Il Bari continua a costruire il proprio futuro, ma la sensazione è che il cantiere sia ancora lontano dall’essere completato. Nella giornata di oggi, giovedì 13 agosto, la società biancorossa ha presentato ufficialmente nella sala stampa “Gianluca Guido” dello stadio San Nicola tre dei nuovi innesti chiamati a rilanciare le ambizioni del club dopo la retrocessione in Serie C: Alessandro Celli, Lukas Grgic e Alessio Tribuzzi. Un appuntamento importante, almeno nelle intenzioni, per spostare l’attenzione sul campo e sul progetto tecnico affidato a mister Rastelli.
La realtà, però, racconta un’altra storia. A pochi giorni dall’inizio della stagione, il Bari appare ancora una squadra in costruzione. Il lavoro del direttore generale Pierpaolo Marino e del suo staff procede senza sosta nel tentativo di ricostruire non solo una rosa competitiva, ma anche un rapporto con la città profondamente compromesso negli ultimi anni. Tuttavia, tra operazioni ancora da definire, possibili uscite e una fisionomia tecnica tutt’altro che delineata, la domanda che accompagna l’ambiente resta la stessa: quanto bisognerà attendere prima di vedere il vero Bari?
In questo contesto si inseriscono le parole di Celli, Grgic e Tribuzzi, tre giocatori chiamati non soltanto a dare un contributo sul campo, ma anche a confrontarsi con un ambiente esigente, deluso e ancora in cerca di risposte: “Sono giocatori che conoscete bene. Tribuzzi è uno specialista e per lui varrà il concetto del non c’è due senza tre. Celli è un giocatore che cercavamo. Lo avevamo bloccato da un mese e mezzo. Grgic è un giocatore internazionale che ha fatto le coppe e che io personalmente ho visto anni fa in una finale di coppa d’Austria con una cornice straordinaria”.
Per Tribuzzi il calcio rappresenta anche una tradizione familiare: “Mio zio ha giocato a calcio e ha lavorato anche con il direttore Marino. È una passione di famiglia e spero di riuscire a fare bene come lui”.
L’esterno biancorosso si è poi soffermato sul potenziale offensivo della squadra: “Abbiamo attaccanti fortissimi, un vero lusso per questa categoria. A Crotone ho giocato con Gomez e conoscevo già molto bene Butic. Siamo contenti di averli con noi e speriamo di metterli nelle condizioni migliori per segnare tanti gol”.
Parole importanti anche su Esposito: “È molto giovane – ha continuato Tribuzzi– e mi ha impressionato sin dai primi allenamenti. Speriamo di riuscire tutti insieme a raggiungere un obiettivo importante”.
Tribuzzi ha quindi ribadito la responsabilità avvertita dai nuovi arrivati: “Siamo onorati di essere stati scelti dal Bari. Cercheremo di dare il massimo, sudare la maglia e disputare un campionato importante”.
Deciso anche Lukas Grgic, convinto soprattutto dal confronto avuto con Pierpaolo Marino: “Ho scelto Bari dopo aver parlato con il direttore. Sono felice di essere qui. Provengo da un club importante e considero Bari lo step successivo della mia carriera. Sono consapevole della situazione e sono venuto qui per vincere”. Lo stesso Marino ha descritto così il centrocampista austriaco: “È molto simpatico ed è un calciatore dotato di grande intelligenza calcistica”.
Alessandro Celli, infine, non ha nascosto il fascino esercitato dalla piazza: “Bari è una chiamata che non si può rifiutare. Il direttore mi ha presentato un progetto importante, in un momento particolare per questa città. Avevo già accettato una sfida simile a Catania: sono due piazze prestigiose, che vivono di calcio e hanno conosciuto traguardi importanti”.
Il difensore ha poi chiarito la propria collocazione tattica: “Il mister mi ha schierato in una posizione più avanzata – ha dichiarato Celli- probabilmente per farmi acquisire minutaggio. Sono nato terzino sinistro e quello resta il ruolo nel quale mi trovo meglio, ma sono pronto a fare tutto ciò che serve alla squadra”.
In chiusura una parentesi sulla questione del capitano: “Nelle mie squadre – conclude Marino – il capitano viene scelto direttamente dal gruppo, perché deve essere l’espressione autentica dello spogliatoio e non il risultato di una decisione calata dall’alto”.

