Padova-Bari, Longo cerca la svolta: “Non molliamo ma dobbiamo essere squadra”

Servirebbe una scintilla. E’ questo ciò che si ripete a Bari da quando le sorti della squadra pugliese peggiorano di partita in partita. E’ vero si che Moreno Longo dopo la sconfitta rimediata contro il Sudtirol (1-2) si sia scusato con la tifoseria ma ciò non cambia o motiva il cammino disastroso dei biancorossi. Il Bari rischia di prendere sempre più le sembianze di un agglomerato di giocatori che nulla hanno a che fare con l’idea di squadra tanto ricercata. Mancano coesione, spirito d’iniziativa, offensività e soprattutto fame. Quest’ultima dovrebbe essere l’aspetto principale di chi ha come obiettivo la salvezza ed il conseguente mantenimento della categoria, eppure..

Ancora una volta ad esprimersi non sarà il Presidente Luigi De Laurentiis ma il tecnico piemontese che dopo il confronto avvenuto la scorsa domenica con i capi Ultras della curva Nord si è recato nella sala stampa “Gianluca Guido” per presentare la prossima sfida dei biancorossi. Il Bari giocherà sabato 21 febbraio alle ore 15:00 presso lo Stadio Euganeo di Padova. La squadra allenata da mister Andreoletti occupa attualmente il tredicesimo posto nella classifica di Serie B a quota ventinove punti. Obiettivo dei veneti il raggiungimento dell’effettiva salvezza.

“Io spero che la squadra abbia sofferto per questa sconfitta   – ha esordito Moreno Longo – solo patendo le cose riesci ad avere una reazione come mi aspetto che ci sia”. Tutti recuperati tranne Verreth e Dickmann: Speravamo di avere Verreth ma non è così. È in netto miglioramento. Sono tutti recuperati tranne lui e Dickmann”

Soluzioni rapide e semplici è questo ciò di cui il Bari attualmente necessita: “Per quanto mi riguarda il primo tassello é che noi per primi non possiamo mollare di un centimetro anche quando si vede tutto nero. Il pensiero è che siamo già retrocessi ma noi dobbiamo persistere e perseverare. C’è una salvezza a 4 punti ed un playout a 2. Dobbiamo trovare le forze per rimanere dentro. Io per primo sto cercando di farla diventare una squadra perché squadra non lo è. Gli equilibri di spogliatoio sono più importanti di quelli del campo. Siamo un gruppo di giocatori che non hanno un’identità unita e precisa dove tutti la vedono in egual maniera. Si vede alcune volte che si è disgregati. Dopo il gol subito contro il Sudtirol ne avremmo potuto prendere subito altri. Io sto lavorando sul gruppo anche se tempo non c’è n’è”.

Andar via o lottare: “Prendersi le responsabilità ho sempre pensato fosse la strada più giusta. Fare un passo indietro ora vorrebbe dire lavarsene le mani ed io non desidero questo. Per il mio modo di essere mi sento tutto addosso come se fossi qui da luglio”.

I biancorossi e la sfida contro i veneti: ”La sfida contro il Padova la stiamo preparando focalizzandoci su ogni aspetto. Ho chiesto alla squadra di dover mettere un pezzettino loro ma non perché io non voglio metterci tutto ma perché ci sono loro in campo. Vorrebbe dire inserire le letture singole che solo loro possono vedere. Noi non abbiamo bisogno del compitino ma di prenderci la responsabilità. Ecco perché dico che i ragazzi devono dare qualcosa”.

Ampie polemiche sulla fascia da capitano indossata da Dorval nella partita contro il Sudtirol: “Dorval capitano è una scelta dettata dalla sua militanza nella squadra. Io ho bisogno di venticinque capitani ognuno con le proprie caratteristiche. Per me non conta chi porta la fascia al braccio ma chi si assume responsabilità e dà il massimo”.

Il tema dell’essere squadra penalizza le prestazioni e la lucidità dei giocatori secondo quanto asserito da Longo: ”Quando non hai identità precisa non appoggi nessun idea tecnico-tattica che possa attecchire. Nella partita contro il Sudtirol metto dentro Moncini e Rao per fare una partita diversa e aggressiva. Dopo due minuti prendi gol da una rimessa laterale. Quel gol pesa come un macigno ora. Noi dobbiamo lavorare su questo. Non sul più offensivo o meno offensivo ma sulla solidità mentale diversa”.

