Travolta da auto pirata a Napoli, la leccese Rebecca Pepe non ce l’ha fatta: muore a 24 anni dopo 4 giorni di agonia

Non ce l’ha fatta Rebecca Pepe, la studentessa di 24 anni, originaria di Lecce, che è stata investita da un’automobile in viale Dohrn nella tarda serata di venerdì scorso.

I medici dell’Ospedale del Mare, dove era ricoverata, ne hanno dichiarato la morte. La famiglia ha dato il consenso per avviare l’iter per la donazione degli organi. Si aggrava dunque la posizione del ragazzo, 19 anni, che era al volante dell’auto e che era fuggito senza prestare soccorso.

Il giovane si era costituito il giorno dopo. La vittima, a Napoli in vacanza con gli amici, stava attraversando viale Dohrn, dal lato mare verso la Villa comunale, quando giunta al centro della careggiata è stata investita da un autoveicolo che percorreva la stessa strada verso piazza della Repubblica. Subito dopo l’impatto, il conducente si era allontanato senza prestare soccorso.

Sul posto erano arrivati personale del 118, che aveva subito trasportato la giovane in ospedale, e gli agenti dell’Infortunistica stradale della polizia municipale di Napoli che avevano effettuato i rilievi tecnici, ascoltato i testimoni e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza per poter individuare l’autoveicolo pirata ed anche le immagini fornite da un testimone che, fermo in auto nella corsia opposta, aveva consegnato i fotogrammi della dashcam della propria auto.

Uccisa dall’ex in autostrada, chiesa gremita a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena: “ll no va rispettato”

Chiesa e sagrato gremiti a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne uccisa nei giorni scorsi a Firenze dell’ex compagno. Nella chiesa Maria Regina sono appena iniziati i funerali della donna.

Le navate sono piene e anche il sagrato, dove è stato allestito un maxischermo, si è riempito di cittadini per partecipare alla celebrazione. In chiesa ci sono rappresentanti di molte istituzioni, tra cui il presidente della Provincia di Lecce e una quarantina di sindaci salentini con la fascia tricolore, a portare la vicinanza delle proprie comunità alla famiglia della vittima, raccolta attorno alla bara bianca posizionata davanti all’altare.

“Non sappiamo darci una risposta – le parole di don Vanni Bisconti durante l’omelia -. Tre pensieri. La prima cosa è esserci. Siamo qui, siamo in tanti, siamo qui anche perché vorremmo se possibile prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia. Vorremmo poter dire ‘Non siete soli’. Quello che è accaduto non è stato solo il gesto di un folle. Quale idea dell’amore stiamo infondendo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze? C’è una differenza abissale tra l’amore e il controllo. Il terzo pensiero è per Lorena. E’ difficile parlare di te al passato, siamo ancora increduli. Tutte queste foto ci parlano di te. Noi qui guardiamo questa bara e pensiamo a tutto ciò che avresti potuto vivere. Oggi la nostra fede è messa duramente alla prova. Essere cristiano non significa avere una risposta pronta a ogni evenienza, ma avere una speranza anche quando le risposte non le abbiamo. La nostra fede ci dice che non se scomparsa, non diventerai semplicemente un ricordo”. “La violenza può aver spezzato la tua vita terrena, ma non può avere l’ultima parola sulla tua vita”, ha poi aggiunto.

Servizio radiologico sospeso di notte, paziente trasferito da Manduria a Taranto: muore il giorno dopo

Un uomo di 69 anni è morto nelle prime ore del 2 settembre all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dopo essere stato trasferito d’urgenza dal presidio Giannuzzi di Manduria, dove era ricoverato per patologie legate all’insufficienza renale cronica.

Il paziente avrebbe dovuto sottoporsi a una Tac con mezzo di contrasto, ma nella struttura manduriana il servizio di radiologia notturna è stato recentemente sospeso. Per questo, nella notte tra l’1 e il 2 settembre, i medici hanno disposto il trasferimento a Taranto. Secondo quanto riportato, tra le valutazioni a distanza e l’organizzazione del trasporto sarebbero trascorse diverse ore. L’uomo è arrivato in condizioni compromesse ed è deceduto poco dopo.

