Triggiano, bene confiscato alla mafia diventa canile con attività di pet therapy: progetto da 2,3 milioni di euro

Da bene confiscato alla mafia a luogo di accoglienza per cani randagi, ma anche luogo di aggregazione sociale, con ambienti dedicati alla pet therapy e un centro di ascolto per le vittime di maltrattamento, soprattutto donne e bambini.

È il progetto del nuovo canile intercomunale, finanziato con circa 2,3 milioni di euro, in corso di realizzazione nel territorio di Triggiano (Bari).

Oggi, nella sede della Città metropolitana di Bari, si è tenuto un incontro coordinato dal sindaco metropolitano, Vito Leccese, dedicato alla definizione di procedure condivise per la gestione della struttura, che costituisce un modello innovativo di collaborazione territoriale, con sette Comuni metropolitani, Triggiano (capofila), Cellamare, Capurso, Casamassima, Noicattaro, Modugno e Valenzano, riuniti in un’associazione di Comuni per la realizzazione e gestione del canile sanitario.

“Non è soltanto una risposta concreta al fenomeno del randagismo, – ha detto Leccese – ma l’espressione di una visione pubblica che coniuga tutela del benessere animale e coesione sociale. La scelta di restituire alla collettività un bene confiscato alla criminalità organizzata conferisce a questa opera un valore politico e simbolico ancora più forte: dimostra come la collaborazione tra istituzioni possa trasformare luoghi sottratti all’illegalità in presìdi di cura e di inclusione, capaci di generare benefici duraturi per tutto il territorio”.

Barivecchia, bene confiscato in via Dei Gesuiti: un presidio di legalità del Circolo Arci intitolato a Michele Fazio

È in pubblicazione da questa mattina, sull’albo pretorio del Comune di Bari, la determina con cui la ripartizione Patrimonio approva lo schema di convenzione (ex art. 48, comma 3, Lett. C, D.lgs. n. 159 del 6 settembre 2011, “Codice Antimafia”) per l’assegnazione del bene confiscato alla criminalità organizzata sito in via Dei Gesuiti 15, a Bari vecchia, in favore del Circolo Arci Legalità.

A marzo scorso l’associazione Arci aveva infatti manifestato interesse all’utilizzo del bene in questione “per creare un presidio di legalità intitolato a Michele Fazio, giovane vittima innocente di mafia”, con l’idea di gestire quel bene condividendo con i genitori di Michele, Pinuccio e Lella Fazio, progettualità e azioni rivolte alla cittadinanza allo scopo di diffondere la cultura dell’antimafia sociale all’interno di Bari vecchia, in modo da renderlo luogo di incontro e punto di riferimento per il territorio.

Considerato che l’intero impianto normativo della gestione dei beni confiscati si fonda sul riutilizzo degli stessi per finalità sociali, così da restituire alla comunità di riferimento il bene stesso e attivare processi di recupero della legalità e ristoro di quanto sottratto dalla presenza sul territorio della criminalità organizzata, la richiesta dell’Arci risulta perfettamente coerente con le politiche dell’amministrazione comunale, inserendosi per di più nello stesso contesto in cui 24 anni fa si è consumato l’omicidio del giovanissimo Michele Fazio, divenuto simbolo di legalità e dell’impegno dell’antimafia sociale.

“L’assegnazione alle associazioni del territorio di un bene confiscato alle mafie è una bellissima notizia per tutta la comunità barese e si pone nel solco dell’attività che, nell’ambito del mio assessorato, stiamo portando avanti senza sosta per affermare la legalità e la presenza delle istituzioni in ogni luogo – commenta l’assessore ai Controlli, Legalità e Antimafia sociale Nicola Grasso -. L’assegnazione del bene di via Gesuiti al Circolo Arci Legalità ne è la conferma. La confisca di un bene frutto di proventi di attività illecite in mano alle organizzazioni criminali è solo il primo passo di un percorso che deve completarsi con il riuso sociale per dare una nuova vita al bene e al territorio in cui si inserisce, facendolo diventare un luogo di condivisione, incontro e crescita. Ma significa anche di più. Sottrarre un bene alla criminalità e farne un luogo pubblico, per tutti i cittadini, vuol dire scardinare i simboli di cui le mafie si nutrono quotidianamente per alimentare il loro potere, e affermare i valori della legalità. Con queste azioni dimostriamo a tutti che lo Stato c’è. Sono ancora più felice che il bene in questione sarà intitolato a Michele Fazio, giovane vittima innocente di mafia che abbiamo commemorato pochi giorni addietro in occasione dell’anniversario della sua tragica uccisione, affinché funga da monito e sprone a tutti di non voltarsi mai dall’altra parte dinanzi a ingiustizie e illegalità”.

La concessione a titolo gratuito dell’unità immobiliare in via dei Gesuiti 15 al circolo Arci summenzionato sarà formalizzata attraverso la firma dello schema di convenzione-concessione allegato alla determina e avrà la durata di sei anni.