Il caso Delvecchio agita l’IRCCS De Bellis: forti mal di pancia anche su bar e informatica

Torniamo ad occuparci di Vincenzo Delvecchio, 50enne di Barletta tra le 12 persone nei confronti delle quali la Procura di Pescara ha chiesto il rinvio a giudizio relativamente allo scandalo sul fallimento milionario della Modus Fm. I reati contestati a vario titolo sono bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e false comunicazioni sociali.

Delvecchio è un uomo di Emiliano e del PD, ma è soprattutto il Presidente del Comitato di Indirizzo e Verifica dell’IRCCS Saverio De Bellis di Castellana Grotte. E dopo la pubblicazione del nostro articolo, che ha permesso anche di togliere la protezione della copertura mediatica di cui godono certi personaggi, a più di qualcuno è venuto il mal di pancia. E l’inchiesta “indigesta” sembra allargarsi.

Bari, svastiche incise nel laboratorio di informatica del Salvemini. La preside: “Ignoranza non è una ragazzata”

Svastiche incise su due computer, tra schermo e touchpad, e su un banco: è quanto accaduto nei giorni scorsi nel laboratorio di informatica del Liceo scientifico Gaetano Salvemini. A denunciare pubblicamente l’episodio è stata l’Unione degli studenti di Bari, che ha espresso una ferma condanna.

Dura la reazione della dirigente scolastica Tina Gesmundo, che ha dichiarato di essere “molto arrabbiata e molto amareggiata”. Pur senza attribuire con certezza un significato ideologico al gesto, la preside ha parlato di “pura ignoranza e incapacità di cogliere il peso reale di certi atti”.

Secondo Gesmundo, l’episodio si inserisce in un fenomeno più ampio di crescente disinvoltura nell’uso dei beni pubblici. “Da almeno un paio d’anni si registrano vandalismi, piccoli e grandi. È un fenomeno che mi allarma e che appartiene ai tempi nuovi”, si legge. Annunciate anche misure disciplinari, tra cui la sospensione dell’assemblea d’istituto. “Non voglio derubricarla come una ragazzata — ha aggiunto —. C’è una totale assenza di rispetto che va affrontata con serietà”.

Netta anche la posizione dell’Unione degli studenti, che sottolinea la gravità simbolica del gesto: “Disegnare una svastica in una scuola non è solo vandalismo. Questo simbolo rappresenta uno dei periodi più bui della storia, legato allo sterminio di milioni di persone”. L’associazione studentesca richiama infine l’importanza dell’educazione storica e civile. “Le scuole devono affrontare i temi del fascismo e dell’antifascismo in modo continuo e approfondito, non limitandosi agli ultimi anni di percorso scolastico”, aggiungono.