Sarà prorogata di altri sette giorni l’ordinanza che vieta l’accesso ad alcune aree verdi e agricole di Noicattaro, nel Barese, mentre proseguono le operazioni per catturare l’animale ritenuto responsabile delle aggressioni a due bambini.
A confermarlo è stato il sindaco Raimondo Innamorato, al termine della riunione della task force in Prefettura a Bari. L’animale sarebbe stato individuato e le squadre stanno circoscrivendo l’area per procedere alla cattura. Installate trappole, fototrappole e altre apparecchiature da parte di esperti dell’Università di Bari, del Cnr e del servizio veterinario della Asl, con l’obiettivo di individuare i principali “corridoi” utilizzati dall’animale.
Alle operazioni partecipano anche Carabinieri Forestali, Città Metropolitana e Regione Puglia, sotto il coordinamento della Prefettura. Il sindaco ha rinnovato l’appello a rispettare le aree interdette, dopo aver segnalato la presenza di persone che continuano a frequentarle.
Resta ancora da chiarire la specie dell’animale e soprattutto se gli avvistamenti e le aggressioni siano riconducibili allo stesso esemplare. «La certezza scientifica può arrivare soltanto dal Dna», ha spiegato Innamorato. Segnalazioni sono arrivate anche da Cellamare e Bitonto, ma al momento non è possibile stabilire se si tratti dello stesso animale.
Le due aggressioni sono avvenute il 4 agosto, quando una bambina di sei anni era stata gravemente ferita nel parco di via Falcone, e la sera di Ferragosto, quando un altro bambino di sei anni è stato aggredito e ha riportato fratture multiple alle costole. Secondo il sindaco, entrambi i bambini sono ora in buone condizioni.
Secondo il professor Rocco Sorino, zoologo dell’Università di Bari, la forte antropizzazione delle campagne tra Noicattaro, Rutigliano e Mola di Bari potrebbe aver ridotto la naturale diffidenza degli animali selvatici verso l’uomo.

