Tragedia a Bari, investito da auto al San Paolo: muore 83enne

Un uomo di 83 anni è morto dopo essere stato investito da un’auto questa mattina a Bari, in viale Europa, nei pressi degli uffici del Giudice di Pace, nel quartiere San Paolo.

L’incidente è avvenuto intorno alle 8 mentre l’anziano, dopo aver parcheggiato l’auto vicino all’abitazione del figlio, stava attraversando la strada per raggiungere la fermata dell’autobus diretta in centro.

Secondo il racconto di un testimone, il veicolo che lo ha travolto procedeva a velocità sostenuta con il semaforo verde. Alla guida dell’auto un giovane, rimasto sotto shock dopo l’impatto e fermatosi immediatamente.

Inutili i soccorsi del 118: l’83enne è deceduto in ospedale. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale per i rilievi, mentre il mezzo investitore è stato posto sotto sequestro.

Tragedia a Martina Franca, 80enne trovato carbonizzato in campagna: ipotesi malore

Tragedia nelle campagne di Martina Franca, dove il cadavere carbonizzato di un uomo di 80 anni è stato ritrovato dai vigili del fuoco. Secondo le prime ricostruzioni, l’anziano potrebbe essere stato colto da un malore mentre era impegnato a bruciare alcune sterpaglie.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri del comando di Martina Franca, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire con esattezza la dinamica dell’accaduto.

Muore a 17 anni in ospedale, i genitori: “Forse somministrato cloruro di potassio. Lo danno per la pena di morte”

La Procura di Bari continua a indagare sulla morte di Gianvito Pascullo, il 17enne deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile dopo un intervento alla tibia all’ospedale Ospedale San Paolo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche la possibile somministrazione di un farmaco errato, che avrebbe provocato un avvelenamento da cloruro di potassio e il successivo arresto cardiaco.

La famiglia del ragazzo chiede verità e giustizia. I genitori, Crescenza e Nicola Pascullo, sono intervenuti anche durante la trasmissione La vita in diretta, ripercorrendo le fasi della vicenda: dall’incidente in moto avvenuto a Pasquetta ai due interventi chirurgici che sembravano riusciti. Secondo i familiari, Gianvito stava bene e sarebbe dovuto essere dimesso dopo pochi giorni, prima del malore improvviso nella notte dell’operazione.

“In ortopedia il potassio non poteva stare è un farmaco che dà la morte. Abbiamo fatto delle ricerche, negli Stati Uniti è un farmaco che viene dato per la pena di morte”, le parole della mamma. “A nostro figlio è stata data la pena di morte”, ha dichiarato il papà.

Al momento sono sette gli indagati, tra medici e infermieri, con l’accusa di omicidio colposo. Decisivi per l’inchiesta saranno gli esiti degli esami tossicologici, mentre la famiglia continua ad attendere risposte sulla tragedia.

Precipita nel vano ascensore a Fasano: 4 persone rischiano il processo per la morte di Clelia Ditano

Quattro persone rischiano il processo per la morte di Clelia Ditano, la 25enne di Fasano deceduta nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio 2024 dopo essere precipitata nel vano ascensore del palazzo in cui viveva. La pm Livia Orlando ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo.

L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 10 settembre. Tra gli indagati figurano l’amministratore del condominio, il rappresentante legale della ditta incaricata della gestione e manutenzione dell’ascensore, il responsabile tecnico e un dipendente della stessa società.

Trovata impiccata a Lecce, dubbi sulla morte di Roberta Bertacchi: il gip rigetta l’archiviazione. Nuove indagini

Il gip di Lecce Francesco Valente ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura sulla morte di Roberta Bertacchi, la 26enne di Ruffano trovata impiccata con una sciarpa al balcone della sua abitazione in via Del Lavoro, a Casarano, il 6 gennaio 2024.

L’opposizione all’archiviazione era stata presentata dai legali della madre della vittima. Nell’inchiesta è indagato per istigazione al suicidio il fidanzato della giovane, Davide Falcone, 36enne di Casarano.

Una relazione sentimentale tormentata e conflittuale la loro, costellata da forti litigi, l’ultimo avvenuto proprio la notte della morte della giovane. Con il provvedimento, nel quale evidenzia una ‘dinamica oscura’, il gip ordina al pm di compiere ulteriori indagini i cui risultati dovranno essere depositati entro tre mesi.

Bari, schianto auto-moto in via Trisorio Liuzzi: morta 20enne. Assolto l’automobilista: “Colpa del centauro”

La Corte di Appello di Bari ha assolto «perché il fatto non costituisce reato» dal reato di omicidio stradale il 62enne che era alla guida dell’auto che la notte del 5 giugno 2022 si schiantò con una moto a bordo della quale viaggiavano due giovani.

