Referendum, i dati finali in Puglia: il no trionfa con il 57,13% a Bari supera il 60%. Emiliano: “L’abbiamo scampata”

Scrutini terminati in Puglia, dove per il quesito referendario sulla giustizia si è registrata un’affluenza pari al 52,03%, quasi dieci punti percentuali in meno rispetto al referendum costituzionale del 2020 (61,91%).

La percentuale più alta è stata a Bari e in provincia dove ha votato il 53,89% degli aventi diritto. A Lecce e in provincia ha votato il 53,78%, nella provincia Barletta Andria Trani il 52,54, in quella di Taranto il 50,72%, nel Brindisino il 49,62%, mentre in provincia di Foggia è andato alle urne il 48,20% degli aventi diritto.

In Puglia il no trionfa con il 57,13% (936.589 voti), quasi quattro punti in più rispetto al risultato nazionale (53,7%). Solo il 42,87% dei pugliesi ha votato per il sì (702.639 voti). A Bari il no ha superato il 60% (60,27%).

“L’abbiamo scampata grazie alla maturità dell’elettorato italiano che ha capito che la posta in palio era l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e la Costituzione, non la carriera di pm e giudici della quale si discuterà senza conflitti ideologici”, il commento a caldo di Emiliano. “La destra italiana aggiunge l’ex magistrato – continua a cercare di manomettere pezzi della Costituzione nella speranza di poterla riformare tutta eliminando la sua matrice antifascista nata dalla Resistenza. Ma i tanti ragazzi e ragazze di oggi, come quelli di ieri, hanno impedito questo disegno politico neo autoritario – aggiunge -. Questo però non vuole dire che non si debba subito mettere mano ad una complessiva riforma della giustizia che la renda veloce – afferma ancora meno schiava del protagonismo negativo dei pm e concentrata sui processi nel dibattimento piuttosto che sulle indagini preliminari che fanno tanto male ai cittadini e alla credibilità della magistratura quando non si tramutano in condanne passate in giudicato. Rinviare a giudizio qualcuno o arrestarlo addirittura e poi non riuscire a farlo condannare – conclude deve diventare un peccato mortale che non può non avere conseguenze sulla carriera di chi non sa fare questo mestiere”.

“La propaganda del centrodestra non è riuscita ad abbindolare le cittadine e i cittadini che, quando in ballo ci sono i valori fondanti della democrazia, in tutta Italia e in Puglia, hanno dimostrato che non restano indifferenti e, soprattutto, si fanno interpreti di una volontà popolare sapiente, che va oltre gli interessi di parte. Dalle urne di questo referendum è venuta fuori la fotografia di un Paese unito, da nord a sud, contro una riforma che non avrebbe migliorato la giustizia ma colpito la magistratura e la democrazia. E dalla Puglia, quinta regione in Italia in cui ha trionfato il NO, con una percentuale che a Bari ha raggiunto il 64%, viene fuori un concetto e un messaggio semplice: la Costituzione non si tocca minandone le fondamenta. E questo è profondamente politico. Il Sistema Giustizia va migliorato, i tempi dei processi accorciati, gli organici rinforzati, i cittadini rassicurati. Ma su temi come questi ci deve essere una condivisione e un dibattito basati sul rispetto della Carta fondamentale dell’Italia repubblicana e non su recriminazioni di parte e risentimenti politici di chi considera la magistratura un contro-potere”. Questo il commento del consigliere regionale e Segretario del PD Puglia, Domenico De Santis

Referendum giustizia, vince il no: in Puglia il 57% degli elettori boccia la riforma. Meloni: “Rispettiamo la decisione”

Il referendum sulla riforma della giustizia si è chiuso con una vittoria del “no”, in vantaggio con circa il 54% dei voti quando lo scrutinio ha superato l’80% delle sezioni. Il “no” prevale anche in Puglia (57,18%).

L’affluenza nazionale è stata alta (59%), mentre in Puglia si è fermata al 52,01%, inferiore sia al dato nazionale sia a quello del referendum del 2020.

Il ministro Carlo Nordio ha dichiarato di rispettare il risultato, sottolineando che la riforma puntava a rafforzare il modello accusatorio e il ruolo del giudice imparziale, senza attribuire al voto un significato politico.

“Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”, questo invece il commento sui social della premier Giorgia Meloni.

Referendum Giustizia, al via gli scrutini. Primi dati vedono avanti il no al 54%. In Puglia si attesta sul 58%

Si sono chiuse alle ore 15 le urne per il referendum sulla riforma della giustizia, dando il via allo scrutinio dei voti. I primi dati ufficiali, relativi a 6.946 sezioni su un totale di 61.533, indicano un vantaggio del “No”, attestato al 54,13%, mentre il “Sì” si ferma al 45,87%.

Il trend appare ancora più marcato nel Mezzogiorno: in Puglia il “No” si colloca intorno al 58%.  Le prime indicazioni erano già emerse dagli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, che assegnavano al “No” una forbice tra il 49% e il 53% e al “Sì” tra il 47% e il 51%, su una copertura del campione pari all’83% alle ore 15.

