Semestre filtro Medicina, la prima graduatoria: 350 ammessi a Bari. Le polemiche non si placano: pronti i ricorsi

Nella giornata di ieri, 8 gennaio, è stata pubblicata la graduatoria provvisoria nazionale per l’accesso al secondo semestre dell’Università di Medicina e Chirurgia. A Bari sono stati ammessi in 350 su 2500 candidati e le polemiche, dopo il semestre filtro, non si placano.

La graduatoria definitiva verrà pubblicata il 28 gennaio, chi è entrato lo ha fatto con sufficienze dirette, reintegrate o con crediti da recuperare. Si potrà immatricolare (entro il 14 gennaio) chi ha superato i tre esami previsti di Chimica, Biologia e Fisica (bestia nera come materia, superata da neppure il 15% dei candidati). Si potrà iscrivere chi è risultato idoneo, ovvero chi ha superato una prova su tre. Dovrà poi recuperare i crediti mancanti entro il 28 febbraio, con nuovi esami di fisica da affrontare. Ai non idonei non resta che ripiegare sui corsi affini.

“Ci avevano promesso ampliamento, ma la realtà è ben diversa: per qualcuno è stata una conferma, per la maggior parte degli studenti si tratta di un’esclusione che arriva dopo mesi di frequenze obbligatorie, spese, spostamenti e con delle regole ben poco chiare – le parole di Sahar Locaputo, Coordinatrice di UDU Bari -. Gli studenti hanno pagato mesi di studio, solo per essere poi esclusi da un sistema che non garantisce pari opportunità e le cui regole non sono state rese chiare dall’inizio. Come avevamo già denunciato, anche lo svolgimento degli esami ha presentato le sue criticità: mancanza di uniformità, difformità negli obblighi di frequenza, la tutela dell’anonimato non sempre è stata garantita. Insomma, un sistema sbagliato dall’inizio alla fine”.

“Un’altra grande criticità è rappresentata dalla situazione in cui si trovano tutti quegli studenti ammessi in graduatoria, ma in una città o regione diversa da quella in cui hanno frequentato fino ad oggi. Con le graduatorie definitive, previste per il 28 gennaio, sarà impossibile per questi studenti trovare una sistemazione, sia pubblica che privata, in tempo per l’inizio delle lezioni a febbraio, anche a causa dei diversi criteri adottati dalle agenzie per il diritto allo studio universitario. È responsabilità del Ministero dare disposizioni chiare per tutelare il diritto allo studio, ponendo al centro il benessere mentale e le opportunità degli studenti, e non la strenua difesa delle proprie mancanze”, conclude Sahar Locaputo.

“Come Unione degli Universitari, abbiamo lanciato un’iniziativa legale, un ricorso collettivo contro il semestre filtro – spiega Adriano Porfido, Esecutivo di UDU Bari -. È assolutamente illegittimo il modo in cui la Ministra Bernini e il Ministero hanno stravolto in itinere le modalità di composizione delle graduatorie. Invitiamo tutti gli studenti non soddisfatti dalle graduatorie a unirsi a noi e a contattarci, non siete soli”.

 

Semestre filtro Medicina, flop a Bari: fuori il 90% dei candidati al primo appello. Record di bocciature a Fisica

Risultati scoraggianti e negativi a Bari per il test d’ingresso a Medicina e per gli studenti alle prese con il semestre filtro. Al primo appello il 28.2% degli studenti ha passato Biologia (600 su 2113), il 22,8% Chimica (484 su 2109) e solo il 10,3% Fisica (218 su 2086).

In pochissimi hanno dunque superato tutte le tre prove che danno accesso alla graduatoria nazionale. E così saranno in tantissimi a ripresentarsi alla seconda occasione in programma il 10 dicembre. Dati alla mano, il 90% circa dei candidati è fuori.

Ma anche superare le tre prove può non bastare: per piazzarsi bene in graduatoria ed entrare nella sede preferita serve anche un buon punteggio. Chi ha superato le tre prove dovrà decidere se tenersi il risultato o rinunciare e tentare di fare meglio al prossimo giro.

Il trend è comunque nazionale e c’è chi sostiene che non si arriverà a coprire tutti i 21.574 posti disponibili per Medicina e Chirurgia. La media dei promossi in Italia si attesta fra i 9 e il 17%.

“Iniziare Medicina a 25 anni? Meglio consegnare le pizze”, la prof si scusa: “Volevo spronare gli studenti”

“Ho sempre incoraggiato i ragazzi a non mollare gli studi e cerco di aiutarli in tutti i modi. Chi mi conosce sa che non avevo la minima intenzione di demotivarli, anzi. Il mio discorso è nato dopo che i ragazzi mi hanno manifestato qualche difficoltà con questo nuovo sistema”.

A parlare è la docente del semestre filtro della facoltà di Medicina dell’Università di Bari finita al centro delle polemiche negli ultimi giorni. Secondo quanto denunciato dagli studenti avrebbe detto che “dovrebbe studiare Medicina solo chi proviene dal liceo classico o scientifico” e “se avessi avuto un figlio di 25 anni lo avrei mandato a consegnare le pizze piuttosto che fargli seguire il semestre filtro”.

La protagonista della vicenda fa dietrofront, amareggiata dal clamore della vicenda e dal fatto di essere stata fraintesa. “Ho spiegato loro che dovrebbero stare attenti a non perdere troppi anni per cercare di entrare a medicina, ma utilizzare l’opportunità di iscriversi a un corso affine che potrebbero trovare anche interessante – le parole riportate da La Repubblica -. Il rischio sarebbe quello di entrare a medicina, magari a 25 anni, ma dover frequentare le lezioni in modo obbligatorio, studiando di giorno, e guadagnarsi uno stipendio magari consegnando pizze, visto che è un lavoro serale. Solo una voglia di spronarli non c’era la minima intenzione di farli desistere. Mi spiace se non sono stata molto chiara”.

“La mia è stata una risposta a una studentessa che proveniva da un tipo di scuola superiore in cui non ha mai studiato la mia materia, e che mi ha riferito di avere grandi difficoltà a studiare. Le ho risposto che per quel motivo ho consigliato ai miei figli di iscriversi al liceo classico oppure allo scientifico, solo per avere basi più adeguate a certi corsi di laurea – ha aggiunto -. Se mi avessero interrotta e chiesto spiegazioni avrei chiarito il mio punto di vista. Nella mia esperienza ho sempre avuto un ottimo rapporto umano con gli studenti, cercando di instaurare un dialogo costante con loro, motivandoli alla collaborazione, al confronto e al sostegno reciproco”.