Promesse milionarie dall’Albania, italiani truffati dai facilitatori: l’inganno dei crediti falsi

Le sirene albanesi continuano ad attrarre sempre più investitori italiani. Le linee di credito e i finanziamenti facili facili promessi da alcuni “facilitatori”, però, si rivelano presto delle truffe vere e proprie. Non solo raggiri milionari, ma anche nel caso si voglia aprire un’azienda di qualunque tipo.

Negli ultimi anni, il fenomeno ha assunto connotati mostruosi. In virtù dell’alto tasso di corruzione presente nel Paese, questi pseudo consulenti, con tanto di profili social accattivanti, trovano spesso professionisti locali o dipendenti di banca disposti a reggere il gioco in cambio di poche centinaia di euro.

Affari in apparenza milionari diventano preso flop clamorosi, soprattutto quando a rivolgersi a questi imbonitori finanziari sono imprenditori italiani che in nessun altro modo potrebbero avere soldi in prestito a causa del loro passato burrascoso e problematico. Ma come si fa ad aprire un’azienda in Albania? Come si fa a ottenere finanziamenti?

Una fonte, molto ferrata nell’argomento, ha deciso di darci una mano ad aprire il vaso di pandora. Abbiamo già raccolto decine di testimonianze, siamo stati in Albania, abbiamo ascoltato persone informate sui fatti, professionisti e abbiamo fatto cadere in un tranello uno di questi facilitatori, un uomo di Bitonto molto noto in certi ambienti finanziari, non solo in Puglia. Scoprirete circostanze e dettagli nel corso della nostra inchiesta, la cui morale è semplice semplice: l’Albania non si trova nel Terzo Mondo, per investire e avere finanziamenti, bisogna essere solidi e rispettare le regole.

Nel caso del nostro consulente, senza autorizzazione a esercitare tanto in Italia quanto in Albania, si tratta di una questione paradossale, che si alimenta con le speranze di chi non ha alternative in una giungla normativa di difficile interpretazione. Allacciate le cinture, perché ne vedrete e ascolterete delle belle.

Portate in Italia con inganno, costrette a riti vodoo e a prostituirsi con violenza: arrestata nigeriana nel Foggiano

Faceva arrivare sue connazionali in Italia con l’inganno, promettendo loro un lavoro ed una nuova vita. Ed invece le costringeva a prostituirsi, con la violenza, sottoponendole al rito vodoo.

È per questo che una donna nigeriana è stata arrestata oggi dalla Polizia di Stato: è accusata di essersi resa responsabile, dal 2017 al 2021, dei delitti di riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani.

Per riottenere la propria libertà ed i propri documenti, che una volta arrivate in Italia venivano trattenuti, le vittime avrebbero dovuto versare 25.000 euro più interessi, a titolo di “rimborso delle spese per il viaggio”, guadagni derivanti da prestazioni sessuali che le donne dovevano subire con clienti selezionati dalla nigeriana.

L’arrestata, a seguito di complesse indagini della Squadra Mobile della Questura di Napoli, è stata rintracciata nel Foggiano.