Il direttore sanitario dell’Asl Taranto, Vincenzo Gigantelli, ha precisato che, a suo parere, non ci sarebbe un collegamento tra il trasferimento e il decesso, sottolineando però le difficoltà di organico nelle strutture di radiodiagnostica. A Manduria, in particolare, il direttore della radiologia sarebbe l’unica risorsa disponibile in organico.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato Cimo-Fesmed, che ha diffidato formalmente l’Asl chiedendo un confronto urgente sull’organizzazione delle emergenze. Per garantire i turni notturni, l’azienda ha fatto ricorso alla teleradiologia, con gli esami refertati a distanza da medici in servizio a Castellaneta e Martina Franca.

Sarà ora una perizia clinico-sanitaria a stabilire se esista un eventuale nesso tra i tempi del trasferimento e la morte del 69enne. La vicenda riaccende però il dibattito sulla sospensione della radiologia notturna a Manduria, decisione legata al piano di contenimento dei costi della sanità pugliese e già contestata da sindacati e amministrazione comunale.

Femminicidio in A1, Lorena era viva quando l’ex l’ha gettata dal viadotto. Momento di preghiera a Squinzano

Lorena Isceri, 45 anni, era ancora viva quando l’ex compagno Federico Vella la gettò dal viadotto dell’A1 a Barberino del Mugello. È quanto emerge dagli accertamenti medico-legali effettuati sulla salma della donna, uccisa il 4 settembre scorso.

Dall’esame esterno e dalla Tac è emerso che la morte è stata provocata dalla caduta e dall’impatto al suolo dopo il volo da decine di metri. L’autopsia dovrà ora chiarire ulteriormente la dinamica e stabilire se le lesioni riscontrate sul corpo siano state provocate dalla caduta o siano precedenti al momento in cui Lorena sarebbe stata rinchiusa nel bagagliaio dell’auto.

Sono in corso accertamenti anche sul corpo di Vella, che dopo aver aggredito e gettato dal cavalcavia la sua ex si è tolto la vita. Gli investigatori attendono inoltre gli esiti degli esami tossicologici per verificare l’eventuale assunzione di stupefacenti o psicofarmaci.

La Procura di Firenze ha disposto anche la copia forense dei tre telefoni sequestrati, per ricostruire attraverso chiamate e messaggi quanto accaduto nelle settimane precedenti al femminicidio.

Intanto, il padre di Lorena, Franco Isceri, ha lanciato un nuovo appello alle donne: «La prima cosa da fare è denunciare». L’uomo ha ricordato di aver più volte invitato la figlia a denunciare l’ex compagno e ha chiesto alle istituzioni una maggiore protezione per le donne vittime di violenza.

Ieri pomeriggio in tanti hanno partecipato ad un momento di ricordo e preghiera in via Lizza Glauca, a Casalabate, marina di Squinzano, davanti alla casa dove vivono i genitori di Lorena Isceri. A Casalabate Lorena aveva trascorso i suoi ultimi giorni di vacanza prima di rientrare a Firenze. Davanti la casa è stata posizionata una grande foto che ritrae il volto sorridente di Lorena, portata dagli amici. Ognuno ha indossato qualcosa di rosso o ha impugnato una candela o una rosa rossa.

All’iniziativa organizzata dagli amici della vittima, in collaborazione con l’amministrazione comunale e le parrocchie del territorio, hanno partecipato conoscenti, amici e familiari, oltre al sindaco Mario Pede con la fascia tricolore, il parroco di Squinzano don Alessandro Scevola. “Dobbiamo combattere tutti insieme questa battaglia – ha detto il sindaco Pede – perché solo se si agisce con un percorso socio culturale condiviso che miri all’educazione affettiva dell’amore sano, si può debellare questa piaga”.

Investito in bici da auto: muore il 78enne Giuseppe Petraroli. Fermato pirata della strada di 21 anni

Tragedia nella tarda serata di ieri, 7 settembre, sulla strada provinciale che collega Ostuni a Carovigno. Giuseppe Petraroli, 78 anni, originario di Ostuni, è morto dopo essere stato investito da un’auto all’altezza del vivaio Garden.

L’anziano si trovava in bici, è stato soccorso dal 118 e trasportato in codice rosso in ospedale, ma le sue condizioni sono apparse subito disperate. Nell’impatto avrebbe riportato anche l’amputazione di una gamba. È deceduto poco dopo il ricovero.

