Ruvo, vandalizzata la targa in memoria delle vittime della strage ferroviaria Andria-Corato: “Vergogna”

Un grave atto di vandalismo ha colpito la targa commemorativa dedicata alle 23 vittime del disastro ferroviario del 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato. Il monumento, situato nel piazzale della stazione di Ruvo di Puglia, è stato divelto e distrutto, probabilmente da un gruppo di giovanissimi secondo le prime testimonianze raccolte.

L’episodio assume un significato ancora più doloroso perché avvenuto a pochi giorni dal decimo anniversario della tragedia. La segnalazione, diffusa inizialmente sui social, ha suscitato profonda indignazione tra i cittadini, che hanno condannato il gesto definendolo una grave mancanza di rispetto nei confronti delle vittime e delle loro famiglie.

Le autorità stanno svolgendo gli accertamenti per individuare i responsabili, mentre numerosi residenti chiedono che la targa venga ripristinata in tempo per le commemorazioni del 12 luglio.

Targa staccata, logo rimosso e graffi sulla fiancata. Auto devastata al Chiringuito: “Inaccettabile siamo abbandonati”

“Questa notte ho vissuto un episodio che ritengo gravissimo e che rappresenta, a mio avviso, il simbolo del degrado che sta colpendo alcune zone del centro di Bari. Avevo parcheggiato la mia auto nei pressi del Chiringuito, intorno alla mezzanotte. Al mio rientro, circa un’ora e mezza dopo, ho trovato una scena assurda: la targa era stata staccata e gettata sotto un’altra automobile, il logo era stato rimosso e l’intera fiancata sinistra era stata profondamente graffiata, con evidenti segni compatibili con un atto vandalico”.

Inizia così il racconto di un lettore inviato alla nostra redazione. “Un danno economico importante che dovrò sostenere interamente di tasca mia – continua -. Da tempo quella zona è occupata da parcheggiatori abusivi che operano nell’illegalità, chiedendo denaro agli automobilisti (senza alcun diritto) per sostare su parcheggi pubblici. È una situazione sotto gli occhi di tutti e che molti cittadini denunciano da anni. Non posso affermare con certezza chi abbia materialmente danneggiato la mia automobile, ma è inevitabile chiedersi come sia possibile che in aree dove l’illegalità è ormai una presenza costante i cittadini continuino a subire episodi di questo genere senza che nessuno provi a fare qualcosa di realmente concreto”.

“La sensazione è quella di essere completamente abbandonati. Anche qualora venisse individuato il responsabile, spesso il cittadino che subisce il danno si trova senza alcuna concreta possibilità di ottenere un risarcimento, specialmente se l’autore è privo di beni, di reddito o di una situazione regolare e facilmente rintracciabile – aggiunge -. È inaccettabile che chi lavora, paga le tasse e contribuisce ogni giorno al mantenimento della propria città debba vivere con il timore di lasciare l’auto parcheggiata nel centro cittadino e, oltre al danno subito, debba affrontare anche tutte le spese necessarie per ripararla. Questo episodio mi porta a esprimere il mio totale dissenso verso una gestione del territorio che, a mio giudizio, tollera situazioni di abusivismo e illegalità. Ritengo che servano controlli costanti, l’eliminazione definitiva dei parcheggiatori abusivi e politiche molto più rigorose contro ogni forma di presenza irregolare sul territorio nazionale che mira soltanto a danneggiare chi questo territorio lo vive e finanza, senza portare alcun tipo di beneficio”.

“Il centro di Bari deve tornare a essere un luogo sicuro per i cittadini baresi. Nessuno dovrebbe avere paura di parcheggiare la propria auto e ritrovarla vandalizzata senza che vi siano responsabili chiamati a risponderne – conclude -. Il mio auspicio è che questa vicenda non venga archiviata come l’ennesimo episodio di ordinaria amministrazione, ma diventi uno stimolo affinché le istituzioni intervengano con fermezza per restituire sicurezza, legalità e rispetto ai cittadini”.

Svolta in Italia, a Foggia la prima targa per i monopattini. Il ministro Salvini: “Troppi morti, feriti e incidenti”

“La sicurezza stradale era una delle mie priorità. E’ una delle mie priorità da ministro e da genitore. Nel primo anno di nuovo Codice abbiamo avuto oltre 100 morti in meno e più di mille feriti in meno”.

Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, partecipando alla presentazione della prima targa per i monopattini nell’istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia.

“Conto che il buon senso di chi è alla guida – ha aggiunto Salvini – continui a dare questi ottimi risultati. Adesso arriviamo come promesso anche sui monopattini perché, purtroppo, morti, feriti, incidenti, danni anche gravi sono causati anche su queste due ruote che a volte, truccate, vanno anche a 40, 50, 60 all’ora”.

“Siamo nella fabbrica dove ci saranno i contrassegni – ha evidenziato – le targhe per tutti i monopattini. Il casco già oggi è obbligatorio anche se ne vedo pochi di caschi usati in giro, e sensibilizzo le polizie locali per il bene di chi li usa. Quindi casco, targa e assicurazione per il bene di chi usa il monopattino e di chi è vittima di un incidente che ad oggi non si può rivalere contro nessuno”.

“Per il momento – ha concluso – siamo ai monopattini, poi col mondo delle bici e delle due ruote, un mondo che mi sta particolarmente a cuore, stiamo investendo tanto su piste ciclabili e superstrade ciclabili vere e in sicurezza, ragioneremo anche con loro. Però non c’è al momento l’ipotesi di targa e assicurazione”.

Auto nel fiume dopo il crollo del ponte sul Trigno, scomparso il 53enne Domenico Racanati: trovata la targa

Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso sul fiume Trigno, dove i Vigili del Fuoco hanno individuato la targa dell’auto precipitata in acqua a seguito del crollo del ponte. Il veicolo, una Fiat Bravo color champagne, era guidato da Domenico Racanati, 53enne di Bisceglie, attualmente disperso.

La targa è stata rinvenuta sotto un troncone del ponte finito nel fiume, area su cui si stanno concentrando le ricerche. Sul posto operano diverse squadre di sommozzatori e soccorritori fluviali, impegnati a scandagliare il fondale e i tratti circostanti.

Parallelamente, la Capitaneria di Porto di Termoli sta monitorando la situazione in mare, nei pressi della foce del Trigno, con una motovedetta, per escludere eventuali spostamenti del mezzo o della persona dispersa.

Nel frattempo, le condizioni meteorologiche risultano in lieve miglioramento, con una diminuzione delle piogge che sta facilitando le operazioni. Secondo quanto comunicato dal Comune, la situazione generale sul territorio sta progressivamente tornando alla normalità, sia nella zona della Marina di Montenero di Bisaccia sia lungo le principali arterie stradali del paese.

Buen Camino re d’incassi, la profezia nella targa CZ710OQR della Ferrari di Checco Zalone: “Un gioco riuscito”

CZ710OQR. Questa è la targa della celebre Ferrari rossa guidata da Checco Zalone in Buen Camino, il film che ha stracciato ogni record dopo la sua uscita tanto da diventare quello con il maggior incasso nella storia del cinema italiano.

Dietro la targa però si nasconde un messaggio davvero particolare. CZ sta per Checco Zalone, 710 fa riferimento alla cifra dei 71 milioni di incasso e OTR sta per “Otterremo Questo Risultato”.

Detto fatto, a confermare questo retroscena sono stati direttamente Gennaro Nunziante e Luca Medici ai microfoni di Striscia La Notizia dopo la consegna del Tapiro. “Era un gioco con la scenografa”, ha rivelato il regista.

 

Folli impennate con lo scooter, bravate social a targa e volto scoperti: taggata la Polizia Locale

Torniamo a parlare del nuovo genio barese che ha riempito il profilo Instagram con video che immortalano acrobazie spericolate su moto e scooter per le strade di Bari. Alcune anche a poca distanza da passanti e altri mezzi.

Oltre ad essere un esibizionista, si è praticamente autodenunciato. Uno degli ultimi video, girato in corso Vittorio Emanuele, lo vede protagonista mentre impenna e si mette in piedi su una sella.

C’è chi ha fatto notare sui social come la targa sia ben visibile, con tanto di menzione e tag alla Polizia Locale di Bari. Abbiamo chiesto ai baresi un commento e un giudizio dopo aver visionato insieme a loro i video.