Buen Camino, il film record di Checco Zalone avrà un remake spagnolo: trattative anche con Francia e Germania

La casa di produzione spagnola Af Films ha acquisito i diritti per il remake spagnolo di “Buen Camino”, la commedia di Gennaro Nunziante con Checco Zalone mattatore, che “è diventata il film con il maggior incasso di sempre in Italia”, scrive Variety, con oltre 76,5 milioni di euro.

L’accordo per l’adattamento di Buen Camino tra Af Films e la società di vendite italiana Piperplay “è il primo passo per un remake annunciato sulla commedia” Piperplay “è inoltre in trattative avanzate per vendere i diritti di remake di Buen Camino a Francia e Germania”.

Il film, prodotto dalla Indiana Production, società del gruppo Vuelta, è uscito nelle sale italiane il 25 dicembre distribuito da Medusa e “ha dominato il mercato italiano, rimanendo in vetta al botteghino per le successive cinque settimane e attirando oltre 9 milioni di spettatori” ricorda la testata. “Ci troviamo esattamente nella stessa situazione di 10 anni fa con ‘Quo Vado’. Il mondo fuori dall’Italia è sbalordito dal nostro successo al botteghino e si chiede: ‘Come hanno fatto questi ragazzi?'”, ha detto a gennaio il regista di Buen Camino, Gennaro Nunziante, in un’intervista a Variety. “Ma questa volta abbiamo fatto un ulteriore passo avanti, e non solo in termini di incassi. Questo film ha un appeal internazionale molto maggiore rispetto a ‘Quo Vado'”.

Buen Camino “ha dimostrato che una storia su un padre, una figlia e una strada può diventare un fenomeno al botteghino senza un franchise alle spalle. È proprio per questo che ha successo all’estero – sottolinea Daniel Campos Pavoncelli, socio di Indiana parlando dell’accordo con Af Films -. Siamo molto onorati che quest’idea di Gennaro Nunziante e Luca Medici (alias Checco Zalone) stia riscuotendo un così ampio successo”.

Il remake “in lingua spagnola è il passo successivo logico: il Cammino di Santiago è territorio spagnolo, cultura spagnola e un pubblico potenziale che già conosce il territorio. Siamo molto orgogliosi che Af Films faccia questo remake”, ha continuato.

Ad Af Films “ci sentiamo profondamente legati a ‘Buen Camino’ perché è una storia che, attraverso l’umorismo, parla di qualcosa di essenziale: le relazioni umane e le seconde possibilità” commenta il capo della società spagnola, Frank Aziza -. Siamo attratti da progetti come questo, che hanno la capacità di far ridere e commuovere il pubblico allo stesso tempo, invitandolo a riconoscersi nei personaggi”.

Bif&st, la 17esima edizione dal 21 al 28 marzo: tra gli ospiti Checco Zalone, Nunziante e il premio oscar Tornatore

La 17ª edizione del Bif&st – Bari International Film Festival, in programma dal 21 al 28 marzo al Teatro Petruzzelli di Bari, ha come parole chiave Mediterraneo ed Europa, rappresentate dall’icona scelta per il festival: Claudia Cardinale, simbolo del ponte culturale tra queste due realtà.

Il festival ospiterà numerosi protagonisti del cinema e della cultura negli “Incontri di cinema”, tra cui Kasia Smutniak, Alessandro Baricco, Elena Sofia Ricci, Giuseppe Tornatore, Paolo Virzì, Lino Banfi, Checco Zalone, Gennaro Nunziante e Abdellatif Kechiche.

Tornatore sarà celebrato con una retrospettiva e la proiezione di “Nuovo Cinema Paradiso” accompagnata dal vivo dalla musica di Ennio Morricone. Le serate “Rosso di Sera” presenteranno anteprime italiane e internazionali, tra cui film di Francesco Lagi, Lucia Calamaro e Pupi Avati, oltre al nuovo lavoro di Bradley Cooper.

Il festival include anche diverse sezioni competitive, come Meridiana e il concorso italiano, con film che spaziano tra realismo narrativo e sperimentazione. Le proiezioni saranno spesso accompagnate da registi e attori per incontri con il pubblico. La giuria internazionale della sezione Meridiana sarà presieduta da Roberto Andò.