Significativa anche l’affluenza, che si conferma elevata: secondo i dati del Ministero dell’Interno, a un quarto delle sezioni la partecipazione nazionale ha raggiunto il 59%. In Puglia si è fermata al 52%, quasi dieci punti percentuali in meno rispetto al referendum costituzionale del 2020 (61,91%),

La percentuale più alta è stata a Bari e in provincia dove ha votato il 53,89% degli aventi diritto. A Lecce e in provincia ha votato il 53,63%, nella provincia Barletta Andria Trani il 52,65, in quella di Taranto il 50,71%, nel Brindisino il 49,62%, mentre in provincia di Foggia è andato alle urne il 48,20% degli aventi diritto. Lo spoglio è ancora in corso e i risultati definitivi saranno disponibili nelle prossime ore.

Referendum giustizia, seggi aperti fino alle 15. Alle 23 di domenica ha votato il 39% dei pugliesi

Alle 23 di ieri ha votato il 39% degli aventi diritto, oltre 1 milione 237mila cittadini (in totale gli elettori sono poco più di 3 milioni). Al precedente referendum costituzionale del 2020, alla medesima rilevazione, aveva votato il 43,74%.

Nel dettaglio, nell’area metropolitana di Bari l’affluenza alla chiusura dei seggi era del 40,80% (a Bari città 41,47%), nella provincia di Barletta Andria Trani 39,21%, a Brindisi 37,18%, a Foggia 34,88%, a Lecce 40,77%, a Taranto 37,92%.

La città con l’affluenza più alta è Zollino in provincia di Lecce, con il 51,66% dei votanti; la più bassa è Carpino, in provincia di Foggia, con il 23%. I circa 4mila seggi allestiti in Puglia riapriranno domani alle 7 e si potrà votare fino alle 15.

Referendum Giustizia, alle 19 in Puglia affluenza al 30,96%. A Bari 34,62% degli elettori alle urne

Alle 19 in Puglia ha votato il 30,96 % degli aventi diritto, quasi 980mila cittadini elettori. Al precedente referendum costituzionale del 2020, alla medesima rilevazione, aveva votato il 30,28 %.

Nel dettaglio, nell’area metropolitana di Bari l’affluenza è del 32,06 % (a Bari città 34,62 %), nella provincia di Lecce 33,80 %, a Foggia 26,86 %, a Taranto 29,78 %, a Barletta Andria Trani 30,36 %, a Brindisi 30,15 %.

La città con affluenza più alta è Melpignano, in Salento, con il 44,08 % dei votanti; la più bassa è Carpino, nel Foggiano, con il 17,29 %. I prossimi dati sull’affluenza saranno disponibili alle 23.

Referendum Giustizia, oltre 3 milioni di pugliesi alle urne. Decaro vota a Bari: “Purtroppo battaglia politica”

Aperti anche in Puglia i seggi per votare il referendum costituzionale sulla giustizia. Al voto nella regione 3 milioni 173mila 407 cittadini in 4.032 sezioni nelle sei provincie.

A Bari, città capoluogo, il numero degli elettori aventi diritto al voto è pari a circa 1 milione di persone, quasi un terzo dell’intera regione, suddivisi in poco più di 1.200 sezioni. Seguono la provincia di Lecce, con circa 630mila elettori, Foggia con 460mila, Taranto 450mila, Brindisi 310mila, Barletta Andria Trani con 300mila. Si vota fino alle 23 di oggi e domani dalle 7 alle 15. All’ultimo referendum costituzionale del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari votò circa il 61% degli aventi diritto, 2 milioni di elettori.

“Votare è importante perché il referendum è uno strumento che hanno i cittadini per decidere su questioni che riguardano la vita democratica del nostro Paese. Io credo che, purtroppo, sia diventato un voto non più sui temi, non più sui sette articoli della Costituzione che si vogliono modificare, ma sia diventata una battaglia di parte politica in questi ultimi mesi”.

Sono le parole del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, all’esterno del seggio della scuola Rita Levi Montalcini, nel quartiere Torre a Mare di Bari, dove ha votato per il referendum costituzionale sulla giustizia.

Referendum giustizia, il ministro Nordio a Bari: “Il codice penale è quello di Mussolini la sinistra non lo capisce”

“Noi abbiamo ancora una giustizia che risente del fascismo, è questo che neanche la sinistra vuol capire”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a margine dell’incontro ‘Verso il referendum del 22 e 23 marzo. Le ragioni del si’ organizzato nell’AncheCinema di Bari da Ordine degli avvocati, Aiga e Camera penale di Bari.

“Il codice penale, che è quello che oggi disciplina i delitti e le pene, – ha detto Nordio – è ancora in vigore ed è firmato da Benito Mussolini e da Vittorio Emanuele III. Questo la dice lunga sul fatto che la nostra giustizia va cambiata completamente e allineata ai grandi sistemi liberali e questo è uno dei passi più importanti, forse il più importante”.