Massima schiettezza da parte di Longo su una situazione che ha reso la piazza satura. Tante le dichiarazioni rilasciate nel corso dei mesi e poca concretezza: “Fosse per me io non farei più nemmeno le conferenze perché io non devo vendere fumo. Mi sembra di ripetere sempre le stesse cose ed io non sono una persona così. Questa è una prassi e la rispetto peró. Cercheremo di inserire chi è realmente pronto”.

Nella partita contro il Sudtirol il protagonista di uno spiacevole episodio è stato Manè. Il difensore biancorosso è stato artefice di una pesante autorete: “Nessuna croce addosso a Manè. È il rischio del nostro mestiere, può capitare. Spero per lui che tutto questo possa farlo crescere. Artioli é entrato bene perché è un ragazzo che vuole la palla e la sa giocare. Ha delle conoscenze per quanto riguarda il gioco ma c’è solo da capire la condizione qual è. Quando scegliamo undici giocatori dobbiamo sapere di non avere dopo poco il problema della sostituzione”.

Piano salvezza: ”Oggi dobbiamo pensare a trovare le forze e le soluzioni per fare punti. Una volta diventati quelli si può pensare ai calcoli altrimenti è inutile se tu vedi gli altri ma non vinci tu”.

Un Bari ancora disgregato e con tanti equilibri da dover far quadrare: “Trovo la mia affermazione sull’essere gruppo la trovo logica. Sei il terzo allenatore della stagione con undici giocatori nuovi. Era molto più probabile non esserlo che esserlo per forza di cose come cambiamenti e situazioni avvenute. Sono settimane con turni infrasettimanali dove non ti sei mai allenato. Parliamo di circa dieci allenamenti in tutto, ossia nulla. La vera difficoltà è questa. Io sapevo che la difficoltà grossa era questa. O ti si incastra tutto e sei velocissimo o ci sta che tu faccia fatica”.

Circa l’avversario di sabato: “Il Padova è squadra. Non solo curriculum e giocatori singoli. Sappiamo che tipo di partita andiamo a fare e sappiamo che vorranno vincerla

Foto: SSC Bari

Bari-Spezia, Longo alla vigilia: “Non possiamo permetterci di avere due volti dobbiamo osare”

Nella serata di domani i riflettori dello stadio San Nicola torneranno ad accendersi in occasione della 24^giornata del campionato di Serie B. Un altro scontro diretto sul taccuino di Moreno Longo ed un’ulteriore chance per poter guadagnare punti indispensabili nella lotta alla salvezza della categoria. I biancorossi reduci dalla sconfitta contro il Mantova (2-1) incassata nei minuti finali della ripresa affronteranno lo Spezia di Roberto Donadoni. Per i liguri un pareggio rimediato contro l’Entella. La classifica parla chiaro e vede le due squadre lontane per un solo punto: Spezia 21, Bari 20.

Sarà una partita dura – ha esordito Longo – ma è normale avere difficoltà in questa situazione però non dobbiamo fare l’errore di concentrarci su quello ma la partita va vissuta come una possibilità”. A circa 72h dalla sfida contro il Mantova le possibilità di intervento apparirebbero limitate ma qualche cambio tattico si presenta all’orizzonte: “Penso sempre ad un atteggiamento di squadra più che ai numeri nel campo. Occorre trovare equilibri giusti. La squadra è strutturata anche per un eventuale cambio di modulo perché abbiamo giocatori con caratteristiche duttili. Siamo sempre in valutazione per raggiungere la vittoria”.

