Ex Ilva, il sindaco di Taranto dice no all’accordo proposto dal Governo: “Non firmerò lacunoso e privo di garanzie”

Il sindaco di Taranto Piero Bitetti, recependo le indicazioni dei capigruppo di maggioranza, ha annunciato “la propria contrarietà alla firma dell’accordo di programma proposto dal governo per l’ex Ilva di Taranto”.

I capigruppo di maggioranza “ritengono superfluo – è detto in una nota – convocare nei prossimi giorni il Consiglio comunale in quanto l’accordo così formulato è lacunoso e privo di garanzie per la città”.

Al sindaco si chiede di non firmare l’atto d’intesa e viene proposto un nuovo accordo di programma che preveda la totale decarbonizzazione entro 5 anni. Bitetti chiede di adottare un decreto-legge speciale per Taranto.

Al Mimit c’è “stupore per l’ennesima sconvocazione del Consiglio comunale di Taranto, che era previsto stavolta per il giorno 11 agosto, come concordato in sede istituzionale. È da irresponsabili continuare a rinviare ogni decisione, disattendendo gli impegni assunti. Così si lede il principio costituzionale della leale collaborazione tra gli organi dello Stato, mettendo a rischio decine di migliaia di lavoratori”.

È quanto precisano fonti del Mimit in merito “al comunicato stampa della maggioranza del Comune di Taranto che annuncia la sconvocazione del Consiglio comunale previsto per il giorno 11, che avrebbe dovuto assumere decisioni – come più volte annunciato, anche in sede istituzionale – in merito all’accordo di programma interistituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico” dell’ex Ilva.

Taranto, il sindaco Piero Bitetti pronto a ritirare le dimissioni: è diretto a Roma per il tavolo sull’Ex Ilva

Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, è diretto a Roma per partecipare al tavolo sull’ex Ilva convocato dal ministro Adolfo Urso al Mimit. A quanto si apprende, Bitetti sarebbe pronto a ritirare le dimissioni presentate lunedì scorso.

La decisione sarebbe maturata nelle ultime ore, dopo giorni di tensioni politiche legate alla gestione del dossier siderurgico e alle proteste di alcune realtà ambientaliste. Proprio lunedì, il sindaco aveva parlato di “inagibilità politica” annunciando il passo indietro, in seguito a contestazioni ricevute durante un confronto con associazioni e movimenti sulla transizione ecologica dell’ex Ilva.

La revoca delle dimissioni, che sembrava esclusa fino a ieri, sarebbe legata all’esigenza di garantire la presenza istituzionale della città al tavolo ministeriale. L’assenza del sindaco lascerebbe scoperta la rappresentanza del Comune in un momento cruciale. A seguito delle dimissioni, era stata annullata anche la seduta del Consiglio comunale che avrebbe dovuto conferirgli il mandato sul tema.

Nonostante il vertice, oggi potrebbe non esserci la firma dell’accordo di programma. Il ministro Urso aveva annunciato di voler chiudere l’intesa sulla realizzazione dei tre forni elettrici rimandando a un secondo momento l’approfomdimento sul polo Dri a un secondo momento.

Al tavolo sono invitati il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano, i sindaci di Taranto e Statte Piero Bitetti e Fabio Spada e il commissario dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti. Intanto, è in corso a Taranto una riunione della maggioranza per valutare gli sviluppi.