Omicidio Irene Margherito, in aula il pentimento del cognato Adamo Sardella: “Vorrei chiedere perdono”

“Vorrei chiedere perdono a tutti. Sono profondamente addolorato per aver provocato la morte di mia cognata e sono pentito di tutto quello che ho fatto”.

Con queste parole, lette in aula durante dichiarazioni spontanee, il 57enne Adamo Sardella ha espresso il proprio pentimento nel processo per l’omicidio di Irene Margherito, uccisa il 26 maggio 2024 a Mesagne e morta poche ore dopo in ospedale a Brindisi.

L’udienza si è svolta davanti alla Corte d’Assise di Brindisi. Sardella, imputato anche per il tentato omicidio del compagno della vittima, ha poi risposto alle domande del pubblico ministero, delle parti civili, dei suoi difensori e del presidente della Corte.

Nel corso del dibattimento sono stati nuovamente ricostruiti i dissapori familiari che, secondo l’accusa, sarebbero all’origine del delitto.

Lite familiare a Mesagne, muore la 47enne Irene Margherito: domani l’interrogatorio del cognato

Si terrà domani alle 10 l’udienza di convalida dell’arresto per Adamo Sardella, il 55enne di Brindisi in carcere da domenica con l’accusa di aver ferito mortalmente la cognata, Irene Margherito, di 47 anni, morta ieri in ospedale a 24 ore dal ricovero in codice rosso. L’interrogatorio si terrà nel carcere di Brindisi davanti alla gip Stefania De Angelis.

Irene Margherito è stata colpita da un proiettile al capo domenica poco dopo le 13 al culmine di una lite lungo la complanare della statale 7 tra Mesagne e Brindisi. Il 55enne è accusato di omicidio volontario, del tentato omicidio del compagno della vittima e di porto abusivo di arma da fuoco. Le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto sono coordinate dalla Procura di Brindisi e condotte dagli agenti del commissariato di Mesagne e della squadra mobile di Brindisi.