Tra gli enigmi del mercato la motivazione per cui non siano arrivati a Bari giocatori in forma e pronti per abbracciare la causa salvezza. Un esempio tra questi potrebbe essere Traoré: “Sapevamo quale sarebbe stata la difficoltà del mercato. Difficilmente chi sta giocando bene con una squadra desidera muoversi. Abbiamo vagliato anche giocatori di Serie C ma le società non volevano privarsi di quei giocatori chiave. Odenthal a Mantova ha disputato un primo tempo di livello assoluto e poi ha chiesto cambio per crampi eppure lui si è sempre allenato”.  Cuni, Piscopo e Artioli rientrano in quel gruppo di giocatori aventi alle spalle all’incirca quindici, sedici presenze differenza sostanziale con altri nuovi arrivi che non possiedono il minutaggio della gara. Questo un aspetto che dovrebbe fare la differenza nel momento in cui si viene chiamati in causa, eppure…

Per Moreno Longo non sarebbe solo un problema di resistenza. Il dispendio mentale giocherebbe una ruolo chiave durante le prestazioni: “Destinare la problematica solo all’aspetto fisico è limitante. Negli ultimi venti minuti si è visto il calo energetico della squadra cosa che non si è visto negli ospiti. È normale che ci sia un aspetto mentale che incida su questo. La ripresa non può essere imputata alla mera condizione atletica. Abbiamo pensato più a difenderci che a proporre. I punti e le partite puoi vincerle se hai il coraggio di osare. Non puoi permetterti di avere due volti con l’avversario”. In fase di recupero anche Dorval le cui prestazioni ad oggi non eccellono per prontezza e qualità.

I miei ragazzi si devono prendere un sano rischio – ha dichiarato Longo – se non si ha questo non si può andare avanti”. Sono chiare le richieste del tecnico piemontese in vista della partita di domani sera contro lo Spezia: “Verranno qui a far battaglia ma devono trovare un Bari gagliardo che deve avere ancora più fame degli ospiti. Il loro mercato è stato importante in una squadra che era già di livello alto”.

Mantovani, un arrivo tanto richiesto quanto rivalutato. Il difensore biancorosso che aveva lasciato un ottimo ricordo nella passata stagione ha evidenziato una prestazione dubbia contro i lombardi: “La rete di Mancuso non è un errore di Mantovani. Il Bari era lì in dieci contro due del Mantova. Lui guarda il pallone e non l’uomo e su questo sono d’accordo ma prima di quel momento Valerio stava facendo una buona partita tenendo testa a testa Mensah”.

Tutti in valutazione, nessuno escluso. Moreno Longo ed il suo staff per la scelta ultima della formazione dovranno fare i conti con la resistenza dei titolari ed il minutaggio reale dei nuovi innesti: “Gli spartiti cambiano anche dopo qualche minuto. Dobbiamo ponderare le scelte”. Tra gli indisponibili solo De Pieri.

Parentesi concessa anche sulla terna arbitrale della partita disputatasi a Mantova in seguito ai dubbi episodi di valutazione del direttore di gara. Al San Nicola nella serata di domani arriverà un arbitro esperto con un pal

Verso Bari-Palermo, Longo: “Oggi ho bisogno di chi ha fuoco dentro. A mercato chiuso tiriamo le somme”

Si ritorna in campo. Il Bari di Moreno Longo sta ultimando la preparazione in vista dell’anticipo della 22^ giornata di campionato che vedrà i biancorossi accogliere nelle mura amiche del San Nicola il Palermo di mister Inzaghi. Quarto posto per i rosaneri a quota 38pt ed una necessità di ritornare dalla trasferta pugliese con il bottino pieno per continuare a credere nel sogno chiamato Serie A.

Alla corte di Moreno Longo sono arrivati nuovi innesti. Oltre a Cistana, Stabile e De Pieri il DS Valerio Di Cesare ha concluso nel corso dei giorni precedenti le trattative per portare in biancorossi Esteves – prestito secco dal Pisa -, Cuni – prestito con diritto di riscatto dal Rubin Kazan- e Cavuoti – prestito secco dal Cagliari. In corso di ultimazione le mediazioni con Odenthal del Sassuolo, Piscopo della Juve Stabia e Mantovani del Mantova.

Se per il Palermo la vittoria sarebbe utile per avanzare nella cavalcata, al Bari i tre punti servirebbero “come pane” per emergere dai bassifondi della classifica. Difatti, la vittoria ottenuta sul campo del Cesena (1-2) ha reso l’esordio bis di Moreno Longo positivo e fiducioso verso il raggiungimento dell’obiettivo salvezza. A pranzo l’abituale conferenza stampa del tecnico piemontese alla vigilia della partita.

