Tragedia a Lizzano, schianto tra auto e trattore sulla provinciale 125: muore agricoltore 46enne. Strada chiusa

Un uomo di 46 anni è morto nel violento impatto del suo trattore con un’auto sulla strada provinciale 125, nel territorio di Lizzano (Taranto).

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118 con un’ambulanza, ma all’arrivo dei soccorsi per l’uomo non c’era già più nulla da fare.

Presenti anche i carabinieri per i rilievi.
 Il tratto della provinciale 125 interessato dall’incidente è stato temporaneamente chiuso al traffico per consentire le operazioni di soccorso e i successivi accertamenti.

Bari, 17enne di Palo si schianta e muore dopo 9 giorni. Doveva essere operato per una frattura: aperta inchiesta

La Procura di Bari ha avviato un’indagine sulla morte di Gianvito Pascullo, 17enne originario di Palo del Colle, deceduto all’ospedale “San Paolo” del capoluogo pugliese. Il giovane era rimasto gravemente ferito in un incidente in moto avvenuto lo scorso 6 aprile.

Ricoverato nel reparto di Ortopedia per una frattura della tibia, il ragazzo era stato sottoposto a un intervento chirurgico programmato. Secondo i primi riscontri, il decesso sarebbe sopraggiunto in seguito a una complicanza post-operatoria, ora al centro degli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.

La Procura ha ordinato il sequestro della salma e della cartella clinica, affidando le indagini alla polizia. Il corpo è stato trasferito al Policlinico di Bari, dove nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia per chiarire le cause della morte.

Nel frattempo, la Asl Bari ha avviato un audit interno tramite il servizio di Rischio clinico aziendale. Coinvolti la direzione medica dell’ospedale, il Dipartimento di Ortopedia e le unità operative di Rianimazione e Ortopedia, con l’obiettivo di verificare eventuali criticità nella gestione del caso.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e dovrà fare piena luce su quanto accaduto.

Colpito dal palo muore nel cestello della gru, Taranto piange Domenico Di Ponzio: “Non si può morire così”

Taranto piange la morte di Domenico Di Ponzio, elettricista di 38 anni che ha perso la vita ieri nel quartiere Tamburi mentre svolgeva un intervento di manutenzione sull’illuminazione pubblica nei pressi del cimitero di San Brunone.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava su un cestello elevatore quando, a causa delle forti raffiche di vento che hanno colpito la zona, un palo dell’illuminazione avrebbe ceduto improvvisamente, colpendolo in pieno. L’impatto si è rivelato fatale.

Di Ponzio lavorava per la Tec Gen srl, azienda incaricata — tramite subappalto — dei lavori commissionati dal Comune. Viveva con i genitori nel quartiere Taranto 2. Non era sposato e non aveva figli. La sua scomparsa ha suscitato profonda commozione tra familiari e amici, che sui social hanno espresso dolore e rabbia, denunciando presunte carenze in materia di sicurezza sul lavoro.

La tragedia riporta alla memoria un altro drammatico episodio avvenuto nel 2012, quando l’operaio Francesco Zaccaria morì durante un violento tornado mentre si trovava su una gru nello stabilimento dell’ex Ilva.

La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità. Il pubblico ministero Raffaele Casto, insieme ai tecnici dello Spesal, ha effettuato i primi rilievi sul luogo dell’incidente. Al centro delle indagini vi sono le condizioni di sicurezza e l’eventuale incidenza del maltempo nella dinamica dei fatti. La salma dell’operaio è stata trasferita all’ospedale Santissima Annunziata, a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia.

Con questa morte si allunga la lista degli incidenti sul lavoro nel territorio ionico. Solo negli ultimi mesi si erano registrati altri due casi mortali: Claudio Salamida, deceduto a gennaio, e Loris Costantino, morto a marzo, entrambi nello stabilimento siderurgico ex Ilva.

Dura la reazione dei sindacati. “È l’ennesima tragedia nel sistema degli appalti — ha dichiarato Giovanni D’Arcangelo, segretario della Cgil di Taranto —. Non si può morire così in un Paese civile”. Sulla stessa linea anche la Cisl, che chiede chiarezza e maggiori garanzie per la sicurezza dei lavoratori.

Bisceglie sotto choc piange la 12enne Alicia, uccisa da un pino caduto: “Alberi mai potati si faccia giustizia”

La città di Bisceglie si è risvegliata ancora sotto choc per la morte della piccola Alicia Amoruso, la 12enne che ha perso la vita dopo essere stata travolta da un albero crollato tra via Cosmai e via Veneziano, nel primo pomeriggio di ieri.

Alicia era appena uscita da scuola e stava percorrendo la strada insieme a un’amica quando un pino, abbattuto dalle forti raffiche di vento, si è improvvisamente schiantato al suolo. I soccorritori, giunti rapidamente sul posto, hanno tentato di salvarla, ma la giovane è arrivata in ospedale già priva di vita. Avrebbe compiuto 13 anni il prossimo settembre.

