Da Cremonese-Inter a Trepuzzi-Ginosa, petardi e bidone lanciati in campo: daspo per sei “tifosi” minorenni

l questore di Lecce, Giampietro Lionetti, ha emesso sei daspo a carico di altrettanti tifosi del Trepuzzi calcio, tutti minorenni. Lo scorso 28 settembre 2025, nel corso dell’incontro tra il Trepuzzi e il Ginosa, i tifosi del Trepuzzi, contestando la dirigenza della propria squadra, lanciarono sul terreno di gioco fumogeni e petardi, costringendo un giocatore della squadra ospite ad abbandonare l’incontro per essere visitato da personale del 118.

La partita fu sospesa per circa 10 minuti durante i quali continuarono a lanciare oggetti di vario tipo, tra cui pietre e un bidone della spazzatura. Tra i tifosi più facinorosi, un gruppo di ragazzi vestiti di nero e con il viso coperto. I sei tifosi individuati sono un 13enne, un 14enne, un15enne e tre ragazzi di 17 anni, tutti residenti a Trepuzzi.

I daspo emessi hanno una durata di tre anni per il 14enne e di due per gli altri cinque, in quanto il loro comportamento è stato considerato pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. La notizia arriva pochi giorni dopo il brutto episodio che si è verificato in Cremonese-Inter e che ha coinvolto anche un uomo di Molfetta. 

Cremonese-Inter, petardo scoppia tra le mani: 40enne di Molfetta ferito e accusato del lancio contro Audero

Il 40enne tifoso dell’Inter, presente sugli spalti dello stadio Zini di Cremona e accusato per primo di aver lanciato un petardo contro il portiere della Cremonese Emil Audero stordendolo, è originario di Molfetta.

Vive a Cesena ed è iscritto all’Inter Club San Marino che si è dissociato dal gesto e ha chiesto l’espulsione del suo tesserato. In realtà, secondo quanto ricostruito dai fatti e dalle indagini, a lanciare quel petardo è stato un 19enne, arrestato nelle scorse ore.

Il 40enne di Molfetta però, a causa dell’esplosione di un altro petardo tra le mani, è rimasto gravemente ferito alle mani, tanto da ricorrere alle cure mediche e a diversi interventi chirurgici.

La vicenda ha fatto parecchio discutere e ha portato anche a sanzioni pesanti. Maxi multa da 50mila euro all’Inter e divieto di trasferte per la curva nerazzurra fino al 23 marzo.