Nell’incidente, avvenuto in via Trisorio Liuzzi a Bari, morì la 20enne Sabrina Sassanelli, passeggera della moto. In primo grado, con rito abbreviato, il 62enne, difeso dall’avvocato Attilio Triggiani, era stato condannato alla pena di un anno e due mesi di reclusione. Il conducente della moto aveva patteggiato la pena.

Nel processo d’appello, la Corte ha disposto una nuova perizia dalla quale è emerso che la responsabilità del sinistro e della morte della ragazza sarebbe esclusivamente addebitabile al motociclista, il quale aveva attraversato l’incrocio stradale a velocità pari a 90 km/h, mentre il limite era di 50 km/h; non si era fermato allo stop e guidava in stato di ebbrezza.

Al contrario, il conducente dell’auto, che aveva la precedenza, viaggiava nel rispetto dei limiti di velocità ma, quando la moto ha impegnato l’incrocio all’improvviso, non aveva spazio sufficiente per fermare il mezzo ed evitare l’impatto.

Termoli, giro in scooter fatale: muore Latifa Jdid. Disposta l’autopsia sulla 27enne cresciuta a Corato

La procura di Larino ha disposto l’autopsia su Latifa Jdid, 27enne nata da genitori marocchini e cresciuta a Corato, deceduta nella serata di domenica scorsa nello schianto di uno scooter contro il guardrail sulla ss 87, alla periferia di Termoli.

Gli inquirenti frentani hanno, inoltre, disposto una consulenza tecnica sulla dinamica dell’incidente. La polizia stradale, intanto, prosegue negli accertamenti per predisporre una relazione dettagliata dell’accaduto.

Morte Camilla Di Pumpo, la Cassazione conferma la condanna a 4 anni per l’omicidio stradale: l’ira della famiglia

La Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente la vicenda giudiziaria legata alla morte di Camilla Di Pumpo, la 25enne avvocatessa foggiana deceduta in un incidente stradale avvenuto il 26 gennaio 2022 a Foggia. I giudici hanno confermato la condanna a quattro anni di reclusione per Francesco Pio Cannone, accusato di omicidio colposo stradale e falso per induzione.

Secondo la ricostruzione processuale, Cannone viaggiava a bordo di un’Audi A4 a velocità elevata, circa 90 chilometri orari, quando si verificò il violento impatto con la Fiat Panda guidata dalla giovane, che riportò lesioni mortali.

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla famiglia Di Pumpo, che contestava la dinamica dell’incidente e il concorso di colpa attribuito a Camilla. Per i giudici, le motivazioni delle sentenze precedenti risultano coerenti sia sull’eccesso di velocità dell’Audi sia sul comportamento della vittima all’incrocio.

Oltre alla conferma della condanna, la Cassazione ha disposto per i familiari della giovane il pagamento delle spese processuali e di 3mila euro ciascuno alla Cassa delle ammende. Una decisione che ha provocato amarezza nella famiglia, con la madre di Camilla che sui social ha parlato di «un mondo freddo» e di una giustizia «irriconoscibile».

Tragedia nel Foggiano, viene schiacciato da un muletto sulla sp81: 34enne muore sul colpo

Tragedia sul lavoro nella tarda serata di ieri nelle campagne di Orta Nova, nel Foggiano, dove Raffaele Sacchitelli, 34 anni, ha perso la vita in un incidente avvenuto all’interno di un’azienda agricola.

Secondo le prime informazioni, la vittima sarebbe rimasta schiacciata da un muletto mentre si trovava nell’agro lungo la strada provinciale 81. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma per il 34enne non c’era ormai più nulla da fare: sarebbe morto sul colpo.

Presenti anche i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area. Sull’accaduto indagano i carabinieri, che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente.

Tragedia a Castel del Monte, schianto tra moto e furgone sulla sp231: muore il 30enne Michele Monterisi

Tragedia nel tardo pomeriggio di ieri alla periferia di Andria, dove un motociclista di 30 anni ha perso la vita in un violento incidente stradale. La vittima è Michele Monterisi, agricoltore andriese, deceduto dopo lo scontro tra la moto di grossa cilindrata che guidava e un furgone lungo la Strada Provinciale 231, in via Castel del Monte.

L’impatto è avvenuto poco dopo le 18.30 nei pressi di una curva. Sul posto sono intervenute due équipe del 118 provenienti da Andria e Barletta, ma i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Illeso, invece, il conducente del furgone, assistito comunque dai sanitari.

Secondo quanto ricostruito, il 30enne si era diretto verso Castel del Monte nel pomeriggio e poco prima della partenza aveva pubblicato sui social una foto della sua moto sportiva scattata in una stazione di servizio.

Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente. I rilievi sono stati affidati alla polizia locale, che dovrà accertare le cause dello schianto avvenuto in un tratto di strada normalmente non interessato da velocità elevate.