Focus iniziale sui nuovi innesti in casa Bari: “Bisogna dare il tempo di inserirsi e mettersi all’interno di un contesto che si sta formando. Dobbiamo essere bravi a farlo più velocemente possibile. Quello che mi aspetto da loro è la disponibilità nel calarsi in questo tipo di realtà per raggiungere il nostro obiettivo. Sarebbe superfluo ad oggi chiedergli altro”.

Dubbi sulla permanenza a Bari di Gaetano Castrovilli. Il pugliese era stato lontano dal campo a causa di problemi muscolari che parrebbero essere rientrati: “Castrovilli è rientrato in gruppo a metà della settimana svolgendo un solo allenamento completo con la squadra. Vedremo alla rifinitura. Ci saranno valutazioni su tutti fino alla chiusura del mercato. In queste partite dobbiamo avere risposte e lunedì sera quando il mercato sarà chiuso tireremo le somme”.

Una rinascita, si potrebbe supporre, quella del difensore biancorosso Nikolaou le cui prestazioni avevano sino alla partita contro il Cesena creato innumerevoli polemiche e malcontenti: ”Nikolaou è un ragazzo motivato e mi ha dato un buon segnale nella partita contro il Cesena. Mi auguro per lui che possa essere costante e continuare su questa linea”.

Apprezzamenti sui giovani. Moreno Longo si definisce soddisfatto della partita disputata dalla new entry De Pieri e dalla scoperta Rao, giocatore che sino a questo momento aveva trovato poco impiego nel gioco di Caserta e Vivarini: “Della prestazione di Rao e De Pieri sono contento perché hanno giocato con la leggerezza di cui abbiamo bisogno. A Cesena era una partita che pesava tantissimo. Nei primi minuti è normale essere tesi ma una volta superata la tensione hanno fatto buone cose. Oggi di cosa ho bisogno? Sicuramente dobbiamo completare la squadra. Faremo qualcosa in difesa e centrocampo. Se si potrà anche in attacco. Indipendentemente da nomi, curriculum e ruoli vorrei vedere fuoco dentro”.

In fase di crescita anche Pagano: “In zona di trequarti rende meglio. Deve migliorare la fase di finalizzazione dell’azione in quanto non riesce ad essere freddo esprimendo la giocata giusta. Occorre capire quanto lui con il lavoro possa migliorare a riguardo”.

Il mercato è agli ultimi rintocchi: ”Nel calcio ogni partita è a sé. Si azzera tutto ogni volta. Con trenta giocatori è difficile allenarsi. Qualcuno da qui a lunedì troverà probabilmente altre sistemazioni ma a mercato chiuso tireremo le somme”.

Foto: SSC Bari

Bari a caccia del miracolo: la conferenza di Longo e De Laurentiis tra mercato e responsabilità

In casa Bari c’è un evidente maestrale. Quella andata in scena ieri pomeriggio alle ore 15:00 allo Stadio San Nicola non è stata una conferenza di rilancio o di semplice presentazione del nuovo tecnico bensì una circostanza di contenimento del danno ove la famiglia De Laurentiis ha deciso di non lasciare al caso alcun dettaglio.

Difatti, essendo i biancorossi in una zona della classifica delicatissima, la presenza contemporanea di De Laurentiis e Longo non è da considerarsi casuale, anzi. Uno degli obiettivi potrebbe essere stato quello di trasmettere l’idea di una catena di comando compatta dopo settimane di evidente confusione tra esoneri di tecnici e DS. Strategia di marketing?

Tono serio, a tratti teso, nessun sorriso di circostanza: questo un altro chiaro segnale in grado di evidenziare la gravità della situazione. De Laurentiis non pronuncia mai la parola “retrocessione” ma tutto il suo intervento verte attorno a quel rischio. La dichiarazione circa il suo trasferimento a Bari non è una scelta romantica ma un messaggio politico e simbolico.

