Precipita nel vano ascensore, anche la mamma di Clelia ha rischiato di cadere nel vuoto: si è fermata all’ultimo

Giusy Angiulli, la mamma di Clelia Ditano, è costretta sulla sedia a rotelle a causa di una grave malattia. Secondo quanto raccontato agli inquirenti anche lei ha rischiato di precipitare nel vuoto e nel vano ascensore come la figlia. Dopo non averla trovata a casa, assieme al marito ha provato a rintracciarla chiamandola. La suoneria proveniva da giù, così si è avvicinata all’ascensore e si è bloccata in extremis, notando proprio l’assenza della cabina. Poco dopo la tragica scoperta del corpo della figlia senza vita.

Le indagini proseguono in attesa dell’autopsia sul corpo. Si dovrà stabilire perché Clelia abbia messo il piede nel vuoto cadendo da un’altezza di 15 metri. Se ha lasciato aperta la porta dell’ascensore aperta ed è rientrata a casa per poi uscire e non trovare la cabina o se ha richiamato l’ascensore e sia precipitata nel vuoto dopo aver chiamato un’altra volta l’impianto. All’origine potrebbe esserci comunque un malfunzionamento di un sensore e tutti i condomini, così come la sua mamma, hanno rischiato di cadere.

Nella palazzina ci sono 3 appartamenti privati e 5 abitazioni popolari di proprietà di Arca Nord. “C’è un amministratore che si occupa della gestione. Abbiamo anche verificato che c’è un regolare contratto di manutenzione con una ditta esterna e abbiamo domandato se nel corso del tempo vi fossero state segnalazioni specifiche sul fabbricato in questione e non risultano segnalazioni – riferisce il direttore -. Noi non abbiamo una competenza specifica sulla manutenzione, ma ci siamo informati e sappiamo che una verifica sulla manutenzione era stata effettuata di recente, nel mese di aprile”.

Precipita nel vano ascensore a Fasano, acquisti i dati tecnici dell’impianto: presto l’autopsia sul corpo di Clelia

Sono andati avanti per tutta la notte i rilievi da parte dei carabinieri e dei tecnici dello Spesal nella palazzina di via Piave a Fasano, in provincia di Brindisi, dove l’altra notte è morta la 25enne Clelia Ditano, caduta nel vano ascensore da un’altezza di oltre 10 metri. Oltre ai genitori, già ascoltati a poche ore dall’incidente, i carabinieri hanno acquisito i primi dati tecnici relativi all’ascensore, anche con i responsabili della ditta di manutenzione.

L’ascensore è stato posto sotto sequestro per poter svolgere tutti gli accertamenti necessari a chiarire se si è verificato un improvviso guasto tecnico e la ragione della mancata attivazione del sistema di sicurezza. L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe De Nozza, che a breve potrebbe conferire l’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo della 25enne. S’indaga per ricostruire gli ultimi istanti di vita di Clelia Ditano che, nella notte tra domenica e lunedì, dopo essere salita in casa per lasciare la borsa ed altri effetti personali voleva scendere nuovamente al piano terra ma è precipitata nel vuoto, in quanto la cabina dell’ascensore non era in quel momento presente al quarto piano come lei credeva.

Precipita nel vano ascensore a Fasano, s’indaga sulla morte di Clelia: sequestrato l’impianto. Volo di 15 metri

La comunità di Fasano è sotto shock per la scomparsa di Clelia Ditano, la 25enne deceduta dopo essere precipitata nel vano ascensore di un condominio di proprietà di Arca Nord Salento (ex IACP) situato in via Saragat 170 e con ingresso anche da via Piave. Un volo di 15 metri che non le ha lasciato scampo. Clelia è caduta dal quarto piano sul tetto della cabina dell’ascensore che era fermo al primo piano, nonostante la porta fosse aperta al quarto.

I Carabinieri sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia, a partire dall’orario del tragico evento. A lanciare l’allarme sono stati i genitori che non l’avevano vista rientrare in casa. L’hanno chiamata al cellulare e hanno sentito la suoneria provenire dal vano ascensore. Così è stato allertato un manutentore che ha fatto la tragica scoperta, sul posto poi sono intervenuti i Carabinieri, il 118 e i Vigili del Fuoco per recuperare il corpo. Le operazioni sono andate avanti per diverse ore. L’ascensore è stato posto sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti.

“Era una ragazza solare. Aveva tanti sogni tra cui prendere la patente ed essere autonoma. E sicuramente anche sposarsi. Ora quei sogni sono stati spezzati – il ricordo del papà in lacrime -. Non era mai successo che l’ascensore si bloccasse in quella maniera. Questa mattina vedendo che non era in casa, abbiamo provato a far squillare il suo cellulare e ci siamo accorti che era nel vano ascensore. Ho capito subito che era successo qualcosa ed abbiamo lanciato l’allarme”. Clelia lavorava in un B&B della zona ed era molto conosciuta in città, tutti la ricordano come una ragazza solare e piena di energia.