Ceglie, 38enne indiano ucciso per testare una pistola. Il pentito Guglielmi inguaia lo zio: “È una persona instabile”

Torniamo ad occuparci dell’omicidio di Singh Nardev, il 38enne rinvenuto senza vita il 31 maggio 2024 all’interno di un casolare abbandonato alla periferia di Ceglie del Campo.

Due giovani, all’epoca dei fatti 17enni, entrarono in azione con il 22enne Paolo Natale Guglielmi. I tre, dopo aver comprato una pistola per 250 euro e averla provata su alcuni oggetti, decisero di testarla su un bersaglio umano.

Per questo si spostarono al casolare abbandonato di Ceglie del Campo e spararono due colpi verso la vittima, di cui uno la raggiunse al petto.  Per i due giovanissimi coinvolti è già arrivata una condanna a 17 anni di reclusione al termine di un processo con rito abbreviato.

Guglielmi è a processo per rito ordinario, mentre restano indagati a piede libero altri tre maggiorenni che avrebbero aiutato i giovani a fuggire. Michele Guglielmi, collaboratore di giustizia, ha rilasciato alcune dichiarazioni sullo zio, accusato di aver sparato il colpo mortale che ha ucciso la vittima. Le sue parole sono state acquisite dagli atti.

“Sì, lui è una persona… non è una persona stabile. Per lui è stata una cosa normale. È proprio una persona insensata, mio zio fa le cose così, durante il giorno”, la risposta alla domanda del pm sulla possibilità che suo zio si possa procurare una pistola e usarla “per gioco”.

Il legale di Guglielmi, l’avvocato Nicola Quaranta, ha annunciato che ripresenterà la richiesta di perizia sulla capacità di intendere e volere al momento del fatto, proprio alla luce delle dichiarazioni del collaboratore, ora formalmente acquisite. Si tornerà in aula il 20 aprile per la conclusione dell’istruttoria.

Orrore a Ceglie, 16enne violentata nel casolare. Il 22enne Guglielmi minaccia la famiglia: “Ritirate la denuncia”

Vincenzo Michele Guglielmi, il 22enne pluripregiudicato di Ceglie del Campo in carcere da sabato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una 16enne in un casolare abbandonato, avrebbe anche minacciato la vittima e la famiglia per ritirare la denuncia a suo carico. A svelare il retroscena è La Repubblica.

Il 22enne è il figlio di Luigi Guglielmi, l’esecutore dell’omicidio del 15enne Gaetano Marchitelli, ucciso a Carbonara 21 anni fa, e di Claudio Fiorentino, avvenuto nel 2014 a Giovinazzo. Nella vicenda resta indagato anche il cugino neomaggiorenne. Sarebbe stato lui ad attirare la 16enne fidanzata nel casolare di Ceglie, ad attenderlo lì c’era però suo cugino più grande. Sul corpo della ragazzina ci sono i segni della violenza, accertata anche dal referto del Pronto soccorso. Sarebbe stato lo stesso 18enne a farsi portavoce delle minacce del cugino, la famiglia però non ha ceduto e ha portato avanti l’iter giudiziario dopo aver denunciato tutto.

Il 22enne Guglielmi è noto alle Forze dell’Ordine. Nonostante la giovane età ha già un curriculum di tutto rispetto, tra cui figura una condanna per rapina da minorenne e diversi reati contro il patrimonio. Tra le accuse già rimediate anche quelle di rapina aggravata, detenzione, porto e ricettazione di arma da fuoco, lesioni personali aggravate, minaccia.