ANTONIO DECARO, Presidente Regione Puglia

Il Bif&st è stata una scommessa che la Regione puglia ha fatto con sé stessa e con la sua comunità. Oggi dopo 17 anni, a fronte dei risultati che di anno in anno si sono susseguiti possiamo dire che è una scommessa che i pugliesi hanno vinto. E nonostante questo, ogni anno proviamo a fare un passo in avanti, ingaggiando sempre nuove sfide: dai linguaggi, alle produzioni, agli ospiti, ai temi affrontati. Perché per la regione Puglia il Bif&st non è mai stato soltanto un festival del cinema, ma una leva strategica di sviluppo culturale che coinvolge innanzitutto la comunità pugliese, che ha dimostrato nel tempo di essere reattiva e propositiva sfidando l’organizzazione a fare e a dare sempre di più. Il cinema è tra le arti quella che più si plasma e si nutre della realtà che ci circonda e per questo un festival del cinema non può non cimentarsi nel racconto dei tempi che viviamo. Il contesto geopolitico mondiale ci impone di riflettere su nuovi scenari, purtroppo drammatici, a cui assistiamo, cercando sempre di non dimenticare che la Puglia e Bari oggi più che mai sono al centro di un universo, quello euro – mediterraneo, che ci presenta nuovi mondi da interpretare e da raccontare. Lo faremo anche quest’anno, grazie agli ospiti che si avvicenderanno nelle giornate del Festival, ai film in concorso e in rassegna, e grazie al pubblico: alla comunità di spettatori che durante queste giornate diventa parte attiva dello stesso Festival, attraverso un confronto costante e una partecipazione che rende questo festival un evento vivo, dinamico, in evoluzione, capace di aprirsi al mondo senza trascurare di promuovere le nostre eccellenze e la nostra identità.

VITO LECCESE, Sindaco di Bari

È con profondo orgoglio e rinnovato entusiasmo che diamo il benvenuto alla 17ª edizione del Bif&st – Bari International Film&Tv Festival, un appuntamento imprescindibile nel panorama culturale italiano e internazionale. Sin dalla sua nascita, il festival si è distinto come un palcoscenico di eccellenza, un crocevia di visioni, storie e linguaggi che abbracciano il vasto universo del cinema, contribuendo a restituire a Bari il suo ruolo di capitale culturale del Sud Italia e punto di incontro e confronto.
Bari si afferma sempre più come un set naturale dove la storia, la cultura e l’arte si intrecciano in sempre più numerose produzioni televisive e cinematografiche, confermandosi come un laboratorio creativo in continua crescita.

Anche e soprattutto grazie a questo straordinario festival che continua a sorprendere e a ispirare, rafforzando il legame tra Bari e il mondo del cinema.

ANNA MARIA TOSTO, Presidente Apulia Film Commission

Se quella dello scorso anno è stata l’edizione del Bif&st che muovendo dal passato e raccogliendone la storia doveva proporre un festival sempre più identitario, l’edizione 2026 porta a compimento il percorso e consegna un evento di cinema, e non solo, che restituisce il senso della grande comunità che è il Meridione.

Rinnovata e consolidata la struttura organizzativa di una manifestazione complessa quale è quella di un festival di portata nazionale ed internazionale, la direzione artistica di Oscar Iarussi propone un Bif&st 2026 che riflette sui tempi, quelli trascorsi e quelli presenti, per guardare anche al futuro del cinema. Costruisce un festival che esplora culture diverse, che ricerca il filo che le connette tra loro e che offre al pubblico il cinema come linguaggio universale mediante quale recuperare la molteplicità dello sguardo e, al tempo stesso, le radici comuni.

Il sostegno finanziario della Regione Puglia, l’impegno dell’Apulia Film Commission, la sinergia con il Comune di Bari e con gli sponsor, privati e pubblici, rendono possibile il rinnovarsi di un appuntamento prestigioso che anche quest’anno farà della cultura e del cinema volano di crescita e occasione di speranza.