É un modo celato per esprimere tre concetti: “non sto scappando”, rivolto ai tifosi; “controllo la squadra da vicino”, per gli addetti ai lavori ed infine “il club viene prima di tutto” per gli investitori che oltre tante chiacchiere non sembrerebbero aver mostrato altro.

Longo a muso duro. Il primo squillo dell’era bis: “Chi è qui e non vuole battagliare dev’essere uomo e dirlo”

Un confronto realistico. Si potrebbe descrivere così la conferenza stampa di questo pomeriggio in casa Bari. Una semplice presentazione bis in apparenza, ma un personaggio inatteso in realtà. Al fianco di Moreno Longo c’era il Presidente Luigi De Laurentiis apparso con un’espressione di evidente preoccupazione e poca serenità. Ma non sarà mica che la Filmauro ha il timore della retrocessione? Questa apparente domanda rappresenta in realtà un interrogativo retorico. Si, la retrocessione sarebbe un incubo per tutti. Sia dal punto di vista di chi bada al rischio d’impresa sia da quello dei tifosi, inguaribili romantici: “Mi trasferirò a Bari – ha asserito LDL – Lavorerò da qui per supportare la squadra in vista delle diciotto partite che ci separano dalla fine del campionato così da dimostrare che la società ci tiene”.

De Laurentiis come durante l’esposizione della più intrepida delle trame cinematografiche racconta di trovarsi per la prima volta in una situazione così complessa con il suo Bari. Non ci vorrebbero gli ipermemori per riavvolgere le fila di due stagioni fa ove i biancorossi si trovarono ad un passo dalla Serie C. Il miracolo, in quella circostanza, fu compiuto dall’attuale DS Valerio Di Cesare, vero trascinatore di quell’annata o semplicemente uno dei pochi ad onorare la maglia sino in fondo: “E’ la prima volta che mi trovo in una situazione del genere e per questo ho dato una sterzata completa”. Narra, ancora, di un dialogo costante con il tecnico Longo, medesima personalità non confermata dall’area tecnica a luglio, con il quale si stanno vagliando innumerevoli profili di calciatori che non siano nè infortunati nè da recuperare a causa di uno scarso minutaggio collezionato sino ad ora: “Se volessimo, io ed il mister chiuderemmo subito cinque giocatori. Noi siamo però in una situazione in cui non possiamo aspettare che atleti recuperino condizione fisica. Ogni giorno che passa é fondamentale. Stiamo lavorando su 4-5 arrivi nuovi ma potranno essere di più. Cerchiamo il quid in più”.

Uno degli argomenti trattati con il Presidente ha riguardato anche Valerio Di Cesare e la sua promozione flash a Direttore Sportivo: Chi meglio di lui conosce dall’interno i problemi da risolvere?”. Senza mai dimenticarsi o mettere in discussione il rispetto che VDC ha dimostrato nei confronti della causa Bari si sarebbe apprezzata la verità qualora qualcuno avesse avuto il coraggio di dichiarare che il mercato è attenzionato anche dall’area tecnica del Napoli. Gli errori vanno ammessi e non bisogna nasconderli come polvere sotto il tappeto. Nessun accenno all’ex DS Magalini. Non sarà terminato nel modo migliore il rapporto di lavoro? Poca chiarezza circa la questione dei soci esteri, i quali parrebbero avere attualmente volontà differenti da dover intrecciare con le esigenze del Club pugliese: “Oggi per una situazione non chiara le trattative possono allentarsi. Ci sono volontà diverse che si devono intrecciare in un gioco preciso”.

L’ufficiale benvenuto al nuovo tecnico é affidato al Presidente LDL. Voce successivamente ad un competitivo e determinato Longo: ”Speravo di rivedervi in un’altra situazione e questo mi dispiace molto. So quanto è importante per questa città affrontare nel migliore dei modi un periodo come questo ed ognuno di noi deve avvertire il peso della situazione”. Amante della bella favella anche Longo si è raccontato in un lungo sfogo circa i suoi saluti a Bari la scorsa stagione. Dalla disfatta di Cosenza sino alla rottura dello spogliatoio: “La sconfitta di Cosenza non l’abbiamo digerita. Io, l’area tecnica e dirigenziale ed i tifosi. Eravamo tutti arrabbiati per la modalità. Abbiamo perso male in una partita importantissima”. Il tecnico biancorosso racconta anche di una discussione dai toni duri avvenuta tra lui e la squadra al termine della partita. Di lì in poi, evidentemente, lo spogliatoio si è rotto e non è stato più possibile fare inversione di rotta.

