Rave party non autorizzato nel Brindisino, blitz e sgombero dopo tre giorni: 400 identificati e un arresto

Oltre 400 persone identificate, un arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di droga, due persone denunciate per oltraggio a pubblico ufficiale e più di 200 veicoli controllati: è questo il bilancio dell’operazione interforze, coordinata dalla Prefettura di Brindisi, nell’area dove si è svolto per oltre due giorni un rave party non autorizzato, in contrada Lobarco a Oria.

Nel corso dell’attività, sono stati sequestrati le attrezzature e gli allestimenti utilizzati in occasione del raduno, compresi i sistemi di amplificazione per la musica, e un automezzo.

Lo sgombero definitivo di tutta la zona si è concluso nelle scorse ore. Secondo una prima stima, al raduno hanno preso parte circa 800 persone. L’operazione si è svolta, informano dalla Prefettura, in assenza “di criticità sotto i profili dell’ordine e della sicurezza pubblica grazie all’efficiente dispositivo interforze messo in campo, che ha visto il dispiegamento di personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che, unitamente ai reparti di rinforzo intervenuti e al prezioso contributo fornito dalla Polizia Locale, hanno consentito la regolare gestione della situazione senza il ricorso alla forza”.

Il prefetto di Brindisi, Guido Aprea, ha espresso “grande compiacimento per l’impegno profuso dal personale intervenuto e coordinato per i profili operativi dalla Questura di Brindisi, e per la capacità dimostrata anche in questa occasione di riuscire a ristabilire condizioni di legalità in contesti delicati, in piena sicurezza e in conformità alla vigente normativa in tale ambito”.

Furbetti del badge alla Posta, dipendente denuncia e viene trasferito: noi querelati e identificati

Torniamo ad occuparci del caso dei furbetti del cartellino in una filiale barese di Poste Italiane. Il Direttore dell’Ufficio Postale di via Amendola ha segnalato la nostra presenza e ha richiesto l’intervento della Polizia Postale sul posto. Antonio e Tino sono stati così identificati per “pubblica sicurezza”. 

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