Sui social, numerosi residenti denunciano da tempo lo stato di incuria della zona, segnalando alberi pericolanti, marciapiedi dissestati e una strada considerata da anni impraticabile. In molti parlano di una tragedia che “si poteva evitare”, ricordando episodi simili già avvenuti in passato e sottolineando l’elevata frequentazione dell’area da parte di studenti e famiglie. Nella stessa giornata di ieri un altro ramo si è staccato da un albero cadendo al suolo, a pochi passi dal luogo della tragedia, in via Fragata.

La Procura di Trani ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti per accertare eventuali responsabilità legate alla manutenzione e alla sicurezza dell’area. Disposta l’autopsia sul corpo della vittima. Il sindaco Angelantonio Angarano ha espresso il dolore della città: “Una tragedia indicibile che lascia tutti senza parole”.

Tragedia a Bisceglie, schiacciata da albero: muore la 12enne Alicia Amoruso. Aperta inchiesta e disposta autopsia

La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio colposo per accertare le eventuali responsabilità relative alla morte di Alicia Amoruso, la 12enne arrivata senza vita al pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie, nel nord Barese, dopo essere stata travolta da un albero sradicato dal forte vento. Al momento si indaga contro ignoti. La magistratura ha disposto l’autopsia.

La ragazzina, che avrebbe compiuto 13 anni il prossimo settembre, è stata soccorsa dal personale del 118 che ha raggiunto il luogo dell’incidente, tra via Cosmai e via Veneziano, dove ha trovato la vittima incastrata sotto l’albero e i suoi rami. La corsa in ospedale è stata inutile: la 12enne è arrivata nel reparto di emergenza-urgenza senza vita, perché erano troppo gravi i politraumi da schiacciamento riportati.

“Una tragedia indicibile, un dolore che lascia tutta la città senza parole. Sono sconvolto, distrutto. Penso ai suoi genitori, alla sua famiglia, ai suoi amici. È straziante”. Queste le parole del sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano. “Davanti a eventi come questo, tutto perde significato, niente sembra avere più senso. Silenzio e preghiera, solo silenzio e preghiera”, conclude il primo cittadino.

Morte del piccolo Domenico, chiesto l’incidente probatorio sui due cuori al Policlinico di Bari. Spunta nuovo caso

“Ho presentato un’istanza al gip con la quale ho chiesto che all’incidente probatorio del prossimo 28 aprile fissato al policlinico di Bari sia presente anche il cuore malato di Domenico espiantato prima del trapianto del cuore danneggiato”.

È quanto fa sapere l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, che stamattina in una intervista su Canale 9 aveva anticipato la sua intenzione di recarsi dal giudice per formalizzare la richiesta.
 “È un esame che va fatto – ha detto ancora Petruzzi – perché ci sono degli interrogativi a cui dare una risposta”.

In Tv Petruzzi ha anche fatto riferimento alla concreta possibilità di un rinnovamento dell’interrogatorio preventivo per il cardiochirurgo Guido Oppido e per la sua vice Emma Bergonzoni, dinanzi al Gip di Napoli, nell’ambito del procedimento che vede entrambi i medici accusati di falso per presunte modifiche alla cartella clinica del piccolo Domenico. Interrogatori che, se effettivamente si dovessero ripetere, secondo Petruzzi sarebbero “irrituali”. “Qualcosa deve essere successo durante gli interrogatori preventivi delle scorse settimane”, dice ancora all’avvocato della famiglia Caliendo, “poi eventualmente capiremo perché si devono rifare”.

Petruzzi anche parlato di un altro caso finito l’attenzione della fondazione che ricorda Domenico: “Si tratta di una bambina, deceduta al Monaldi 58 giorni prima dell’operazione di Domenico, nell’ottobre 2025. Stiamo studiando la cartella clinica – fa sapere il professionista – ma possiamo dire che questa bambina è deceduta per un atteggiamento attendista immotivato: nessuna nota clinica della struttura documenta la ragione di questa medicina attendista che avrà sicuramente causato una perdita di chance di sopravvivenza. C’era una diagnosi prenatale di una malformazione, si sapeva che bisognava intervenire subito, non si è intervenuti subito e quando l’hanno fatto era troppo tardi”.

Tragedia a Barletta, clochard muore dopo pestaggio a mani nude: “Jacopo viveva per aiutare gli altri”

Si chiamava Jacopo Musti, aveva 49 anni ed era originario di Imperia. Da circa sei mesi viveva per strada a Barletta, dove nella mattinata di domenica 12 aprile è morto all’ospedale Dimiccoli, dopo essere stato aggredito due notti prima da un altro senzatetto nel centro cittadino. Fatale un trauma cranico causato da uno o più pugni.

