Siri Ai potrebbe non essere pronta per tutti gli utenti Apple: le indiscrezioni sono chiare

Il progetto Siri di Apple nasce nel 2010 come prima applicazione indipendente creata sulla base del sistema di riconoscimento vocale di Nuance, azienda all’epoca recentemente acquisita da Apple. L’integrazione su iPhone arriva nel 2011 con il lancio di iPhone 4S e per oltre un decennio Siri è uno dei punti forti dell’ecosistema Apple, quantomeno perché la sua utenza non conosce cosa c’è al di fuori del mondo della Mela.

Si, perché fuori c’erano concorrenti agguerriti come Google Assistant o Alexa, che di mese guadagnavano terreno sul fronte della comprensione del linguaggio naturale; con l’arrivo dell’era dell’intelligenza artificiale generativa, Apple ha provato a colmare il divario presentando Apple Intelligence, salvo poi trovarsi costretta, dopo enormi difficoltà di sviluppo interno, a stringere un accordo con Google per utilizzare i modelli Gemini come motore alla base della nuova Siri potenziata dall’AI.

Quella di Siri AI però sembra una storia dal difficile lieto fine perché le indiscrezioni descrivono una compagnia con ancora qualche problema nel rendere questa tecnologia davvero per tutti.

Da assistente vocale statico a motore alimentato da Gemini

Le primissime versioni di Siri erano un sistema di riconoscimento per comandi vocali, rigido e incapace di fare granché oltre a gestire richieste semplici e ben strutturate; niente conversazioni articolate, niente comprensione del contesto: la complessità non era sua materia.

Apple intelligence, invece, si è presentata come la risposta dell’azienda di Cupertino alla nuova generazione di assistenti digitali, animata dalla stessa tecnologia alla base dei large language model. C’è stato però un grande problema: è stata uan tecnologia difficilissima da sviluppare internamente, che non è mai arrivata davvero a maturazione nell’azienda degli iPhone. È in questo contesto che allora Apple ha fatto una scelta insolita per la sua storia recente: si è affidata a un fornitore esterno, Google in questo caso.

Nonostante questo sembra che il sistema non sia ancora pronto per una release di grande respiro visto che, dagli indizi emersi nelle beta di iOS 27, iPadOS 27 e macOS Golden Gate, sembra che Apple stia definendo un sistema di lista d’attesa per gestire l’accesso alla nuova Siri AI.

Cosa potrà fare davvero la nuova Siri, tra oggi e domani

Secondo le indiscrezioni, quantomeno, la nuova Siri sarà un vero passo in avanti per gli assistenti vocali made in Apple. Forte del suo essere animata da Gemini, questa nuova versione di Siri sarà in grado di gestire richieste informative anche sofisticate come trovare un elenco aggiornato delle piattaforme dove poter trovare il book of ra buy bonus oppure dare una lista completa dei ristoranti di pesce aperti un determinato giorno in una specifica città.

Il vantaggio reale di Siri rispetto all’utilizzare l’applicazione di Gemini a proprio vantaggio per lo stesso scopo è, chiaramente, la possibilità di avere un assistente in grado di leggere in maniera approfondita il contesto. Siri è in grado di vedere gli impegni che si hanno sul calendario, i messaggi ricevuti, le chiamate effettuate, i numeri in rubrica: tutto questo permetterà all’assistente vocale di essere veramente completo per esperienza offerta.

Resta giusto da capire dove questa nuova versione di Siri sarà disponibile: secondo le indiscrezione Apple la lancerà presso tutti i modelli durante il corso del 2027, con l’arrivo del primo iPhone pieghevole della storia; quest’ultimo, caratterizzato da uno schermo con la più grande diagonale della storia dei portatili della Mela, sarà il nuovo dispositivo di fascia alta della compagnia e sarà anche il luogo perfetto per poter giocare alle slot online con comodità viste le dimensioni generose.

Nel mentre che ci avvicinano a tale momento resta da capire se il sistema con le liste di attesa riuscirà davvero a garantire un lancio stabile e privo di intoppi, oppure se sarà il primo grande fallimento di Apple e porterà con sé le polemiche già viste in passato con altri servizi lanciati senza un’infrastruttura con le spalle abbastanza larghe.

Merce contraffatta in un camion, sequestro al porto di Brindisi: tra loro smartwatch e cuffie con falso marchio Apple

Oltre 24mila prodotti risultati contraffatti, tra cui console per giochi, smartwatch e cuffie riconducibili al noto brand ‘Apple’, sono stati sequestrati nel porto di Brindisi dalla guardia di finanza e dai funzionari dell’ufficio Dogane.

Il provvedimento è stato eseguito al termine delle verifiche all’interno di un camion proveniente dalla Grecia. I controlli sono stati eseguiti con l’intervento di alcuni periti tecnici delle aziende titolari dei marchi che ne hanno confermato la contraffazione. Risultato falso anche il marchio “Ce”. Se immessi sul mercato, i prodotti contraffatti avrebbero generato profitti per oltre 1,8 milioni di euro.