OSCAR IARUSSI, direttore artistico Bif&st

Torna il Bif&st con il suo clima festoso e può essere una sorta di tregua – otto giorni di visioni e di incontri a Bari – in un contesto globale altrimenti plumbeo. Siamo raggiunti costantemente dall’eco di guerre nel Medio Oriente, in Ucraina e altrove, tragiche crisi alle quali si aggiungono il declino della terzietà dell’ONU e l’usura dei diritti in favore della legge del più forte. “Pace” è una parola fuori moda. Dopo il crollo del Muro di Berlino nel 1989 qualcuno decretò frettolosamente «la fine della Storia» in virtù della vittoria del campo occidentale su quello sovietico, ma non è andata esattamente così e, dopo il fuoco dell’11 settembre 2001 e l’acme del fondamentalismo islamista, le superpotenze USA, Cina e Russia hanno rimodulato una geometria variabile che converge nel marginalizzare l’Europa e il Mediterraneo. Nondimeno il mare che separa e tuttavia unisce il Vecchio Continente con il Nord Africa e l’Asia occidentale potrebbe essere un’area geopolitica feconda di futuro, se solo volessimo “vederla”. Un’area molto ampia – dal Portogallo ai Balcani, dall’Egeo al Marocco, dal Nilo al Danubio – che in condizioni di pace e di democrazia più diffusa svolgerebbe un ruolo cruciale di equilibrio e di mediazione. È un’utopia? Forse, ma non è da escludersi che proprio il concretarsi di tale utopia sia il timore di chi mortifica l’Unione europea e ne alimenta le divisioni.

A trent’anni da Il pensiero meridiano di Franco Cassano (Laterza 1996), il filosofo cui abbiamo intitolato il premio per il miglior film internazionale del Bif&st, può essere prezioso rileggerne le pagine sul bisogno di comunità e la tutela dei beni comuni. Sono valori che di recente l’italianista Giuseppe Lupo ha ascritto a un alveo da lui denominato Medioccidente (Marsilio 2026): «Un Oriente non finito, un Occidente non cominciato, al bivio tra più culture» e tra le cui città-simbolo troviamo Bari, culla dell’ecumenismo di San Nicola. Ora, il cinema e il Bif&st che c’entrano? Testimoniano intanto che le relazioni artistiche e le connessioni produttive sono vivide, che c’è un orizzonte culturale comune per la sponda meridionale e quella settentrionale del Mediterraneo attraversato ogni anno da decine di migliaia di migranti in cerca di un futuro migliore, a costo di perdere la vita. Dopo l’esordio del 2025 con il viatico dello scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun, stavolta i film del concorso “Meridiana” saranno valutati da una giuria presieduta dal palermitano Roberto Andò, regista raffinato e popolare, custode di una tradizione che va da Pirandello a Tomasi di Lampedusa, da Rosi a Sciascia, al fotografo Ferdinando Scianna. Partecipe della medesima memoria è Giuseppe Tornatore, a sua volta siciliano di Bagheria, premio Oscar per Nuovo Cinema Paradiso e autore di successi internazionali, la cui avvolgente vena narrativa serba una sottile malinconia mai disgiunta dall’ironia. A Tornatore dedichiamo una retrospettiva completa delle opere e il film-concerto Nuovo Cinema Paradiso con le musiche di Ennio Morricone, una formula che ha conquistato il pubblico l’anno scorso e che si ripete grazie al sodalizio tra il Festival e l’Orchestra e il Coro della Fondazione Petruzzelli. Una seconda retrospettiva del Bif&st ripercorre la filmografia del regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche, Palma d’Oro a Cannes per La vita di Adele, il cui sguardo sull’immigrazione e l’erotismo come pulsione vitale statuiscono un corpus propriamente mediterraneo, fino a Mektoub, My Love – Canto due (2025), ultimo capitolo – a Bari in anteprima – di un trittico ambientato nel Sud della Francia.

