Titoli di studio falsi, Catalano assolta in Appello: “Sono rinata. Anch’io vittima delle Modaffari”

Travolti dallo scandalo sui titoli di studio falsi, Savino Cianci e Lucia Catalano, hanno scelto mesi fa quintopotere.it per dire la loro verità. Circa 800 persone finite in un giro di titoli senza alcun valore, vissuti a lungo con l’illusione di riuscire così a entrare per esempio nelle graduatorie per l’insegnamento nella scuola.

Un giro d’affari milionario partito da Reggio Calabria con l’operazione “Lucignolo” e sfociato a Trani in un’altra inchiesta, denominata “Zero titoli”. Un sistema partito dalla Calabria, firmato dalle sorelle Modaffari e dalla mamma Anna Maria.

Dopo la prima lunga testimonianza contenuta nel primo servizio, aver parlato con Cianci del tribunale mediatico e di quello social con la dottoressa Catalano, siamo arrivati ad un punto di svolta. La dottoressa Catalano, condannata in primo grado a 4 anni e 3 mesi, è stata assolta in Appello delle accuse. Confermate le condanne degli altri due imputati.

Titoli di studio falsi, da truffa a ossessione. Catalano nel mirino: “Minacce e offese deliranti”

Travolti dallo scandalo sui titoli di studio falsi, Savino Cianci e Lucia Catalano, hanno scelto quintopotere.it per dire la loro verità. Circa 800 persone finite in un giro di titoli senza alcun valore, vissuti a lungo con l’illusione di riuscire così a entrare per esempio nelle graduatorie per l’insegnamento nella scuola.

Un giro d’affari milionario partito da Reggio Calabria con l’operazione “Lucignolo” e sfociato a Trani in un’altra inchiesta, denominata “Zero titoli”. Un sistema partito dalla Calabria, firmato dalle sorelle Modaffari e dalla mamma Anna Maria.

Dopo la prima lunga testimonianza contenuta nel primo servizio e aver iniziato a parlare con Cianci del tribunale mediatico, questa volta parliamo del tribunale dei social con la dottoressa Catalano.

Esiste un gruppo Facebook dove i due vengono attaccati quotidianamente in particolare da Pietro Ricchiuti, una delle vittime della truffa, in post approvati dall’amministratore Guido Santilli.

Offese e insulti alla ricerca di una giustizia “privata” che si estendono anche all’intera famiglia dei due, coinvolgendo anche amici estranei e minori. Una vera e propria ossessione che si estende anche a messaggi privati inviati su WhatsApp ma non solo. Nel video allegato tutti i dettagli.

Titoli di studio falsi, Cianci e Catalano denunciano Giletti: “Aveva le carte. Su di noi solo fango”

Travolti dallo scandalo sui titoli di studio falsi, Savino Cianci e Lucia Catalano, hanno scelto quintopotere.it per dire la loro verità. Dopo la prima lunga testimonianza contenuta nel primo servizio e dopo esserci occupati con loro della vicenda giudiziaria, questa volta parliamo del tribunale mediatico. I due hanno denunciato Massimo Giletti che si è occupato del caso, Cianci ci spiega i motivi.

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Titoli di studio falsi, il sistema Modaffari. Cianci e Catalano: “Tutto tracciato. È un incubo”

Travolti dallo scandalo sui titoli di studio falsi, Savino Cianci e Lucia Catalano, scelgono quintopotere.it per dire la loro verità. Circa 800 persone finite in un giro di titoli senza alcun valore, vissuti a lungo con l’illusione di riuscire così a entrare per esempio nelle graduatorie per l’insegnamento nella scuola.

Un giro d’affari milionario partito da Reggio Calabria con l’operazione “Lucignolo” e sfociato a Trani in un’altra inchiesta, denominata “Zero titoli”. Un sistema partito dalla Calabria, firmato dalle sorelle Modaffari e dalla mamma Anna Maria.

Nella trappola, dunque, nonostante avessero chiesto alle istituzioni italiane di conoscere l’attendibilità di quei titoli, senza tuttavia avere risposte, sono finiti Savino Cianci e Lucia Catalano. “Siamo stati truffati anche noi – spiegano ai nostri microfoni -. È tutto tracciato, stiamo riuscendo a spiegare la nostro posizione e ci dispiace per essere stati strumento utile a veicolare tutto ciò che poi noi stessi abbiamo scoperto sulla nostra pelle”.

La lunga testimonianza contenuta nel video che vi proponiamo oggi in esclusiva, è solo una parte dell’inchiesta che stiamo conducendo, approfondendo – lo specifichiamo – la lettura delle carte e la versione di Nino e Lucy, così come li ha sempre chiamati chi ha collaborato con loro.

Non a caso abbiamo chiesto di incontrarli nella loro villa “hollywoodiana”, con piscina. L’abitazione è finita allo stesso modo nel tritacarne mediatico, essendo stata per molti frutto dell’attività illecita di nullatenenti. È davvero così? Non sarà la verità assoluta, ma se non altro è un punto di vista mai ascoltato prima d’ora.