Incidente sul lavoro a Porto Cesareo, precipita da cinque metri: operaio 79enne muore dopo giorni di agonia

È morto dopo giorni di agonia Gaetano Ciccarese, operaio di 79 anni di Copertino, rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto lo scorso 19 agosto a Porto Cesareo.

L’uomo era impegnato a tinteggiare l’esterno di un’abitazione privata quando, per cause ancora da accertare, è precipitato da un’impalcatura alta circa cinque metri.

Soccorso e trasportato d’urgenza al Dea del “Vito Fazzi” di Lecce, era stato ricoverato in gravi condizioni. Nonostante le cure, il suo quadro clinico si è progressivamente aggravato fino al tragico epilogo.

Esplosione nel B&B di Mileto, la piccola Ema non ce l’ha fatta: è morta a 10 anni. La tragedia a Bari

È morta questa mattina al Centro grandi ustioni di Bari Ema, la bambina slovena di 10 anni rimasta gravemente ustionata nell’esplosione avvenuta il 25 agosto all’interno del B&B Villa Mary, a Mileto, nel Vibonese. La piccola era stata trasferita d’urgenza in Puglia, ma le sue condizioni erano apparse fin da subito disperate.

Ema è la terza vittima della tragedia. Nei giorni scorsi erano morti il padre, Izidor Yamnik, 46 anni, ricoverato a Palermo, e la madre, Petra Kobolt, 44 anni, deceduta ieri a Catania. Tutti e tre erano rimasti gravemente ustionati nella deflagrazione, che aveva provocato anche un incendio all’interno della struttura.

Dopo le prime cure all’ospedale di Vibo Valentia, i tre componenti della famiglia erano stati trasferiti in centri specializzati: il padre a Palermo, la madre a Catania e la bambina a Bari. Nonostante gli sforzi dei medici, Ema non è riuscita a sopravvivere.

Intanto la Procura di Vibo Valentia prosegue le indagini per ricostruire la dinamica dell’esplosione e accertarne le cause.

Travolto e ucciso in bici sulla provinciale: chiesto il carcere per il 22enne accusato della morte di Daniele Congedi

La Procura di Lecce ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Roberto Colitti, 22enne di Ugento accusato della morte di Daniele Congedi, il 28enne ciclista travolto e ucciso la sera del 9 agosto sulla provinciale 350 tra Racale e Ugento.

Nella giornata di oggi si è svolto l’interrogatorio preventivo davanti alla gip Valeria Fedele. Colitti, indagato per omicidio stradale aggravato dalla fuga, ha reso dichiarazioni spontanee in lacrime, chiedendo scusa alla famiglia della vittima e ribadendo di non essersi accorto di aver investito un ciclista.

Di tutt’altro tenore la posizione della Procura, secondo cui il giovane avrebbe avuto piena consapevolezza dell’investimento. Gli investigatori contestano infatti che, dopo l’incidente, Colitti sarebbe tornato più volte sul luogo del sinistro, avrebbe fatto rimuovere l’auto con un carro attrezzi e poi si sarebbe allontanato.

Il pm Luigi Mastroniani ritiene inoltre concreto il pericolo di reiterazione, richiamando il presunto uso abituale di sostanze stupefacenti e un precedente arresto per maltrattamenti. Gli inquirenti valutano anche le comunicazioni telefoniche avvenute subito dopo l’incidente e stanno effettuando ulteriori accertamenti tossicologici.

Per la Procura, la consegna della patente ai carabinieri non sarebbe una misura sufficiente a scongiurare nuovi comportamenti illeciti. Per questo è stata chiesta la misura cautelare in carcere.

La decisione della gip Valeria Fedele, chiamata a stabilire se applicare una misura e quale, è attesa nei prossimi giorni.

Omicidio Mangione, la moglie: “Non si può morire così. Ragazzini? Pusher agguerriti non li perdono”

Torniamo ad occuparci della morte di Nicola Mangione, 50enne di Gravina deceduto il 13 agosto dopo una caduta durante una lite con i due adolescenti, indagati per omicidio preterintenzionale.

Secondo le prime testimonianze raccolte dagli investigatori, Mangione avrebbe rimproverato i due giovani, che si trovavano nei pressi della sua abitazione e che avrebbero avuto con sé piccole quantità di droga. La famiglia Mangione è assistita dall’avvocato Angelo Dibenedetto.

L’uomo avrebbe chiesto loro di allontanarsi, prima di essere spinto e di cadere all’indietro, battendo la testa contro un gradino. Ci siamo recati nuovamente a Gravina, questa volta per intervistare la moglie della vittima.

Francavilla Fontana, schianto fatale in moto nel giorno del suo compleanno: muore il 19enne Davide Martellotti

Tragedia a Francavilla Fontana, dove un ragazzo di 19 anni, Davide Martellotti, ha perso la vita proprio nel giorno del suo compleanno. L’incidente è avvenuto attorno a mezzogiorno in contrada Buontempo.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane avrebbe perso il controllo della sua moto da cross, finendo rovinosamente sull’asfalto. Il 19enne sarebbe stato sbalzato a diversi metri di distanza. Al momento non risultano coinvolti altri mezzi, ma gli accertamenti dovranno chiarire con precisione la dinamica e verificare l’eventuale presenza di altri veicoli.

I soccorritori del 118, intervenuti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane. Il corpo è stato trovato al centro della carreggiata, mentre la moto è stata rinvenuta nelle campagne circostanti.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana, impegnati nelle indagini. La salma è stata trasferita nella ex chiesetta dei Sette Dolori, in attesa del nulla osta della Procura per la celebrazione dei funerali.

