Il boss barese Giuseppe Diomede malato in carcere, da un mese chiede i domiciliari: 6 istanze e nessuna risposta

Giuseppe Diomede, 60 anni, storico esponente della criminalità barese detenuto dal 2000 e noto come “Pinuccio Dio il cantante”, attende una risposta alla richiesta di poter scontare la pena ai domiciliari per motivi di salute.

Il 4 agosto Diomede è stato sottoposto all’asportazione di un rene a causa di un tumore. Già dal 14 luglio il suo difensore, l’avvocato Francesco Maria Colonna Venisti, aveva presentato un’istanza al magistrato e al Tribunale di Sorveglianza di Sassari, evidenziando una «situazione di salute estremamente grave» e la necessità di cure continue e specialistiche, ritenute incompatibili con la detenzione.

Dopo l’intervento, il legale ha presentato altre cinque istanze, l’ultima il 17 agosto, chiedendo una risposta urgente. Diomede è stato dimesso il 10 agosto e successivamente riportato nel carcere Paolo Pittalis di Tempio Pausania, in Sardegna. La vicenda è resa nota da La Gazzetta del Mezzogiorno.

Secondo la difesa, a oggi nessuna delle sei richieste avrebbe ricevuto risposta. Diomede, condannato in passato per estorsione, associazione mafiosa, droga e omicidio, dovrebbe terminare la sua pena nell’agosto 2027.

“In carcere fino al 2050”, calcoli sbagliati per il boss di Carrassi Pinuccio Diomede: sarà libero nel 2026

Giuseppe Diomede, boss di Carrassi, lascerà il carcere nel 2026 e non nel 2050. Il pluripregiudicato si trova in carcere dal 2000 e nel corso degli anni ha accumulato diverse condanne per droga, omicidio, estorsione e mafia.

In totale ha collezionato 42 anni di reclusione, ridotti a 30 anni tra limiti previsti dal codice penale e continuazione. La Procura Generale però, in maniera errata, aveva calcolato che i 30 anni fossero da scontare a partire dal 28 maggio 2020, data dell’ultima condanna, e non dal 2000.