldi ha convalidato il fermo (in carcere) di Michele Lavopa, 21enne accusato dell’omicidio di Antonella Lopez, uccisa con un colpo di pistola la notte tra sabato e domenica scorsi all’interno della discoteca Bahia di Molfetta (Bari).

Lavopa, accusato di omicidio volontario e tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di arma e ricettazione, agli inquirenti ha detto di aver sparato per colpire Palermiti dopo essere stato provocato. Dell’episodio in cui Palermiti estrae la pistola davanti al bar del San Paolo, una delle roccaforti del clan rivale Strisciuglio, Lavopa era infatti a conoscenza. La vicenda è oggetto di un’indagine diversa di Dda e squadra mobile di Bari.

Lavopa, che avrebbe avuto dei problemi con Palermiti sia in passato (un pestaggio subito nel 2017) sia circa un mese fa, sarebbe stato «costretto a non farsi vedere in giro a Bari e a rimanere nei luoghi dallo stesso frequentati nel centro della città per poco tempo», si legge ancora nell’ordinanza di convalida del fermo.

Palermiti è stato individuato dalle telecamere di sorveglianza del bar e, durante una perquisizione, gli inquirenti hanno quindi ritrovato in suo possesso “abiti compatibili con quelli indossati dall’autore dalla minaccia con la pistola”. Lo stesso Palermiti ha detto agli inquirenti di aver usato una pistola a salve e di essersi recato sul posto insieme a un amico, rimasto ferito – come lo stesso Palermiti – nella sparatoria nella discoteca Bahia. La moto, trovata nel cortile della casa di questo amico, è stata sequestrata.

Omicidio Lopez a Molfetta, il rientro a Bari di Lavopa e la pistola gettata: c’è un indagato per favoreggiamento

C’è un indagato per favoreggiamento nel caso dell’omicidio di Antonella Lopez, la 21enne di Bari uccisa la sera tra sabato e domenica mentre si trovava all’interno della discoteca ‘Bahia’ di Molfetta e per il quale è stato fermato il 21enne Michele Lavopa, che ha confessato di essere l’autore materiale della sparatoria.

Lavopa, individuato dai carabinieri nel primo pomeriggio di ieri nella sua casa del quartiere San Paolo, si trova ora in carcere a Bari ed è indagato per l’omicidio della ragazza e per il tentato omicidio dei quattro giovani (tra 20 e 25 anni) rimasti feriti, tra cui anche Eugenio Palermiti, nipote omonimo del capoclan del quartiere Japigia di Bari.

Agli inquirenti, ha detto di essere scappato dal locale a piedi, dopo essersi liberato dell’arma, e di essere tornato a casa a bordo di un’auto guidata da un amico. Dopo aver inizialmente dichiarato di aver buttato la pistola in mare, ha però reso altre dichiarazioni che hanno spinto i carabinieri a cercare l’arma nelle campagne di Bitonto, finora senza successo. Il giovane ha un precedente per rapina risalente a quando era minorenne.