Ex Ilva a Taranto, licenziati 2500 lavoratori dell’indotto: lettere inviate. Fiom: “Disastro sociale e ambientale”

Sono state inviate le lettere di licenziamento collettivo per circa 2.500 lavoratori dell’indotto ex Ilva, coinvolti una trentina di aziende aderenti ad Aigi. Un provvedimento atteso, ma che pesa sulle famiglie e sulle imprese del territorio.

Per il presidente di Aigi, Nicola Convertino, si tratta di «un atto estremo e doloroso», che priva le aziende di professionalità costruite in anni di lavoro. I licenziamenti sono tra i primi effetti della decisione della magistratura sulla chiusura dell’area a caldo. La richiesta di sospensiva sarà discussa il 9 settembre.

Intanto cresce la preoccupazione dei sindacati, che chiedono al governo un confronto specifico sull’indotto prima dell’incontro dell’8 settembre a Palazzo Chigi. La Fiom, in una lettera alla premier Giorgia Meloni, denuncia il rischio di un «disastro sociale e ambientale» per Taranto e sollecita un intervento con risorse adeguate per accompagnare la decarbonizzazione.