Servizio trasporto non attivato: Asl Bari paga oltre 800mila euro di risarcimento danni a 4 centri diurni per disabili

L’Asl Bari ha pagato 830mila euro di risarcimento danni a quattro centri diurni per non aver attivato il servizio di trasporto dei disabili dei centri diurni come stabilito dalle condanne inflitte dal Tar Puglia e dal Consiglio di Stato.

La vicenda parte nel 2010 da quando la legge regionale stabilisce che il servizio trasporto è un compito che spetta alle aziende sanitarie locali. Per 10 anni l’obbligo è rimasto solo sulla carta, l’azione intrapresa poi dal 2020 da quattro centri diurni, assistiti dall’avvocato Paolo Gaballo del foro di Lecce, ha sbloccato la situazione.

Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, a partire dal 1° gennaio 2026 toccherà sempre all’Asl Bari assicurare il servizio con affidamento a terzi.

Pazienti disabili restano senza trasporto, il centro Crisalide di Bitonto diffida l’Asl Bari: l’ira dei familiari

Si prevedono manifestazioni di pubblica protesta in relazione alla problematica del servizio di trasporto dei ragazzi diversamente abili presso il centro socio-riabilitativo “Crisalide” in Bitonto (BA). L’art. 46 della Legge della Regionale n. 4 del 2010 assegna alle ASL territorialmente competenti l’onere di garantire il servizio di trasporto dei disabili presso i centri diurni socio-educativi contrattualizzati ai sensi dell’art. 60 del regolamento regionale n. 4 del 2007. Negli anni passati, la ASL BA, nonostante le diverse diffide per l’attivazione del servizio di trasporto ricevute dal centro diurno, dalle associazioni di categoria ed anche dal Comune di Bari, non ha attivato il predetto servizio. Solo nel 2020 la ASL BA, per tentare di porre rimedio alla criticità, in via eccezionale e temporanea, ha consentito al centro diurno “Crisalide” di provvedere al trasporto, corrispondendo, però, allo stesso una tariffa che non copriva i costi realmente sopportati.

Scaduto il contratto, il centro è tornato a diffidare l’ASL Bari a prendere in carico il servizio. In caso contrario, il centro diurno “Crisalide” ha avvertito che sarebbe stato costretto ad interrompere il trasporto con conseguenti gravissimi disagi agli utenti disabili del centro ed alle rispettive famiglie, a cui sarebbe stato impedito di poter fruire di un servizio indispensabile per somministrare le terapie di cui i disabili avevano estrema necessità sulla base dei programmi di riabilitazione autorizzati dalla stessa Asl BA. A fronte della protratta inerzia della ASL BA, il centro diurno “Crisalide” si è quindi rivolto al TAR Puglia, il quale ha respinto l’istanza cautelare avanzata dal centro. Ora il centro “Crisalide” ha promosso appello al Consiglio di Stato, informando, nelle more, le famiglie interessate che, in caso di esito negativo dell’appello, il centro non potrà che interrompere definitivamente il servizio di trasporto, perché estremamente complesso, perché necessita di attrezzature sanitarie specialistiche, è eccessivamente gravoso e comunque non di competenza del centro.

Tutto ciò ha suscitato le vibranti proteste delle famiglie dei pazienti disabili, che si dicono impossibilitate a provvedere autonomamente al trasporto dei propri cari diversamente abili, perché non dispongono dei mezzi necessari (alcune famiglie sono prive anche di auto) a causa delle assai disagiate condizioni economiche in cui purtroppo vivono. Le famiglie, in questi giorni, stanno protestando animatamente con cartelli, striscioni e urla e promettono di incatenarsi ai cancelli dell’ASL BA e della Presidenza della Giunta Regionale della Puglia se quest’ultime non provvederanno a risolvere definitivamente l’incresciosa situazione, non più sostenibile, in un settore socio-sanitario particolarmente delicato e sensibile. Vi è, quindi, attesa l’elevazione del livello di tensione sociale il concreto rischio di manifestazioni pubbliche di protesta dinanzi alle sedi degli Enti pubblici interessati e della Prefettura di Bari.