Trullo esploso a Cisternino: in due a processo per la morte dell’ingegnere barese Nicola Salatino

Partirà il prossimo 2 dicembre davanti al Tribunale di Brindisi il processo per la morte di Nicola Salatino, ingegnere barese di 55 anni, deceduto l’11 agosto 2024 a seguito dell’esplosione e del parziale crollo di un trullo in contrada Tirunno, a Cisternino.

Il giudice dell’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per la proprietaria dell’immobile e per il titolare dell’impresa che aveva realizzato l’impianto a gas. Secondo le indagini coordinate dal pubblico ministero Francesco Carluccio, i lavori non sarebbero stati eseguiti a regola d’arte.

Al centro delle contestazioni vi è, in particolare, il mancato corretto avvitamento di un attacco al tubo del gas. Inoltre, il sistema di aerazione predisposto nell’abitazione sarebbe stato compromesso: un’apertura destinata al deflusso del gas risultava infatti parzialmente ostruita da un cassettone scorrevole installato sotto il lavabo su richiesta della proprietaria. Una condizione che avrebbe impedito la dispersione del gas all’esterno.

L’esplosione si verificò al momento dell’accensione di un fornello del piano cottura. Salatino morì sul colpo, schiacciato dalle macerie, mentre la moglie rimase gravemente ferita, riportando ustioni di terzo grado su gran parte del corpo.

I familiari della vittima si sono costituiti parte civile, assistiti dagli avvocati Daniela Piscopo e Andrea Moreno. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Antonio Conserva.