Amtab, una questione D’Amore. Il dilemma: chi controlla il controllore?

Dopo il clamore mediatico iniziale, sull’Amtab sembra essere sceso un pericoloso silenzio, come se si dia per scontato che la gestione unilaterale dell’avvocato Luca D’Amore sia di per sé infallibile. Alla vigilia del rinnovo del suo ufficio di presidenza, ci si chiede se i professionisti scelti abbiamo tutte le competenze necessarie e quanto guadagnino.

Per la verità, sul compenso dell’avvocato e dei suoi collaboratori di fiducia non si sa molto. Qualcuno affettuosamente chiama per nome l’uomo scelto dalla Procura e dal Comune. In un precedente video abbiamo spiegato come alcuni all’interno dell’azienda abbiano sentito la dottoressa Paolilla, capo del personale, chiamare l’avvocato D’Amore Luchino.

Niente di male, ci mancherebbe, ma un certo distacco sarebbe auspicabile. Siamo sicuri che i licenziamenti fatti finora non nascondano altro ed è vero che ce ne sono altri pronti che non vengono ufficializzati per la difficoltà di coprire tutti i turni?

E poi i vari certificati indispensabili per la regolare attività, il pasticciaccio dei bus elettrici. Di cosa da dire ce ne sono tante e le diremo, approfondendo i singoli argomenti. Non una caccia alle streghe, ma è giusto che essendoci la Procura di mezzo e un sacco di chiacchiericcio si faccia chiarezza, si pongano domande, con la speranza di avere risposte.

C’è una vera discontinuità tra l’allegra gestione del passato e quella attuale, in proroga e con i vertici desiderosi di essere riconfermati? Il Comune è contento di quanto sta accadendo, soprattutto per quanto riguarda i mezzi elettrici? Insomma, c’è molto da approfondire e noi, come sempre non ci tireremo indietro.

Legato al palo e deriso sul web, Luchino è volato in cielo. La sindaca di Andria: “Ti chiedo scusa per tutto”

“Caro Luchino, provo a chiederti scusa anche per chi non lo ha mai fatto. Per chi ti ha deriso, tante, troppe volte. Per chi ti ha raggirato, schernito. Per chi ti ha umiliato, fino a legarti ad un palo, in balia delle risate collettive o dell’indifferenza più totale. Reato prescritto, abbiamo letto di recente. Ma non si è prescritta la sofferenza, la ferita. Quella no”. Inizia così il post pubblicato sui social da Giovanna Bruno, sindaco di Andria, dopo la scomparsa di Luca Di Schiena, meglio conosciuto come “Luchino”. Una persona fragile, spesso derisa e vittima dei bulli. Nel 2015 fu legato ad un palo con del nastro adesivo, deriso e fotografato. Le foto in poco tempo fecero il giro del web, i 5 ragazzi coinvolti qualche mese fa sono stati tutti prosciolti per prescrizione del reato.

“Ti chiedo scusa per chi ti ha allontanato, invece che accoglierti. Per chi ti ha giudicato, invece che parlarti. Ascoltarti. E tu, nonostante tutto, ben oltre le tue fragilità, hai provato a permeare il tessuto umano di questa Città, fino a diventarne quasi un simbolo, o comunque un “personaggio”. Conosciuto più o meno a tutti, senza dare mai fastidio a nessuno. Provo a chiederti scusa anche per chi oggi ti ha fotografato da defunto, facendo girare la tua immagine. Che senso ha? Che gusto c’è? È rispetto questo? Chiedo: è rispetto?! Fatela finita una buona volta. Facciamola finita. Ma dov’è l’umanità? Dove? Quando cesserà questa barbarie quotidiana? Ti chiedo scusa, Luchino, anche per chi non ritiene di doverlo fare. La terra ti sia lieve, finalmente. Un abbraccio alla famiglia”, ha aggiunto il primo cittadino.