Castellana, 67enne muore in ospedale dopo tre operazioni: indagati 11 tra medici e infermieri del De Bellis

Un 67enne di Barletta è morto all’alba del 22 agosto all’Irccs “De Bellis” di Castellana Grotte, dopo essere stato sottoposto a tre interventi chirurgici in meno di due mesi. Sul caso la Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati 11 tra medici e infermieri per omicidio colposo in ambito medico.

La vicenda era iniziata ad aprile, quando una Tac aveva evidenziato un tumore all’intestino. Il paziente era stato operato il 25 giugno, ma un successivo esame istologico aveva rilevato un’infiltrazione, rendendo necessario un secondo intervento il 7 agosto. Pochi giorni dopo, tra l’11 e il 12 agosto, l’uomo aveva accusato forti dolori e malesseri. Gli esami avevano evidenziato valori alterati e durante una terza operazione era stata riscontrata una sepsi.

Trasferito in terapia intensiva, il 67enne aveva mostrato inizialmente segnali di miglioramento, tornando poi nel reparto di Chirurgia. Le sue condizioni sembravano stabili, ma nella notte tra il 20 e il 21 agosto sono comparsi nuovamente dolori e malesseri, fino al decesso.

Dopo la denuncia presentata dai familiari, la Procura ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita il primo settembre all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. L’esame dovrà chiarire le cause della morte e verificare eventuali responsabilità.

Inizialmente erano stati indagati i cinque medici che avevano eseguito gli interventi. Successivamente l’inchiesta è stata estesa anche al medico e agli infermieri presenti durante il turno dell’11-12 agosto, per ricostruire nel dettaglio le cure e gli interventi prestati al paziente.

Tra gli indagati figura anche il primario di Chirurgia generale Leonardo Vincenti. L’iscrizione nel registro degli indagati, precisano gli inquirenti, è un atto dovuto per consentire a tutti i sanitari coinvolti di partecipare agli accertamenti e tutelare i propri diritti.

Tragedia a Bari, donna trovata morta in casa: non si avevano notizie da 24 ore

Tragedia a Bari, in via Dante, dove una donna è stata trovata priva di vita all’interno della propria abitazione. A far scattare l’allarme sarebbero state le mancate notizie della donna, della quale non si avevano più informazioni dalla giornata di ieri.

La situazione ha quindi richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e dei sanitari del 118, che hanno raggiunto l’abitazione. Una volta entrati nell’appartamento, i soccorritori hanno fatto la drammatica scoperta: la donna era già morta.

Restano da chiarire le cause del decesso e le circostanze che hanno portato alla tragedia. Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non emergono ulteriori dettagli sull’identità della vittima.

 

Tragedia a Taranto, investito sulle strisce pedonali: 65enne muore in ospedale. Alla guida dell’auto un 93enne

Tragico incidente stradale questa mattina a Taranto, all’incrocio tra via Milo e via Magnaghi. Un uomo di 65 anni è stato investito mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali da una Hyundai.

Alla guida dell’auto, secondo le prime informazioni, c’era un uomo di 93 anni, che non avrebbe visto il pedone. Immediato l’intervento del 118 e della Polizia Locale.

Il 65enne è stato trasportato in codice rosso all’ospedale SS. Annunziata, dove è deceduto poco dopo. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Si sente male e va in ospedale, don Alessandro Luperto muore a 51 anni: familiari chiedono chiarezza. S’indaga

La morte improvvisa di don Alessandro Luperto, 51 anni, ha gettato nel dolore le comunità di San Pancrazio Salentino e Veglie. Il sacerdote, già parroco a Leverano e attualmente in servizio nella Chiesa Madre di San Pancrazio, è deceduto martedì sera all’ospedale San Giuseppe di Copertino, dove era arrivato dopo un malore. Nei giorni precedenti aveva accusato anche problemi respiratori.

Sulla vicenda è stata aperta un’indagine penale dopo la richiesta dei familiari di fare chiarezza sulle cause del decesso. La pm della Procura di Lecce, Erika Masetti, ha disposto il trasferimento della salma al Vito Fazzi e nei prossimi giorni dovrebbe essere conferito l’incarico per l’autopsia.

La scomparsa di don Luperto ha suscitato profondo cordoglio. Originario di Veglie, aveva celebrato lo scorso 31 maggio i 24 anni di sacerdozio e a giugno era stato nominato assistente unitario regionale dell’Azione cattolica Puglia.

Il sindaco di San Pancrazio, Edmondo Moscatelli, lo ha ricordato come «un uomo speciale» e una guida spirituale. Cordoglio anche dalla sindaca di Veglie, Mariarosaria De Bartolomeo, e dalla comunità parrocchiale, che ha espresso incredulità e dolore per la perdita del sacerdote.

Macabra scoperta a Vieste, cadavere di un 50enne trovato in mare: recuperato al largo di Punta Lunga

Il corpo senza vita di un uomo di circa 50 anni è stato trovato ieri in mare al largo della spiaggia di Punta Lunga, a Vieste, nel Gargano. Il cadavere si trovava a circa due metri di profondità, nei pressi di una boa, ed è stato individuato da un bagnino durante un giro di perlustrazione.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Capitaneria di porto di Vieste, che hanno avviato gli accertamenti per identificare la vittima e chiarire le cause del decesso. Dalle prime indicazioni sarebbe esclusa la morte violenta. L’uomo, infatti, era in costume da bagno.

Gli investigatori stanno inoltre cercando di stabilire se il corpo sia stato trascinato dalle correnti fino al punto del ritrovamento o se la morte sia avvenuta direttamente nelle acque del Gargano.