Bimba sottratta dal 27 maggio, coppia straniera arrestata al porto di Bari: minore finisce in struttura

La Polizia di Stato ha arrestato, nella serata del 20 luglio presso il porto di Bari, una coppia di coniugi – lui cittadino austriaco, lei slovacca – destinatari di Mandati di Arresto Europeo, emessi dal Tribunale Distrettuale di Steyr, Sezione 1, per il reato di sottrazione di minore.

La donna, sbarcata da una motonave proveniente da Dubrovnik, ha attirato l’attenzione degli agenti durante un controllo a campione, mostrando un comportamento sospetto mentre teneva in braccio una bambina ed era priva di documenti.

Poco dopo, il marito è stato identificato alla guida di un veicolo con targa tedesca. I successivi accertamenti hanno confermato la presenza dei mandati di arresto e una segnalazione internazionale per la bambina, sottratta il 27 maggio scorso, nonostante fosse stata affidata ad altra famiglia in seguito alla sospensione della potestà genitoriale.

La minore è stata affidata a una struttura protetta, mentre i due coniugi sono stati arrestati tradotti in carcere, l’uomo a Bari mentre la donna a Trani, a disposizione della Corte d’Appello territorialmente competente, che curerà la successiva procedura di estradizione, nei confronti dell’Autorità Giudiziaria che ha emesso il Mandato di Arresto Europeo.

.

Mandato di arresto europeo, imprenditore polacco 42enne arrestato a Bari: è accusato di truffa e riciclaggio

Il 42enne imprenditore polacco Michal Syzmon Kosin, arrestato lo scorso 7 aprile al porto di Bari dopo essere sbarcato da un traghetto in arrivo dalla Grecia, si trova agli arresti domiciliari.

L’uomo è accusato di truffe, reati fiscali di vario tipo, evasione fiscale e riciclaggio. Su di lui pendeva un mandato d’arresto europeo emesso nel settembre 2023, secondo le indagini avrebbe preso parte ad un gruppo criminali che ha commesso una serie di reati tra Polonia e Slovacchia dal 2019 al 2021.

Durante l’interrogatorio si è professato innocente. Ora tocca alla Corte d’Appello di Bari la decisione di consegnarlo alle autorità polacche o se il 42enne potrà restare in Italia, la sentenza arriverà al termine dell’udienza del prossimo 13 maggio. Dovranno essere fatti tutti gli accertamenti del caso e per questo è stata disposta l’acquisizione di alcuni documenti.

Nel corso dell’udienza di convalida, il difensore ha evidenziato che la Polonia “è stata condannata a pagare 1 milione al giorno dalla Corte di giustizia europea perché ha subordinato l’autonomia del potere giudiziario a quello politico”.

“In tal modo – ha proseguito – la Polonia mina i principi fondamentali della carta costituzionale europea perché pare non essersi adeguata alle indicazioni della Corte, seppur abbia subito numerose procedure di infrazione”