Sanremo, Serena Brancale si commuove ed entra nella prima top5. Ermal Meta ricorda le piccole vittime di Gaza

Previsioni rispettate. Serena Brancale è nella classifica provvisoria della prima serata del Festival di Sanremo, frutto del voto della Sala Stampa, Tv e Web. Con la cantante barese anche Arisa, Fulminacci, Ditonellapiaga, Fedez e Masini.

La Brancale è scoppiata a piangere dopo la sua esibizione scatenando gli applausi del pubblico dell’Ariston e della sala stampa con la canzone “Qui con me” dedicata alla mamma scomparsa.

Tra i protagonisti della prima serata anche il barese Ermal Meta. La sua struggente ninna nanna “Stella Stellina” ricorda le piccole vittime innocenti di Gaza.

Cucito sulla sua camicia si è letto il nome Amal scritto di suo pugno ad indicare tutte le bambine di Gaza. Come si legge sui suoi social “la protagonista di Stella stellina è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi. Aysha, Amal, Layla, Nour, Hind, che importa, forse niente, forse tutto. Figlie di nessuno, figlie di tutti”.

“Che i fiori siano solo per far festa e non sulle tombe dei bambini che non c’entrano niente con le follie degli uomini”, ha detto Carlo Conti salutando Ermal Meta consegnandogli il tradizionale mazzo di fiori.

Al via il Festival di Sanremo 2026, da Raf a Meta: tre gli artisti pugliesi in gara. Serena Brancale papabile vincitrice

I baresi Serena Brancale e Ermal Meta sono tra i 30 big di Sanremo 2026. Il Festival del direttore artistico Carlo Conti prenderà il via questa sera, tra gli artisti presenti anche il pugliese RAF di Margherita di Savoia. C’è grande attesa per Serena Brancale, una delle grandi favorite di quest’edizione. Ermal Meta invece torna sul palco di Sanremo per la settima volta, nel 2018 ha trionfato con Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”.

Ecco tutti i big in gara:

Tommaso Paradiso
Chiello
Serena Brancale
Fulminacci
Ditonellapiaga
Fedez & Masini
Leo Gassmann
Sayf
Arisa
Tredici Pietro
Sal Da Vinci
Samurai Jay
Malika Ayane
Luchè
Raf
Bambole di pezza
Ermal Meta
Nayt
Elettra Lamborghini
Michele Bravi
J-Ax
Enrico Nigiotti
Maria Antonietta & Colombre
Francesco Renga
Mara Sattei
LDA & Aka 7even
Dargen D’Amico
Levante
Eddie Brock
Patty Pravo

Ermal Meta maestro concertatore della 29a edizione della Notte della Taranta: appuntamento il 22 agosto

L’anno scorso, da ospite sul palco di Melpignano, era stato protagonista di uno dei momenti più intensi della Notte della Taranta con i suoi brani ‘Lule Lule’, antico canto d’amore in lingua arbëreshe, e ‘Mediterraneo’. Quest’anno Ermal Meta sarà il maestro concertatore della 29esima edizione del Concertone in programma il 22 agosto prossimo.

Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della fondazione che organizza il festival, dedicato quest’anno alle culture del Mediterraneo. Nato a Fier, in Albania, e cresciuto a Bari, dove arrivò a tredici anni, dopo la caduta del regime comunista, Ermal Meta “è testimone – evidenzia la Fondazione – della capacità della Puglia di farsi terra di accoglienza, ‘arca di pace’, portatrice di una cultura che è frutto di millenni di incontri, relazioni, migrazioni”.

“È una grande emozione sapere di far parte di una tradizione così profonda ed è anche una grande responsabilità” – ha detto il cantautore – Ho avuto modo di vedere da vicino la passione e la fede che La Notte della Taranta genera nelle persone che la amano e che la seguono. Mi onora che abbiano scelto me come maestro concertatore di quest’anno. Evviva La Notte della Taranta, evviva la Puglia!”.

Per Massimo Bray, presidente della Fondazione, “tra la Notte della Taranta ed Ermal Meta è nata fin da subito una consonanza profonda, legata al suo percorso umano e artistico e ai valori che ispirano la sua musica. La sua storia personale segnata dall’esperienza della migrazione e dall’approdo in Puglia negli anni Novanta parla di accoglienza, di dialogo tra i popoli, di una cultura che non si chiude ma si apre all’altro”.

“Con Ermal Meta affidiamo la direzione del Concertone a un musicista capace di tenere insieme memoria e presente, tradizione e contemporaneità, e di interpretare il Mediterraneo non come confine, ma come spazio di incontro, di scambio e di convivenza. Dopo Sotto lo stesso cielo, titolo della passata edizione, il festival, prosegue idealmente il suo cammino attraverso lo stesso mare, – conclude Bray – riaffermando la vocazione della La Notte della Taranta: fare della musica un linguaggio universale di pace, di relazione e di futuro condiviso”.