Chili di marijuana nascosti tra garage e cortile: 51enne arrestato nel Tarantino. Carabinieri attratti dall’odore

Sette chili di marijuana nascosti tra garage e cortile di un’abitazione sono stati scoperti dai carabinieri di Taranto che hanno arrestato un 51enne.

Il sequestro è scattato dopo un controllo su strada effettuato lungo la litoranea salentina, nel territorio di Leporano. Durante le verifiche su un’auto, i militari hanno percepito un odore riconducibile alla sostanza stupefacente.

La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire un primo quantitativo di marijuana, circostanza che ha portato all’estensione degli accertamenti all’abitazione dell’uomo.

Nel cortile i carabinieri hanno trovato una pianta di marijuana alta circa due metri, già sradicata, mentre nel garage sono stati scoperti rami messi ad essiccare e diversi contenitori con infiorescenze. Parte della droga era conservata in secchi e barattoli di vetro. Sequestrato anche un bilancino di precisione.

Secondo una stima dei carabinieri, la sostanza, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto garantire introiti superiori ai 70mila euro. Su disposizione del pubblico ministero di turno, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.

Taranto, rimosso tumore alle ovaie da 15 chili: paziente salvata e già a casa

Una donna della provincia di Taranto è stata sottoposta a un intervento chirurgico complesso che ha permesso di rimuovere un tumore alle ovaie di circa 15 kg. La massa era stata diagnosticata a giugno, quando misurava meno di 30 centimetri.

Nei mesi successivi, prima dell’intervento a settembre presso la Casa di cura Bernardini, la crescita era stata rapida fino a raggiungere i 50 centimetri, comprimendo gli organi interni e provocando serie difficoltà respiratorie e rischio di occlusione intestinale.

L’operazione ha richiesto un lavoro coordinato e altamente specializzato. La complessità non risiedeva solo nelle dimensioni eccezionali del tumore, ma anche nella necessità di proteggere i tessuti circostanti e garantire la massima sicurezza per la paziente.

Il risultato, che ha salvato la vita alla donna, è stato possibile grazie alla collaborazione multidisciplinare tra l’unità operativa di Ginecologia, diretta dal dr. Vito Carone, l’unità operativa di Chirurgia Generale diretta dal Dr. Martino Minardi e quella Anestesiologica, diretta dalla dr.ssa Marina Montrone.

Fondamentale il supporto di tutto il personale infermieristico di reparto e del blocco operatorio che ha preso in cura la paziente. Il decorso post-operatorio è stato regolare, privo di complicanze e la paziente è tornata a casa pochi giorni dopo.

«Nella sfera delle neoplasie ginecologiche, il tumore dell’ovaio è sicuramente il più aggressivo e rappresenta il 3% di tutte le neoplasie femminili – ha dichiarato il dr. Vito Carone della Casa di cura Bernardini- l’incidenza massima colpisce la fascia d’età tra i 50 e i 70 anni, ma non risparmia la popolazione giovanile. Per questo è importante effettuare controlli e visite ginecologiche almeno annuali, specialmente quando c’è familiarità per tumore ovarico o della mammella. Questo caso mette in evidenza anche come una diagnosi precoce possa cambiare positivamente la prognosi della malattia. La rapida crescita della massa in pochi mesi dimostra quanto sia essenziale intervenire tempestivamente e quanto sia importante un approccio multidisciplinare nell’interesse del paziente, approccio che quotidianamente caratterizza il nostro lavoro».