Sarà al Bif&st anche il premio Oscar alla carriera Wes Studi, unico attore nativo americano insignito dalla Academy con l’Honorary Award nel 2019 insieme a Lina Wertmüller e a David Lynch. Con il suo carisma ha segnato film quali Balla coi Lupi, L’ultimo dei Mohicani, Geronimo, Heat – La sfida, Avatar e il magnifico Hostiles – Ostili di Scott Cooper che presentiamo al Petruzzelli nella stessa giornata di un’inedita performance di poesie e melodie degli Indiani d’America, quando Studi sarà sul palco in duo con il grande pianista Emanuele Arciuli. Il Bif&st 2026 inaugura una collaborazione con il Conservatorio “Piccinni” di Bari il cui primo atto è uno stage sulla colonna sonora condotto da Roberto Pischiutta in arte Pivio, prestigioso compositore di musica applicata. D’altronde la musica fa un po’ da filo conduttore di questa XVII edizione fin dal weekend iniziale: il live del giovanissimo musicista Mattia Vlad Morleo in coppia con l’attrice francese Eva Danino, l’incontro di Alessandro Baricco che prenderà le mosse da Amadeus di Miloš Forman, e il documentario Tutta vita di Valentina Cenni e Stefano Bollani…

Un altro sodalizio di rilievo si deve alla sensibilità della Fondazione Puglia che accoglie nel restaurato Palazzo Starita e coproduce la mostra fotografica e sonora intitolata Sembra ch’è passato un giorno – Voci, storie, immagini dal romanzo del cinema italiano, a cura del critico e scrittore Silvio Danese. Ulteriore novità sono le Notti Horror coordinate dal regista Roberto De Feo, che includono alcuni imperdibili titoli di Mario e Lamberto Bava e l’anteprima dell’atteso Ti uccideranno – They Will Kill You di Kirill Sokolov. Di quest’ultimo film siamo grati a Warner Bros. Discovery, come a The Walt Disney Company Italia e Searchlight Pictures per Is This Thing On? – È l’ultima battuta? diretto da Bradley Cooper. A proposito di classici, il Bif&st partecipa alle celebrazioni del centenario della nascita di Dario Fo (24 marzo 1926), attore e drammaturgo tra più rappresentati nel mondo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997: proponiamo Lo svitato del 1956 con la regia di Carlo Lizzani, in cui Fo figura nel cast, introdotto dal figlio Jacopo Fo, il quale sarà domenica sera al Kursaal Santalucia e lunedì mattina nell’Aula magna dell’Ateneo. Fra le molte altre citazioni possibili ecco il restauro de La stazione di Sergio Rubini, prodotto nel 1990 dalla neonata Fandango di Domenico Procacci, che dette il via a una rinascita del cinema italiano. Da segnalare il coinvolgimento tra le sale del Festival de “Il Piccolo” di Bari Santo Spirito, un impulso di decentramento cui teniamo.

Nella stagione segnata dallo storico record di pubblico per Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, entrambi presenti al Bif&st, tastiamo il polso alla produzione indipendente di finzione e di documentari nel concorso “Per il Cinema Italiano”, la cui giuria è presieduta da un’importante attrice quale Stefania Rocca, prossima all’esordio nella regia con L’ora di tutti dal romanzo di Maria Corti. Il programma nella sua articolazione di oltre centoventi film e appuntamenti, le anteprime di “Rosso di sera” introdotte nei due sabati dall’attrice Irene Maiorino, i Premi Bif&st Arte del Cinema, le varie sezioni, e, insomma, il festival tutto nasce sotto il segno di Claudia Cardinale, scomparsa nel settembre scorso. È un’icona degli splendori del cinema italiano, una donna «indomabile», secondo la definizione della figlia Claudia Squitieri, ma anche un’incarnazione euromediterranea per eccellenza. Nata a La Goletta, borgo multietnico alle porte di Tunisi, da una famiglia siciliana emigrata nel Nord Africa, Claudia Cardinale approdò in Italia da giovanissima e ha conquistato onori e fama con il suo lavoro, stabilendosi poi in Francia. Il suo sorriso «meridionale e monellesco» (Moravia dixit) ha nutrito la nostra passione per il cinema e contagerà, ne siamo certi, i giovani che affollano il Bif&st e che la vedranno forse per la prima volta sul grande schermo in La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini (1961).

Il Bif&st è il festival della Regione Puglia presieduta da Antonio Decaro con il sostegno del Ministero della Cultura e della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, in collaborazione con il Comune di Bari e con le rinnovate relazioni istituzionali, i partenariati e gli sponsor: a ciascuno di loro va un ringraziamento essenziale. È organizzato dalla Fondazione Apulia Film Commission, le cui competenze e premure costituiscono un apporto di cui sono riconoscente, per tutti, alla presidente Anna Maria Tosto, al direttore generale Antonio Parente e alla responsabile del progetto Cristina Piscitelli. Un grazie ultimo, ma non ultimo, al team artistico e organizzativo del Festival che si è speso oltremisura.