Secondo le prime ricostruzioni, il conducente dell’auto si sarebbe inizialmente allontanato dal luogo dell’incidente. I carabinieri della stazione di Carovigno, intervenuti insieme ai vigili del fuoco, hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica e individuare il responsabile.

Il conducente, un 21enne, è stato successivamente rintracciato: dopo l’incidente si sarebbe recato a casa di alcuni parenti a Francavilla Fontana e, in stato di choc, è stato poi accompagnato all’ospedale Camberlingo. Petraroli era un ex assistente tecnico di una scuola di Ostuni ed era in pensione da diversi anni.

Travolto e ucciso in bici sulla provinciale: arrestato il 22enne accusato della morte di Daniele Congedi

È stato arrestato e condotto in carcere il 22enne di Ugento indagato per la morte di Daniele Congedi, 28 anni, travolto nella mattina del 9 agosto mentre percorreva in bicicletta la strada provinciale Racale-Ugento. Il corpo del giovane fu ritrovato soltanto in tarda serata, a bordo strada, nascosto dietro un cespuglio.

Il gip di Lecce Valeria Fedeli ha accolto la richiesta del pm Luigi Mastroniani, disponendo la custodia cautelare in carcere. Secondo il giudice, il 22enne avrebbe mostrato una «propensione a condotte predatorie» e un atteggiamento di grave incuria rispetto alle conseguenze della propria condotta alla guida. Per il gip, inoltre, il giovane si sarebbe reso conto di aver investito il ciclista.

Il 22enne, che si era costituito il giorno successivo all’incidente, durante l’interrogatorio aveva invece sostenuto, tra le lacrime, di non essersi accorto della presenza di Congedi e di aver pensato di aver investito un animale.

I suoi difensori, gli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto, hanno annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame. Intanto, l’autopsia ha stabilito che Congedi non morì sul colpo e che, secondo gli accertamenti, un soccorso tempestivo avrebbe forse potuto salvargli la vita.

Tragedia a Veglie, schianto tra moto e auto: muore il 47enne Diego Metrangolo. Inutili i tentativi di rianimarlo

È morto a 47 anni Diego Metrangolo, originario di Carmiano, rimasto coinvolto nella tarda serata di venerdì in un incidente sulla circonvallazione di Veglie, all’altezza della stazione di servizio Apron. Secondo una prima ricostruzione, una Peugeot 3008, condotta da un 20enne di Leverano, sarebbe uscita dall’area di servizio effettuando un’inversione, proprio mentre sopraggiungeva la moto di Metrangolo.

Il motociclista avrebbe tentato una brusca frenata, senza riuscire a evitare l’impatto. Sbalzato dalla sella, è finito sull’asfalto riportando traumi fatali. I soccorritori, allertati poco dopo le 22.30, hanno tentato di rianimarlo, ma ogni intervento è risultato inutile.

Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri, che hanno eseguito i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Il conducente dell’auto, sotto shock, è stato sottoposto agli accertamenti previsti.

Metrangolo, che avrebbe compiuto 48 anni a ottobre, era appassionato di moto e molto impegnato nel sociale. A fine luglio aveva completato un corso per operatore socio-sanitario. Il sindaco di Carmiano Giovanni Erroi lo ha ricordato come «un ragazzo eccezionale», sempre pronto ad aiutare gli altri.

Travolto in bici da un furgone, Bari piange il maestro Enrico Vacca. Mesi fa i video denuncia con Quinto Potere

È Enrico Vacca, violinista dell’Orchestra della Fondazione Teatro Petruzzelli, il 40enne tragicamente deceduto questa mattina a Bari nell’incidente stradale avvenuto in corso Alcide De Gasperi, all’incrocio con via Alberotanza.  Vacca era in sella alla sua bicicletta quando è stato travolto da un furgone. Inutili i soccorsi: è deceduto a seguito delle gravi ferite riportate.

Enrico era una vecchia conoscenza di Quinto Potere. Aveva scelto la nostra testata per denunciare il degrado di via La Grava, la strada che collega Carbonara con via Fanelli, segnalando la presenza di rifiuti abbandonati e vere e proprie discariche a cielo aperto.

Con ironia e determinazione avevamo deciso insieme di raccontare una delle tante situazioni di degrado della città, cercando di richiamare l’attenzione sulle condizioni della strada. Provocando anche alcuni interventi. Un piccolo ma concreto impegno per Bari, la città che oggi piange la sua scomparsa.