Il ritorno di Longo non è dettato dall’obbligo di presenza per i vincoli contrattuali, anzi, a suo dire sarebbe stata una scelta consapevole e ponderata sulla base delle garanzie fornite dal Presidente in uno dei confronti avvenuti tra le parti. Verba volant scripta manent, direbbero gli antichi. La speranza è che questi progetti trovino quanto prima un fondamento così da fornire alla squadra maggiore stabilità ed equilibrio tattico: “Noi dobbiamo diventare una squadra ma non vincolo nessuno a rimanere. Chi è uomo mi deve dire che non se la sente di abbracciare la causa. Così come non voglio gente che venga qui a caso. Caserta e Vivarini non sono due scemi”.

Le lusinghe circa le storie sportive dei predecessori hanno ceduto il passo al clima trovato a Bari al suo arrivo: “Qui ho trovato disponibilità – dichiara Longo – e quando si arriva in un posto si cerca di prendere informazioni. Al momento queste informazioni mi dicono che spesso questi ragazzi si sono allenati bene senza ottenere il risultato. Io credo che oggi sia il momento in cui le parole stanno a zero. Penso che tutti siate stufi di sentirle. Occorre concretezza che possa tramutare la situazione in punti. Se oggi dovessi barattare la bruttezza di fare punto con la bella prestazione sceglierei la prima opzione. Oggi questa squadra deve capire cosa vuol dire lavorare per ottenere punti”.

 

Salvare un Bari malato, la missione di Moreno Longo: segui la conferenza live e la presentazione bis – VIDEO

Sarà presentato oggi alle ore 15:00 il nuovo, o quasi, tecnico del Bari. Moreno Longo richiamato dopo la disfatta dell’ex Vivarini ha ripreso la guida dei biancorossi in un momento molto delicato della stagione. Se pur vero che la tempra dell’allenatore piemontese sembri calzare a pennello in una squadra che sino ad ora non ha mostrato alcun tipo di identità, quello che è stato richiesto a Longo è da considerarsi un miracolo o cosa? Il dato certo è che dal primo allenamento sino ad oggi c’è stata la supervisione del Presidente Luigi De Laurentiis. Il vertice della Filmauro parrebbe essere preoccupato per la situazione nella quale la sua squadra naviga.

Questa conferenza si presenta anche come pre-match di Cesena-Bari. Difatti, sabato alle ore 15:00 i biancorossi affronteranno i cavallucci dell’ex allenatore dei pugliesi Michele Mignani. Un’ardua sfida considerando che gli emiliani vorranno farsi rivalere rispetto al girone d’andata. In quella circostanza il Bari era riuscito a battere gli avversari con l’unica azione creata.

Ribaltone al Bari, doppio addio: ai saluti Vivarini e Magalini. Il ds Di Cesare richiama Longo

Il Bari parrebbe aver deciso: via il Direttore Sportivo Giuseppe Magalini ed il tecnico Vincenzo Vivarini. La società biancorossa, secondo quanto riportato dal giornalista Alfredo Pedullà, avrebbe vagliato per tutta la domenica l’opzione di un ribaltone totale. Ai saluti quindi non ci sarebbe solo l’allenatore ma anche il principale responsabile di un calciomercato privo di idee, il DS Magalini.

I biancorossi dopo la sconfitta rimediata nella giornata di ieri contro la Juve Stabia per 0-1 occupano la penultima posizione nel campionato di Serie B. Un disonore per la piazza ma una presa in giro anche nei confronti degli obiettivi stagionali prefissati dal presidente Luigi De Laurentiis.

Per riprendere il controllo della situazione è stata chiamata una vecchia conoscenza in casa Bari, Moreno Longo. Il tecnico arriverà in Puglia nella giornata di domani per poter conoscere la squadra e gestire il primo allenamento previsto nel pomeriggio.