Se «il cinema è la morte al lavoro» (Jean Cocteau), ogni film – e festival – è un’occasione per evocare assenze/presenze che riaffiorano alla ribalta. Qui vogliamo ricordare Giorgio Gosetti, giornalista, critico cinematografico e ideatore di numerosi festival, un amico generoso e ironico, nonché l’attore e regista Nicola Valenzano, l’operatore di ripresa e montatore Francesco Saccente, il drammaturgo e interprete Rino Bizzarro. Nel 2026 ricorrono i quindici anni dalla scomparsa in un incidente stradale del giovanissimo attore barese Damiano Russo: il Bif&st gli intitola il premio del pubblico riservato al miglior cortometraggio del concorso “Sarò breve”.

Zalone supera Zalone, Buen Camino entra nella storia del cinema italiano: è il film più visto di sempre

Buen Camino entra ufficialmente nella storia del cinema italiano: è il film più visto dell’era Cinetel con 9.369.241 presenze. La commedia interpretata da Checco Zalone e diretta da Gennaro Nunziante batte il record precedentemente detenuto da Quo Vado? (9.368.154), realizzato dalla stessa coppia artistica.

Un successo che si riflette anche al box office: prodotto da Indiana Production con Medusa Film, in collaborazione con MZL, e distribuito da Medusa Film, Buen Camino conquista anche il primato assoluto degli incassi con € 75.125.156.

Un risultato che si inserisce nel percorso di Zalone e Nunziante, già autori dei maggiori successi del cinema italiano. Oltre ai numeri record, Buen Camino si è affermato come un vero e proprio fenomeno culturale. Il film ha saputo intercettare il sentire contemporaneo, affrontando temi di grande attualità con ironia, intelligenza e sensibilità, stimolando il dibattito pubblico e generando un ampio coinvolgimento mediatico e sociale.

“I risultati ottenuti da Buen Camino a partire dal 25 dicembre delineano un successo senza precedenti nel panorama del cinema italiano. Il film – dice Giampaolo Letta (AD e Vicepresidente Medusa Film) – ha dominato il periodo delle festività con una quota di mercato del 70%, mantenendo il primato del box office anche dopo cinque settimane di programmazione. Un fenomeno mai verificatosi prima d’ora, che testimonia il forte legame tra Checco Zalone e il pubblico e conferma l’efficacia della collaborazione artistica con Gennaro Nunziante. Desidero ringraziare personalmente entrambi per aver realizzato un film capace di coniugare comicità ed emozione, e sottolineo l’importante collaborazione proficua e professionale con Indiana Production e MZL. Per Mediaset che con Medusa è partner di Zalone sin dal suo primo film, questo risultato riveste un valore strategico che va oltre i record d’incasso: ribadisce la forza industriale del cinema italiano e attesta la centralità della sala cinematografica come pilastro dell’industria e come luogo insostituibile di fruizione culturale”.

Per Marco Cohen e Benedetto Habib (produttori di Indiana Production), “Buen Camino è l’espressione più autentica di ciò che il cinema dovrebbe essere: un viaggio condiviso, capace di creare lavoro per centinaia di professionisti tra maestranze, produzione e post-produzione, e di donare felicità a 9.5 milioni di spettatori. Persone che hanno scelto di uscire di casa, di vivere insieme l’esperienza della sala, rendendo queste festività un momento speciale per tutto il comparto cinematografico. In questo cammino siamo stati guidati da due capitani d’eccezione, Luca Medici e Gennaro Nunziante, che hanno saputo condurre la rotta con visione, passione e coraggio. Buen Camino è un traguardo importante, ma vuole essere soprattutto l’inizio di una nuova partenza, un segnale forte di fiducia nel Cinema e nel suo futuro”.

Buen Camino ha costruito i suoi primati giorno dopo giorno, fin dal debutto nei cinema, con un impatto unico sul mercato cinematografico nazionale: • Esordio record a Natale Giovedì 25 dicembre il film incassa 5.671.922 euro realizzando il miglior risultato di sempre in Italia per un film nel giorno di Natale e superando il precedente primato di Natale a New York (2006).