“Stamattina, in un tragico incidente stradale ha perso la giovane vita Enrico Vacca, violinista della nostra Orchestra – la nota della Fondazione Teatro Petruzzelli -. Nessuna parola può dire il dolore della perdita di un collega così profondamente amato da tutti noi”. Alla famiglia e ai conoscenti le nostre più sentite condoglianze.

Gallipoli, muore a 49 anni dopo una peritonite emorragica: era in lista d’attesa per un intervento. Aperta indagine

Era in lista d’attesa da ottobre 2025 per un intervento alla colecisti, ma quell’operazione non è mai arrivata. Andrea Baldari, 49 anni, dipendente di un supermercato di Gallipoli, è morto la mattina del 18 agosto dopo essere stato colpito da una peritonite emorragica. Sulla vicenda è stata presentata una denuncia-querela dai familiari e la Procura ha aperto un fascicolo d’indagine.

Gli inquirenti, su delega del pubblico ministero, hanno già acquisito la documentazione clinica del paziente per ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità.

La storia di Baldari era iniziata mesi prima. L’11 ottobre 2025 l’uomo era stato ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Gallipoli a causa di forti dolori addominali. La degenza era durata circa 40 giorni, durante i quali gli accertamenti avevano evidenziato la presenza di calcoli alla colecisti. Per i medici sarebbe stato necessario un intervento chirurgico, ma l’operazione era stata programmata «a data da destinarsi», in attesa dell’inserimento del paziente nella lista per l’intervento.

Quel momento, però, non è mai arrivato.

Il 17 agosto scorso Baldari, dopo aver terminato il turno di lavoro come addetto alla sicurezza in un supermercato di Gallipoli, era salito in macchina per tornare a casa. Una volta arrivato nel parcheggio della propria abitazione avrebbe accusato un forte dolore alla gamba e al piede, contattando il figlio. Poco dopo avrebbe perso conoscenza.

I familiari hanno quindi chiamato il 118. Secondo quanto riportato nella denuncia, durante la telefonata l’operatore avrebbe chiesto informazioni sulle condizioni dell’uomo e, nonostante la perdita di conoscenza, avrebbe invitato i presenti a stimolarlo con dei «pizzicotti». I soccorsi sarebbero arrivati dopo ulteriori solleciti della famiglia, con due ambulanze.

Baldari è stato caricato su uno dei mezzi di soccorso. Durante il trasporto, secondo il racconto dei familiari contenuto nella denuncia, il medico avrebbe riferito che il 49enne era alle prese con una «grave crisi depressiva».

Arrivato all’ospedale di Casarano, l’uomo è stato ricoverato nel reparto di Neurologia. Gli accertamenti, però, avrebbero fatto emergere un quadro completamente diverso: una Tac avrebbe evidenziato una peritonite emorragica, con l’emoglobina precipitata a 5. Baldari è stato intubato, ma le sue condizioni erano ormai disperate.

La mattina successiva il suo cuore ha smesso di battere. Ora sarà l’indagine della Procura a dover chiarire la sequenza degli eventi: dal ricovero dell’ottobre scorso e dalla successiva attesa per l’intervento alla colecisti, fino alle ultime ore di vita, al ritardo nei soccorsi e alla prima valutazione effettuata durante il trasporto in ambulanza. I familiari, attraverso la denuncia presentata, chiedono che vengano accertate eventuali responsabilità e che sia fatta luce sulla morte di un uomo descritto come molto conosciuto e benvoluto a Gallipoli.

Faccine sorridenti per la morte del padre: le macabre condoglianze dello stalker a Maria

Torniamo ad occuparci della storia che ha origine nel centro commerciale Conforama di Fasano. Protagonista un uomo barese, di nome Salvatore, che stalkerizza diverse donne. Abbiamo incontrato Maria, Paola ed Elisa che hanno voluto raccontare la sua storia e lanciare un messaggio alle altre vittime.

Il caso è finito anche al centro di un servizio del programma La Vita in Diretta in onda su Rai 1. Vi abbiamo parlato anche della particolare e infernale domenica passata in “compagnia dello stalker” tra telefonate e scambi di messaggi. Abbiamo nuovamente incontrato Maria che ha svelato retroscena macabri e inquietanti di questa vicenda.