Ex dipendente morto per l’amianto all’Arsenale di Taranto: Ministero condannato al risarcimento di 700mila euro

È diventata definitiva la sentenza con cui, lo scorso maggio, il Tribunale di Lecce ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con quasi 700mila euro i tre figli di un ex dipendente civile della Marina Militare, originario di Monteiasi, morto nel 2019 a causa di un mesotelioma pleurico provocato dall’esposizione all’amianto.

L’uomo aveva lavorato per oltre 44 anni all’Arsenale di Taranto. Entrato nel 1959 alla Scuola Allievi Operai, aveva svolto prima l’attività di tipografo e poi quella di impiegato amministrativo, fino al pensionamento nel 2006.

Nel 2018 gli era stato diagnosticato il mesotelioma pleurico. Le sue condizioni erano progressivamente peggiorate fino alla morte, avvenuta il 15 maggio 2019, a 74 anni.

La consulenza tecnica disposta dal tribunale ha individuato nella malattia la causa preponderante del decesso, riconoscendo il nesso causale con l’esposizione all’amianto. La sentenza ha inoltre evidenziato il contatto del lavoratore con sostanze nocive, sottolineando la pericolosità dell’amianto già conosciuta all’epoca.

La vicenda è stata resa nota dall’Osservatorio Nazionale Amianto, il cui presidente Ezio Bonanni ha sottolineato come le sentenze stiano riconoscendo sempre più chiaramente la responsabilità legata alla mancata protezione dei lavoratori dall’esposizione all’amianto.