• Quota di mercato senza precedenti Con una quota del 78,8%, traina l’intero mercato cinematografico italiano sopra i 7 milioni di euro complessivi nella giornata di Natale, un livello che non si raggiungeva dal 2011.
• Santo Stefano da record Il 26 dicembre il film sfiora gli 8 milioni di euro portando il totale dei primi due giorni di programmazione a quasi 14 milioni e segnando uno dei migliori risultati di sempre per il giorno di Santo Stefano, davanti anche a titoli internazionali come Avatar – Fuoco e Cenere.
• Miglior apertura natalizia di sempre Nel primo weekend di programmazione, “Buen Camino” totalizza quasi 27 milioni di euro in quattro giorni, stabilendo la miglior apertura natalizia mai registrata in Italia.
• Capodanno da protagonista assoluto Il 1° gennaio il film incassa oltre 5 milioni di euro, portando il totale a più di 41 milioni e superando i 5 milioni di spettatori. Si tratta del terzo migliore incasso di sempre per un film nel primo giorno dell’anno, preceduto solo da Tolo Tolo e Quo Vado?, entrambi con Checco Zalone.
• Sorpassi storici Nella seconda settimana di programmazione, il film supera i 53 milioni di euro e sorpassa i precedenti successi di Zalone (Sole a Catinelle e Tolo Tolo) diventando il terzo film con il maggiore incasso di sempre nella storia del cinema italiano, dopo Avatar e Quo Vado?.
• In meno di 20 giorni di programmazione supera i 65 milioni di euro complessivi e diventa il film italiano con il maggiore incasso di sempre al box office italiano battendo il record di “Quo Vado?”.
• In soli 24 giorni di programmazione batte il record detenuto da “Avatar” e diventa il film con il maggiore incasso di sempre al box office italiano.
• Con 9.369.241 presenze supera il record di “Quo Vado?” (9.368.154) e diventa il film più visto dell’era Cinetel totalizzando oltre 75 milioni di euro.

Buen Camino re d’incassi, la profezia nella targa CZ710OQR della Ferrari di Checco Zalone: “Un gioco riuscito”

CZ710OQR. Questa è la targa della celebre Ferrari rossa guidata da Checco Zalone in Buen Camino, il film che ha stracciato ogni record dopo la sua uscita tanto da diventare quello con il maggior incasso nella storia del cinema italiano.

Dietro la targa però si nasconde un messaggio davvero particolare. CZ sta per Checco Zalone, 710 fa riferimento alla cifra dei 71 milioni di incasso e OTR sta per “Otterremo Questo Risultato”.

Detto fatto, a confermare questo retroscena sono stati direttamente Gennaro Nunziante e Luca Medici ai microfoni di Striscia La Notizia dopo la consegna del Tapiro. “Era un gioco con la scenografa”, ha rivelato il regista.

 

Buen Camino di Checco Zalone campione d’incassi, Leccese: “Medici e Nunziante orgoglio per noi baresi”

“Buen Camino, il film di Checco Zalone diretto da Gennaro Nunziante, ha superato i 68 milioni di euro di incasso, diventando la pellicola con il maggiore incasso di sempre nella storia del cinema italiano riportando oltre 8 milioni di spettatori nelle sale. Per tutti noi questo risultato è motivo di grande orgoglio”.

Questo il commento del sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo il traguardo tagliato dal film del comico di Capurso. “Il successo di due artisti entrambi con solide radici baresi, è la conferma che da qui – dalla Puglia e dalla nostra città metropolitana – continuano a nascere storie capaci di parlare a tutti, con leggerezza e precisione”, aggiunge.

“Il successo di Buen Camino testimonia il forte legame tra il pubblico e la comicità di Checco Zalone, capace di coinvolgere spettatori di ogni età, e la solidità artistica della regia di Gennaro Nunziante, portando con sé l’impronta culturale e creativa barese – le parole di Leccese -. Oltre agli straordinari risultati economici, il film si è affermato come un fenomeno culturale di rilievo nazionale: ha saputo interpretare il sentire contemporaneo, affrontare temi di attualità con ironia e intelligenza, stimolare il dibattito pubblico e generare un ampio coinvolgimento mediatico e sociale. A Luca Medici e a Gennaro Nunziante va il ringraziamento e l’apprezzamento della Città metropolitana di Bari per un traguardo di eccezionale rilevanza. Ad maiora, o, come suggerisce il titolo, Buen Camino”.

