Alluvione “straordinaria”, il Comune di Foggia chiede lo stato di calamità: “La solidarietà non basta”

La giunta comunale di Foggia, riunita in seduta straordinaria, nella tarda serata di ieri ha approvato all’unanimità la richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale per il territorio colpito da “un’alluvione di straordinaria intensità lo scorso 1 aprile”.

La richiesta è stata inoltrata alla Regione Puglia e alla presidente del Consiglio dei Giorgia Meloni per la richiesta di applicazione dei contributi previsti dalla legge.

“Alla Regione Puglia – spiega il Comune – vengono richieste l’erogazione di risorse economiche straordinarie e l’attivazione di misure straordinarie per cittadini, attività produttive e comparto agricolo, oltre all’immediata attivazione dei sopralluoghi, degli accertamenti tecnici e delle procedure di delimitazione delle aree interessate. Alla Presidente del Consiglio dei Ministri viene richiesta l’attivazione di misure urgenti quali contributi per privati e imprese, sospensione dei tributi e supporto straordinario”.

“Stiamo affrontando – afferma la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo – una prova durissima, attraverso un lavoro sinergico e continuativo di squadra, tanto sul campo, sulle strade e nelle campagne devastate e presso le abitazioni di Borgo Incoronata, che nelle sedi istituzionali del Centro Coordinamento Soccorsi e del Centro Operativo Comunale, senza un attimo di tregua. Ma queste ore drammatiche hanno lasciato trasparire solidarietà autentica, relazioni di aiuto efficaci e fraternità vera: uno spiraglio di luce e di speranza che ha fatto emergere, ancora una volta, la tenacia, lo spirito, l’umanità e la sensibilità che caratterizzano la nostra comunità”.

“Ma i nostri sforzi – conclude – non possono bastare di fronte all’enormità di quanto accaduto e alle conseguenze devastanti prodotte: per questo abbiamo rivolto alla Regione Puglia e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una richiesta che auspico venga accolta in tempi rapidi, garantendo la piena collaborazione e disponibilità dell’amministrazione comunale”.

Foggia, associazione antimafia Giovanni Panunzio sospende attività: “Sede inagibile il Comune intervenga”

Pezzi di cartongesso e parti di intonaco che finiscono su scrivanie, sedie e arredi: nonostante le segnalazioni al Comune, nulla è stato fatto e l’associazione Giovanni Panunzio di Foggia (dedicata all’imprenditore edile assassinato dalla mafia il 6 novembre del 1992) ha sospeso la sua attività nel campo dell’antimafia sociale.

La sede offerta dal Comune in comodato d’uso nove anni fa è ormai inagibile. Il contratto prevede la concessione e l’utilizzo di due sale al primo piano di un palazzo storico che si trova nel centro di Foggia, a due passi dalla villa comunale. Negli anni scorsi in quei locali sono state svolte attività di antimafia sociale e culturali, sono state ospitate scolaresche, cittadini, comitati e gruppi, ed è stata data ospitalità anche a persone in difficoltà che hanno segnalato situazioni di illegalità.

La prima segnalazione agli uffici comunali competenti – stando a quanto riferito dal presidente, l’avvocato Dimitri Lioi – risale al giugno 2023. Nulla si è mosso e, dall’inizio del 2025, l’associazione ha sospeso le attività all’interno della sede per questioni di sicurezza.

“In questo modo viene ostacolata non solo un’attività associativa, ma una presenza civile che lavora da anni per il bene comune. Ci dispiace moltissimo per questa situazione – sottolinea ancora il presidente -. Ma l’associazione Panunzio non può più operare nella sua sede. Insistiamo perchè il Comune intervenga in modo da poter rimanere in quella sede a svolgere la nostra attività. I beni comuni, la memoria viva e l’impegno civico non possono restare ai margini. Meritano ascolto, azione e responsabilità. L’auspicio è che quella palazzina diventi la casa delle associazioni”.