Soldi riciclati nelle sale slot, la Bari Bene nel mirino. Il pentito: “Medici, avvocati e imprenditori ripulivano il denaro”

Le sale giochi riconducibili ad Alessandro Snidar sarebbero state utilizzate non solo dalla criminalità organizzata per riciclare denaro proveniente dal traffico di droga, ma anche da professionisti e imprenditori intenzionati a regolarizzare ingenti somme di contante non dichiarate. È quanto emerge dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonio De Manna, raccolte nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di 20 persone.

Secondo il pentito, medici, avvocati, manager e imprenditori introducevano migliaia di euro nelle videolottery, effettuando pochissime giocate per poi ottenere un ticket che consentiva loro di incassare un assegno come se si trattasse di una regolare vincita. Un sistema che, stando alle accuse, permetteva di “ripulire” denaro contante trasformandolo in somme tracciabili.

De Manna, ex affiliato al clan Telegrafo, ha raccontato di aver osservato per anni il presunto meccanismo all’interno della sala Millionaire di via Fanelli, sostenendo che il metodo fosse noto e diffuso tra i clienti.

Le indagini, inoltre, ipotizzano che il sistema fosse stato esteso anche ad altre province pugliesi, con presunti collegamenti a Foggia, Lecce e Brindisi, dove sarebbero emersi rapporti con ambienti della criminalità organizzata.

Il collaboratore ha infine riferito di un progetto, mai portato a termine, per rapinare Snidar o alcuni suoi uomini di fiducia, ritenendo però l’imprenditore particolarmente difficile da colpire perché sempre protetto da un autista e da una persona incaricata della sua sicurezza.