Checco Zalone scrive la storia, Buen Camino è il film più visto di sempre in Italia: battuto Avatar in 24 giorni

Record storico per Buen Camino, la commedia con Checco Zalone diretta da Gennaro Nunziante, distribuita da Medusa Film e coprodotta con Indiana Production in collaborazione con Mzl.

Con un totale di 68.823.069 di euro realizzato in soli 24 giorni di programmazione (8.562.320 presenze in sala), batte il record detenuto da Avatar (68.600.000 euro) e diventa il film con il maggiore incasso di sempre al box office nazionale.

Checco Zalone lo ha rifatto, Buen Camino da record: è il film italiano con il maggiore incasso di sempre

Buen Camino segna un nuovo record. In tre settimane di programmazione, con un incasso complessivo di 65.689.125 euro e 8.157.202 di spettatori, sorpassa “Quo Vado?” (65.365.736 euro) e diventa il film italiano con il maggiore incasso di sempre al box office italiano, preceduto solo da Avatar (68.600.000 euro).

La commedia con Checco Zalone diretta da Gennaro Nunziante, ha avuto un esordio record il 25 dicembre con 5.671.922 euro realizzando il miglior risultato di sempre in Italia per un film nel giorno di Natale e superando il record di Natale a New York (2006).

L’effetto Zalone si riflette anche sulle ricerche online e su Google. Secondo i dati di Google Trends, da quando è uscito il film, le ricerche degli italiani sul Cammino di Santiago, sono aumentate visibilmente. Nel giorno di uscita del film si è registrato un 200% di ricerche in più rispetto alla media, il 28 dicembre addirittura il 600% in più. Nella prima settimana di gennaio le ricerche hanno registrato un incremento di oltre il 400%.

Buen Camino, grande attesa per il nuovo film di Checco Zalone. Lui scherza: “Ci aspettiamo di fare i soldi”

Invece di lamentarsi del “politicamente corretto bisogna essere intelligentemente scorretti, io non avverto questo problema, l’avete visto nel film”. Lo dice Luca Medici in arte Checco Zalone, parlando della sua nuova commedia, Buen Camino la commedia che segna il suo ritorno nelle sale, a cinque anni di distanza da Tolo Tolo, proprio il giorno di Natale, il 25 dicembre in ben 1000 copie con Medusa Film.

Dietro la macchina da presa torna Gennaro Nunziante, che lo ha scritto insieme a Luca Medici (nome all’anagrafe di Zalone), ricomponendo la coppia d’oro dei record in sala sala, che si era separata solo per il film del 2020. Stavolta Zalone , in una storia che riserva anche battute su Gaza, Schindler’s List e l’11 settembre, interpreta Checco, il rampollo viziato ed egomaniaco, di un industriale dei divani.

Invece di lavorare il protagonista, passa il tempo con la sua fidanzata modella 25enne tra una super villa piena di statue e quadri autocelebrativi, yacht e feste come quella che sta preparando con 800 invitati per i suoi 50 anni. Festeggiamenti che deve rimandare quando l’ex moglie Linda (Martina Colombari) lo chiama per dirgli che la figlia adolescente, Cristal (Letizia Arnò), è scomparsa.

Checco ritrova la ragazza in Francia dove la figlia, in cerca di valori autentici, sta per iniziare il cammino di Santiago di Compostela, lungo 800 km. Un’impresa in cui l’uomo, pur di riportarla presto a casa, decide di accompagnarla, tra ostelli, vita semplice (o quasi) disavventure, ricoveri e rinascite.

Nel cast, fra gli altri, anche Beatriz Arjona, Hossein Taheri e Alfonso Santagata “Con Luca la prima volta che facciamo è chiederci chi è Checco oggi. Quando lo abbiamo immaginato stavolta, abbiamo pensato a un ricco – spiega Nunziante – e che il Cammino di Santiago potesse rappresentare qualcosa di completamente stridente con la sua vita” perché “da ricco lui si è considerato un Dio ma non si è mai messo alla ricerca di Dio. Solitamente la ricchezza si sostituisce alla divinità” e “infatti al cammino lui ci arriva in Ferrari”.