La vicenda si inserisce in un contesto di forte marginalità sociale, segnato anche dall’abuso di alcol, problema che accomunava sia la vittima sia il presunto aggressore. A raccontarlo è Cosimo Damiano Matteucci dell’Ambulatorio Popolare di Barletta, che conosceva Jacopo: “Era una bravissima persona, ma viveva da tempo con gravi difficoltà legate all’alcol”, le parole riportate da La Repubblica.

Nonostante la sua condizione, Musti era conosciuto per il suo impegno verso gli altri. Collaborava con i volontari, aiutava durante la distribuzione dei pasti e offriva supporto a migranti e persone in difficoltà. “Non riusciva a stare senza fare qualcosa per gli altri”, ricordano i volontari, tra cui Rosa Tuosto, che lo descrive come una presenza discreta ma attiva, spesso impegnata a pulire le strade o a dare una mano.

Volto familiare nei pressi della chiesa di San Benedetto, Jacopo era ricordato anche per piccoli gesti di generosità, come quando rinunciò a un paio di scarpe nuove per lasciarle a chi ne aveva più bisogno. Un episodio che, secondo chi lo conosceva, racconta più di molte parole la sua umanità.

Negli ultimi tempi stava cercando di cambiare vita. Dopo un passato difficile e un percorso terapeutico interrotto, aveva ripreso a frequentare il Sert e, poco prima dell’aggressione, aveva confidato il desiderio di uscire dalla strada.

La sua morte ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio sui social e tra le associazioni locali, che sottolineano come la tragedia sia il risultato di una condizione di abbandono. “Non basta dire che è successo – si legge in una nota –. Questa morte nasce dalla marginalità. Quando viene lasciata sola, uccide”.

Tragedia a Bisceglie, albero crolla per il forte vento e la colpisce in pieno: muore ragazzina di 12 anni

Una ragazzina di 12 anni è morta a Bisceglie, nel nord Barese, dopo essere stata colpita per strada da un albero caduto a causa del forte vento.

La vittima, Alicia Amoruso, è morta per politrauma da schiacciamento. Soccorsa dal personale del 118, è arrivata all’ospedale di Bisceglie già senza vita.

Quando i soccorritori sono arrivati sul luogo dell’incidente, in via Sergio Cosmai a Bisceglie, la 12enne era incastrata sotto l’albero. Il suo cuore ha smesso di battere durante il trasporto in ambulanza verso il pronto soccorso.

Si tratta del secondo decesso in poche ore. Questa mattina un operaio di 38 anni è morto dopo essere colpito da un palo della luce caduto a Taranto durante lavori di manutenzione a un impianto di illuminazione

Schianto a Torre Guaceto, muore carbonizzato il 40enne Paride Cazzato: indagato 29enne positivo all’alcol test

Nuovi sviluppi nelle indagini sull’incidente mortale avvenuto la sera di sabato 11 aprile sulla strada statale 379, nei pressi di Torre Guaceto, dove ha perso la vita il 40enne Paride Cazzato, originario di Tricase.

L’uomo viaggiava a bordo di una Fiat 127 che, per cause ancora in fase di accertamento, si è scontrata violentemente con una Bmw Serie 1 condotta da un 29enne di Brindisi.

A seguito dell’impatto, il veicolo del 40enne ha preso fuoco, intrappolando il conducente all’interno dell’abitacolo. Inutili i tentativi di soccorso: il giovane alla guida della Bmw, rimasto illeso ma sotto shock, ha cercato di estrarre la vittima senza riuscirci, venendo poi allontanato da altri automobilisti quando le fiamme hanno avvolto completamente l’auto.

Il corpo, reso irriconoscibile dal rogo, è stato recuperato dai Vigili del Fuoco. L’identificazione è avvenuta grazie agli accertamenti delle forze dell’ordine. Le indagini della Polizia Stradale di Brindisi, coordinate dalla Procura, sono in corso per chiarire l’esatta dinamica dello scontro. Dai primi rilievi emerge che entrambi i veicoli procedevano in direzione sud, verso Brindisi, al momento dell’impatto.

Il 29enne è stato sottoposto ad alcoltest, risultato positivo, e ad altri accertamenti di rito. Per lui è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio stradale Sul luogo dell’incidente sono intervenuti, oltre alla Polizia Stradale guidata dal vice questore Giampiero Angiolillo, anche il personale Anas, i Vigili del Fuoco e il pubblico ministero di turno. Gli accertamenti medico-legali sono stati affidati al dottor Domenico Urso.

Tragedia a Taranto, palo si stacca e lo colpisce in pieno: muore operaio 38enne

Un tragico incidente sul lavoro si è verificato nella mattinata di lunedì 13 aprile a Taranto, nei pressi del cimitero San Brunone. Un operaio di 38 anni, Domenico Di Ponzio, ha perso la vita mentre era impegnato in un intervento su un impianto di illuminazione.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato travolto da un palo crollato improvvisamente, per cause ancora in corso di accertamento. L’impatto si è rivelato fatale e, all’arrivo dei soccorsi, non è stato possibile fare altro che constatarne il decesso.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri, il personale dello Spesal e i sanitari del 118. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.