Venendo alle aspettative per il film (producono Indiana Production con Medusa in collaborazione con Mzl e Netflix) di grandi incassi, “è inutile essere ipocriti… ci aspettiamo di fare i soldi” dice Zalone sorridendo. “Ci sono grandi aspettative anche per i dati arrivati sulle prevendite. Questo James, come si chiama, Camerun – scherza, riferendosi al regista di Avatar: Fuoco e cenere – dovrebbe svegliarsi il 26 e chiedersi ‘ ma ma chi cazz… è sto Zalone”.

Checco Zalone come Mattarella: lancia la nuova canzone “Prostata enflamada” a reti unificate

“Cari italiani buonasera a tutti e auguri di Natale a tutti. Qualche maligno, lo so adesso penserà ‘Questo sta qui per fare la pubblicità al film che esce il 25 dicembre. Ai malignatori, se non vi piace cambiate canale, mettete Italia 1… rete 4… ci sto sempre io”.

Lo ha detto Luca Medici in arte Checco Zalone, ieri sera in apertura del suo video messaggio lampo con cui in stile presidente della Repubblica, alle ore 21.00 è apparso su tutti i canali Mediaset: Canale 5, Italia 1, Rete 4, Iris, La5, Cine34, TgCom24, Italia 2, Mediaset Extra, Focus, Top Crime, Twentyseven, Canale 20.

Un’incursione nella quale ha lanciato un nuovo brano intitolato ‘Joaquin Cortison presenta “Prostata enflamada” (disponibile su YouTube e sui social) accompagnato da un videoclip diretto da Gennaro Nunziante, regista dei suoi primi quattro film e di “Buen Camino”, l’attesa commedia in uscita nei cinema il 25 dicembre distribuita da Medusa Film.

“Mi hanno dato tre reti Mediaset unificate – ha aggiunto parlando da uno studio di missaggio – vedi come sono fregati questi qui”, ironizzando poi: “Non è mai successo a nessuno…Mattarella? Che film fece questo qui? Vabbè, vi faccio un dono a voi donne e alla pazienza che voi avete quando tu maschio…”.

E da lì è partito il video della canzone, nel quale, nei panni di Joaquin Cortison, con camicia rossa e capelli lunghi raccolti canta versi come “quando hai la prostata che duele manco Pablo può escobar…”.    

Dal film di Natale in uscita alla tesi di laurea: Checco Zalone analizzato come archetipo linguistico e sociologico

Checco Zalone analizzato come un vero e proprio archetipo linguistico e sociologico, considerando che la sua satira offre una lente per comprendere l’evoluzione dei costumi, della politica e della comunicazione italiana. In attesa del nuovo film in uscita il 25 dicembre al cinema, il comico pugliese diventa protagonista della tesi di laurea dal titolo “L’uomo come archetipo del comico tra storia, satira e linguaggi: il caso Checco Zalone”.

L’autrice è Rosa Pia de Martino, neolaureata in Lingue e letterature straniere, all’università ‘G. d’Annunzio’ di Chieti Pescara. La ricerca della neolaureata – relatore è Enzo Fimiani, mentre la materia è Storia della comunicazione – intercetta un fenomeno socio-culturale sempre più diffuso: l’uso della cultura pop per interpretare la storia e la critica sociale. Secondo l’autrice, il cui auspicio è che il suo lavoro possa “ispirare altri studenti a esplorare l’intersezione tra cultura di massa e discipline umanistiche”, Checco Zalone non è solo un fenomeno del grande schermo, ma anche “oggetto di studio fondamentale nel panorama della comunicazione contemporanea”.

“La scelta del tema risponde al bisogno di comprendere la nostra società attraverso le sue espressioni più immediate – spiega de Martino – Zalone, con la sua satira, ci offre una lente potentissima per interpretare la storia e i cambiamenti dei nostri linguaggi. Non si tratta solo di analizzare un artista, ma di decodificare l’impatto profondo che l’umorismo e la satira hanno avuto e continuano ad avere, partendo dagli albori del Novecento fino ai giorni nostri”.